di Germano Scargiali
Questa la necessaria premessa a ciò che vediamo accadere in questi giorni. Tram, Metropolitana leggera, anello ferroviario hanno la precedenza sulla realizzazione della “bretella” della quale è pronto da anni un progetto che potrebbe essere realizzato a cura di un’impresa privata e gestito riscuotendo un pedaggio per un certo numero di anni. Questa è la seconda delle premesse necessarie. Anzi indispensabili.E’ ovvio che una precedenza assoluta andrebbe alla bretella autostradale, senza pregiudicare Metropolitana e anello ferroviario. Il tram è una ovvia barzelletta…
Frattanto cresce al porto, in controtendenza alla crisi cittadina, anche il traffico crocieristico. Non si può non accorgersene, ma si può non sapere che Palermo (grazie al suo porto) è divenuta una sorta di capitale del settore. Ed ecco la terza premessa: non c’è due senza tre, insomma.
Nel complesso la cultura generalizzata in materia di porti, trasporti (anche intermodali) e turismo è ferma al palo. A Palermo e certamente in tutta Italia. Si tenga conto che i trasporti sono l’elemento più importante della crescita dell’imminente futuro. Anche perché sono oggi in ritardo sui bisogni degli scambi e sono soprattutto la base dell’attuazione concreta della globalizzazione, un fenomeno che procederà comunque in avanti come necessario e indispensabile alla realtà moderna.
Ed ecco solo a questo punto del ragionamento i fatti recenti di Palermo, una città paralizzata dal traffico, non solo perché non ha strade, in quanto la superficie complessiva disponibile alla viabilità è insufficiente. Ma perché la città non nasce da un piano urbanistico vero e proprio, modernamente inteso: esso si configura come l’allargarsi a macchia d’olio di vecchie realtà, vecchi provvedimenti, come quelli che opposero allo sviluppo del centro abitato verticalmente al mare l’allargarsi opportuno (all’inizio) in senso parallelo ad esso. Dalla antica decisione degli illuminati viceré spagnoli, si è passati da un eccesso all’altro: ciò priva ormai la viabilità di strade verticali mare – monti, nè potè far molto, perchè turbato dalla guerra, il secondo intervento urbanistico, quello fascista, che fu – poi – soltanto oggetto di critica e persino di ironia e sarcasmo, ma poi – in pratica – è stato applicato. Male e in modo frammentario, turbato certamente dalle “esigenze” del sacco edilizio operato con …la scusa della ricostruzione post bellica.
Gran parte delle strade verticali dal mare ai monti sono, invece, anche interrotte scriteriatamente dai provvedimenti dell’attuale amministrazione: fuor da ogni tempestività, tram in corsia su strade già asfittiche e similari mezzi in costruzione, cantieri che si aprono senza un piano coordinato e non si chiudono mai. Come quello della via Lazio, la principale “arteria” (ma è umoristico chiamarla così) che consentiva un tempo di defluire verso l’autostrada in tutte le direzioni. Di base si sogna un popolo di palermitani che rinunciano all’automobile. Tuttavia basta riflettere che la popolazione attiva è fatta di coppie con figli e che, quindi, devono armonizzare luogo di lavoro, indirizzo della scuola dei figli (almeno da piccoli), necessità di fare spesa e acquisti, sbrigare pratiche burocratiche, coordinando più indirizzi nella stessa mezza giornata. Ma – lo sappiamo – c’è chi si esalta inneggiando alla decrescita felice… Contenti loro, forse, ma non la gente “normale”.
In questi giorni – dunque – avviene che, secondo l’Autorità portuale, l’ordinanza del Comune, che riguarda gli ennesimi lavori che intralciano contemporaneamente la viabilità – stavolta in via Francesco Crispi – non avrebbe tenuto conto dei suggerimenti avanzati dall’ente stesso, nel corso dell’incontro dello scorso 2 settembre in questura, e delle proposte avanzate nei giorni successivi al Comune. Su 5 varchi d’accesso al porto, il provvedimento prevede la chiusura dei 2 principali – Amari e Santa Lucia – per i lavori dell’anello ferroviario, mentre in via Crispi, che funge da circonvallazione cittadina e baipassa la chiusura del centro storico al traffico, proprio nei pressi di entrambi i varchi, è stato istituito il doppio senso di marcia. Ecco perchè siamo ormai alla pura follia, alla schizzofrenia pura…
“Queste decisioni comporteranno un gravissimo disagio – afferma il presidente dell’Autorità portuale Vincenzo Cannatella – che si ripercuoterà sulla circolazione cittadina e sulle attività portuali. Non potranno accedere contenitori e automezzi commerciali per imbarco afferente al traffico extracomunitario il cui ingresso può avvenire soltanto dal varco Santa Lucia dove è dislocato il presidio della guardia di finanza. Le autovetture in imbarco sono 1.800 al giorno e i circa 500 mezzi commerciali (Tir, ndr) della GNV e della Grimaldi si dovranno incolonnare esclusivamente dal varco Colombo con inevitabili code che si ripercuoteranno sulla viabilità”. Si pensi che il “serpentone” dei Tir di una nave come la Superba si snoda per 14 Km. Questa è la consistenza odierna che indica le esigenze dei trasporti. Anche la Sicilia produce ed è una grandissima consumatrice…
L’ordinanza emanata dall’amministrazione comunale di regolamentazione degli accessi al porto, all’indomani di una riunione tenutasi presso la Questura, intende mitigare i gravi disagi alla circolazione stradale provocati dalle nuove disposizioni di sicurezza agli imbarchi in contemporanea con la chiusura obbligata di un tratto di via Crispi per i lavori dell’Anello Ferroviario. Così dice una nota del comune di Palermo che sarà rapprtesentato dall’assessore alle opere pubbliche Emilio Arcuri. Attendiamo, dunque, interpretando la speranza che unisce tutti i palermitani, che torni l’accordo, che venga il regno della ragione ed amche di un’informazione “colta”.
Si ritiene, infine, negli ambienti portuali che l’Autorità presieduta da Cannatella dovrebbe riuscire a smistare più traffico su Termini e Trapani. Il primo è parte del sistema portuale palermitano, il secondo ha concluso un tormentato accordo di collaborazione che, comunque, è in atto. L’idea di chi scrive è sempre stata, però, quella che si denota e si pèuò desumere sopra: è errato pensare di poter azzerarare il traffico commerciale in arrivo direttamente a palermo: si pensi al traffico Ro-Ro (rol on rol out) che serve all’unisono il traffico passeggeri turistico e di lavoro insieme al nevralgico trasporto gommato (Tir) che, grazie ad alcune compagnie, Gnv e Grimaldi soprattutto. Esso rappresenta una ricchezza per il Capoluogo ed una opportunità per i trasportatori e, quindi, per le attività in corso. Che si chiami città metropolitana o agglomerato urbano, Palermo è una megalopoli con mille necessità – oltretutto crescenti – di movimentare merce e passeggeri in entrata e in uscita. Il Mare è la via privileggiata sul terreno pratico, ma anche ecologico, per smaltire tale traffico che coinsta di miriadi di tonnellate di merce.








