Salvini e il Re nudo

Matteo Salvini e la sua compagna Elisa Isoardi. Non è un caso che la bella giornalista della Tv lo trovi divertente (i due riescono a non farsi fotogrfare insieme)

Ci vuole coraggio a dire “europeista” – e ci riferiamo ovviamente a Ciampi – di fronte a …questa Europa. Intendiamoci, l’Europa esiste e resta quello che è, a dispetto dell’Ue che – invece – è solo un aborto o peggio. Il Vecchio Continente, inteso come quello limitato a ciò che va dagli Urali al mare, rimane la massima potenza mondiale, anche a dispetto di Stati Uniti e Cina o del Far East. Lo è come faro di civiltà, unico modello da imitare ed imitato nel mondo. Lo è per il proprio passato ed il proprio presente culturale e civile: all’avanguardia. Lo è per la tecnologia, che lo vede al primo posto persino nell’industria spaziale, nella robotica, nel know how in materia di trasporti. Anche in tutto ciò che è “materiale”, magari con poche eccezioni. Ma anche qui imitato nei modi e nelle linee…

E’ tutto ciò che fa dire al resto del mondo “è europeo” o “sembra europeo” a proposito di ciò che è apprezzabile, anche quando non è in Europa. Sono secoli di storia, di arte, di scienza, di costume, di cui parlano più altrove che da noi…

L’Ue, invece, nasce attorno al denaro, a quell’errore che è l’euro di vile carta, vendutoci per …buono, come se avesse valore intrinseco, voluto dalle banche statunitensi. E l’arma segreta di una terza guerra mondiale, per fiaccare ancora una volta la crescita europea. E gli Usa si scagliano, frattanto, contro come quel mondo “vicino” che determinerebbe l’ascesa definitiva del vecchio continente verso altissimi traguardi: il Mediterraneo allargato. E’ quella parte di Mondo che si estende senza limiti in direzione dell’Africa, grande riserva di materie prime e dell’Asia, grande riserva di mercati, interlocutrice senza pari. Da tutto ciò gli Usa vogliono tener discost l’intera Europa: G.B. e soprattutto Francia farebbero bene a guardarsi dalla politica atlantica e guardare a sud e ad est. Ma, evidentemente, non lo capiscono.

Degli “ometti” come i nostri ultimi presidenti della repubblica, Ciampi compreso, con tutta la loro prosopopea, non hanno fatto altro che inchini riverenti verso quella stessa massoneria atlantica che vuole fiaccare l’Europa, partendo dall’asse anglosassone Usa – Gran Bretagna, intendendo con quest’ultima quella stupida “Albione”, neppure perfida ormai, la quale s’illude di poter riacciuffare ciò che resta del suo vecchio impero: forse più che altro la massoneria e la lingua inglese. La salute dell’Inghilterra oggi sarebbe l’alleanza con l’Europa. Attenti: ma non con l’Unione Europea che vediamo. Hanno fatto benissimo quegli inglesi che hanno votato Brexit. E’ quello il solo modo per decretare che così l’Europa non va. Se lo hanno fatto loro, cioè se lo hanno capito gli inglesi (privileggiati dai trattati), figuriamoci che cosa dovrebbe fare l’Italia…

Ma ci vuole un altro tipo di coraggio per affermare tutto ciò come ha fatto Matteo Salvini, puntando apertamente il dito per sdoganare un concetto della massoneria che vada oltre l’astratta idea della copertura alla mafia “stile Riina e Provenzano”. Abbiamo più volte ripetuto: “la mafia è un’altra cosa”. Ma non è una frase nostra, perché appartiene ad un ex sindaco di un paesino ad “alta densità”, che la affermava sorridendo. E’ quella che si occupa di ogni fase della realtà civile che riesce ad individuare come facilmente lucrosa, anche con la “copertura” formale della legalità. Infatti propugna il culto della legalità e crede persino, con ciò, di essere morale. La vera moralità, però, cozza contro la mera legalità…

La massoneria alla Ciampi, alla Napolitano è la rovina dell’Italia e dell’Europa. E’ l’obbedienza (parola massonica) internazionale ad un volere d’oltre oceano che promette di “aggiustare il mondo” comunque. Per esempio con un “nuovo ordine mondiale”. Ma, nel breve tempo, assicura una “mancetta” per tutti. E’ tale una presidenza, una direzione, un ministero, un sottosegretariato “conquistati” così.

Diffidate di quelle parole, ma vi basti sentir dire anche in modo appena casuale “nuovo ordine”. Credeteci, va molto meglio quello antico. Ed esso vincerà, come tutte le cose “giuste” incrociate con la realtà materiale e morale della società umana, di quella civile e culturale.

Forse è il colmo che, per dire la verità, cioè per ripetere la verità più ovvia, per dire che “il re è nudo” ci è voluto un ragazzino impertinente come Matteo Salvini. Speriamo che il “monello” faccia tornare la gente almeno sulla via che porta verso la ragione.

Ciampi è il triste esempio di un’Italia in cui si può giungere ad alte cariche operative dai ranghi degli impiegati statali, dirigenti, funzionari, senza l’intervento del voto popolare – come è anche il caso di Monti e Renzi – ma anche senza che essi siano passati attraverso il vaglio di una seria competizione, di un serio confronto con altri “candidati” possibili alle stesse cariche. A parte le prebende, gli stipendi i benefit inestimabili di cui godono, essi decidono – purtroppo – del destino di tutti con un facere o con un “non facere”. Inchinandosi appunto, al fiume che passa. Ciò che conta per loro è mantenere la carica. Chi meno fa, meno pensa, meno sbaglia. Chi meno sbaglia fa carriera. Un asso? Romano Prodi. L’escalation e il mantenimento del posto avviene, oltretutto, per via massonica. L’ipse dixit misterioso della massoneria – basato appunto sulla parola obbedienza – crea e distrugge i suoi uomini. Quando arriva il momento, persone e movimenti politici vengono silurati. Come non c’era nulla da fare per resistere loro in un primo tempo, nulla possono essi stessi nel vedersi poi “bidonati”…
La santificazione di un Ciampi da parte di tanti cittadini qualunque è la prova della credulità della gente, del potere persuasivo dei media, del “fascino” che le alte cariche “automaticamente” esercitano su tanti “italiani brava gente”, come detta il titolo del film di Giuseppe De Santis sulla guerra italiana in Russia. Senza riferimento ai molti dignitosi e valorosi soldati di allora, ma ai tanti in giro in ogni tempo: poveri gonzi…

Nota. Hanno governato bene gli ultimi governi, con la copertura dei relativi presidenti? Ci vuol sempre coraggio a dirlo. Ci hanno ridotto in scarpe di plastica e pantaloni di pezza. In compenso paghiamo tali indumenti per “buoni”. Viva il cotone, viva la griffe, viva i buchi nei jeans. Usiamo ormai l’automobile, simbolo della conquistata libertà e indipendenza individuali, con parsimonia, non possiamo cambiarla quando invecchia (con nocumento per le case automobilistiche). Si va indietro perchè piace a qualcuno, ma la decrescita può …essere felice. Apprendiamo anche questo dai media. Non sappiamo – fra l’altro – se ricomprare l’auto costi – alla fine – meno che ripararla. Giriamo fra gli sfasciacarrozze alla ricerca di un pezzo di ricambio, augurando a chi ha l’auto nuova di averla distrutta contro un palo. L’edilizia è in ginocchio, s’impongono con disinvoltura tasse sul patrimonio, odiose ed ancor prima incostituzionali. Si mette in dubbio un istituto di migliaia di anni come l’eredità. C’è una fetta d’Italia che desidera di nuovo letteralmente il pane. Frattanto la macchina produttiva produce o produrrebbe di tutto senza sforzo  in (troppa) abbondanza. Che altro devono fare i presidenti della repubblica per essere mandati a “fanculo”?

E se questi pensieri vengono espressi in occasione d’un funerale e ciò è di cattivo gusto, ancor più lo è trasformare la commemorazione di un Ciampi in una settimana (e passa) di propaganda di regime. Ma che diciamo regime? E chi lo imporrebbe questo regime? Non lo si vede e questo è il peggio! Forse è meglio un dittatore in carne e ossa che la dittatura di un signor nessuno.

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