Chi odia l’amore …come lo amiamo noi

Caroulus Duran Le baiser (Palais des Beaux arts de Lille), particolare. In letteratura e nell’arte, se dicessimo che il 99% degli amori sono “etero” avremmo ragionato per difetto.

Un fantasma si aggira per il mondo. E’ un fantasma molto corposo, che riceve finanziamenti miliardari da personaggi come Soros (18 miliardi) e da tutti i padroni delle nuove tecnologie: Apple, Google, Facebook ecc. Tutti costoro, ipercapitalisti e politici ‘liberal’, insieme con i loro volenterosi portatori d’acqua, giornalisti, ‘artisti’, intellettuali vari affermano, assurdamente, che ‘il gender non esiste’, è uno spettro inventato dagli omofobi, di solito cattolici o comunque cristiani, per colpevolizzare  limitandola la libertà altrui. E’ strano però che a nessun ‘omofobo’ di nessuna epoca sia mai venuto in mente di congegnare una teoria tanto palesemente contraria alla scienza e all’esperienza. In modo quasi improvviso e universale si è imposta l’idea che il sesso (dato biologico, cioè si nasce o maschi o femmine) può essere decostruito dalla persona nel suo percorso di crescita, in quanto il diventare uomo o donna, ben lungi dall’essere lo sviluppo normale e armonico della personalità, costituisce un sopruso, l’obbligo di uniformarsi a schemi prefissati e ad aspettative sociali stereotipate.

Si può quindi percepire sé stessi come membri del sesso opposto e questa auto-percezione dovrebbe essere riconosciuta (e di fatto lo è in molti paesi) dalle pubbliche autorità nei documenti come carta di identità o passaporto. (Per il momento a nessuno è venuto in mente di dichiarare all’ufficiale

Olio su tela dell'italiano Francesco Hayez, realizzato nel 1859 (Pinacoteca di Brera)
Olio su tela dell’italiano Francesco Hayez, realizzato nel 1859 (Pinacoteca di Brera). E’ l’incontro che uomini e donne sognano…

di Stato Civile di essere alto 250 cm. e di essere nato nel 1870, visto che lui ‘si sente così’ ma non è escluso che possa succedere, in tal caso quale buona obiezione gli si potrebbe opporre?).

Possiamo situare l’origine di questo stato di cose alla fine del secolo scorso, con le grandi assise internazionali come quella di Pechino 1995, che stabilisce le priorità mondiali, in particolare la parità dei sessi. Queste priorità vengono fatte proprie dalle grandi ONG internazionali come Amnesty International, Planned Parenthood, Greenpeace e altre.

Naturalmente, a nessuno potrebbe venire in mente di considerare un male la possibilità data a tutte le bambine, di solito svantaggiate nei paesi in via di sviluppo, di avere un’alimentazione adeguata, la possibilità di andare a scuola e la libera scelta del lavoro. Solo che queste finalità, in sé buone, vengono in realtà inglobate e praticamente cancellate dall’unica finalità che sembra interessare a tutte queste istanze internazionali: la cosiddetta Salute sessuale e riproduttiva” che in pratica comprende quasi esclusivamente contraccezione e aborto, anche forzato. Come si possa definire ‘salute’ qualcosa che danneggia il benessere delle donne e ‘riproduttiva’ ciò che impedisce la riproduzione è un mistero che l’ONU e i suoi accoliti si guardano bene da spiegare. In realtà molti paesi del terzo mondo lamentano di essere  ricattati: aiuti alimentari solo in cambio di programmi di salute riproduttiva.

Parallelamente è partita in tutto il mondo un’offensiva culturale che seduce le persone illudendole con il miraggio di una libertà senza limiti, soprattutto, ma non esclusivamente, nel campo sessuale: via libera a sperimentazioni sempre più ardite e stravaganti. Ma siccome, in linea di massima, la maggior parte delle persone adulte sanno bene chi sono e cosa vogliono, l’offensiva, affidata con lauti compensi alle associazioni LGBT, è rivolta ai più piccoli per istillare loro, per mezzo di giochi, racconti, filastrocche ecc. l’idea che forse pur essendo maschi sono ‘in realtà’ femmine, o viceversa, e il sospetto che i genitori stanno violando la loro libertà costringendoli a vivere secondo i propri pregiudizi. Il mestiere di genitore, che è stato da sempre il più difficile che esista, non avrebbe proprio bisogno di questa ulteriore minaccia.

In molti paesi d’Europa, per esempio, se un bambino a scuola manifesta il desiderio di appartenere al sesso opposto, può essere sottoposto, contro la volontà dei genitori, ad una ‘cura’ di ormoni che ritardano la pubertà in modo da dargli il tempo di decidere cosa vuole essere. Questo trattamento è ovviamente molto dannoso perché interferisce con il normale sviluppo e rende poi la ‘transizione’ anche chirurgica praticamente inevitabile. E tutto ciò nonostante si sappia che i bambini diagnosticati ‘con disforia di genere’ se li si lascia sviluppare naturalmente, al momento della pubertà, con la massiccia produzione di ormoni sessuali,  accettano senza problemi il loro sesso reale.

E’ iniziato da un po’ il nuovo anno scolastico e la ministra Fedeli ha finalmente ricevuto i rappresentanti delle associazioni familiari. Le iniziative gender più spericolate sono forse state accantonate anche se la vigilanza dei genitori non dovrebbe mai venire meno. Ciò che si profila invece è la prospettiva gender spalmata su tutte le materie curricolari.

Da Roma Maria Antonietta Gaziano

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Una nota

A conferma di quanto dice la nostra corrispondente da Roma, non ci dovrebbero essere dubbi che una società che fornisca esempi di “buone pratiche”, come – tutto sommato – è quella tradizionale in tema di costume e diritto familiare, conduca ad una correzione nel senso e nella direzione delle regole generali (regolarmente accolte dal consorzio civile), quella più accettata dell’atteggiamento individuale. Viceversa bisognerebbe accettare che in linea generale la natura vinca sull’educazione. E ciò non è: il massimo che si possa concedere è che le due componenti concorrano al 50% alla formazione della personalità. L’educazione che ci proviene dall’ambiente e che è conseguenza del desiderio fondamentale (numero 1) di essere accettati è superiore a quella di tante …parole.

Comunque si guardi, insomma, la realtà socio civile, è difficile concludere che sia opportuna una politica del gender. Si consideri che siamo in fase di denatalità: qualunque “politica” contraria alla salute della famiglia tradizionale oggi è certamente deleteria. Tornando a concetti espressi in un altro articolo appena pubblicato (Gender o non gender su Espresso e Repubblica) l’esperienza stessa di vita ci insegna che – come accenna anche l’articolo su riportato – il cammino verso la maturità fisico mentale conduce la stragrande maggioranza di uomini e donne ad assumere gli atteggiamenti ed i comportamenti propri del sesso tradizionale di appartenenza. Una società che in modo acclarato, quasi propagandandola, porti avanti “teorie” – che poi si basano pienamente sulla visione idealistica di quell’erronea interpretazione del pensiero di Platone ed Hegel, che ha la mera scientificità della fantasia di chi la concepisce – non può che nuocere alla salute della società (comunità civile) stessa.

Purtroppo ci troviamo a ribadire che quella mentalità meramente idealista rappresenta l’aspetto più deteriore di “momenti”del pensiero umano, per altro “non da cancellare”, certamente erronei nella sostanza come l’illuminismo e il marxismo. Tale modo di ragionare contiene un fascino avvelenato che oggi conduce gli stessi processi culturali della realtà mediatica ad un tipo di informazione a-scientifica, scandalistica, sensazionalista che approda su rive opposte a quelle della cultura vera e propria. Essa dev’essere circostanziata, storicizzata e basata su assunti che abbiano le caratteristiche intuite da pensatori antichi come Archimede, Eratostene etc, ma meglio codificate da Galileo Galilei, Copernico, Newton ed oggi spinti verso confini un tempo considerati “dell’inconoscibile” da scienziati come Einstein, Fermi etc.

La cultura diffusa non può essere ferma ad una visione che è ancora quella di Aristotele, né – peggio – a livelli presocratici. Come, invece, avviene. Ciò consente alla frode e all’inganno di trovare facile credibilità anche oggi, oltre i confini un tempo “favolosi” del 2000. (G.Scargiali)

 

Per informazioni :”Gender nelle scuole, ecco il testo di legge”

su www.lanuovabussolaquotidiana.it del 28/09/2017

Per chi è interessato a scoprire le vere differenze e complementarietà fra uomini e donne consigliamo la lettura di “Cavalieri e principesse” di Giuliano Guzzo ed. Cantagalli.

 

 

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