
Di Germano Scargiali.
Danze del mare, come ondine e tritoni sullo sfondo appena perturbato dello splendido tramonto mazarese che sfuma già nel crepuscolo. Si muovono dagli scogli antistanti piazza Mokarta, salgono fino alla fontana, giocano anche con l’acqua – si arieggia alla Blue economy – poi in alto fino alla porta di mare, oggi un monumento che apre al Mediterraneo e all’Africa… Lì appare una ninfa, la prima ballerina che ha guidato tutte le altre salite dall’acqua alla terraferma. Ecco, poi, una bianca giovane matrona, che rappresenta l’Italia, e non a caso, perché dopo aver cantato anche in inglese, intona l’inno di Mameli. Sarà anche retorica, ma la commozione c’è. Mazara in questi giorni è la porta d’Italia e d’Europa. Non è più Sicilia, non più solo l’amata Isola… E’ incontro, abbraccio fra popoli che devono divenire meno diversi, che scoprono “qui” di avere più cose in comuni di quante ne abbiano di differenti. Ma è evidente come non era mai accaduto: ora Mazara è Italia, rappresenta tutta la Penisola.
Tutto questo è il V° Blue sea land, che però è anche – per qualcuno soprattutto – business, incontri B2B, B2C e One2One, cui si è già assistito nel pomeriggio, protagonisti i vini e alcune specialità alimentari connesse: formaggi, pane e panettoni, preparati di pistacchio e persino lo zafferano di Siracusa…
Ma c’è altro, tant’altro, come sempre e ancor di più, in questi giorni, fino a domenica 9 ottobre 2016, in cui Mazara del Vallo diviene capitale assoluta dell’integrazione, dell’incontro, di quella “voglia matta”, invano negata, di tendere la mano, di fare amicizia, di contrattare affari proficui per tutti, fra l’Africa, il Medioriente e tutti quegli stati che Giovanni Tumbiolo, ideatore e patron della manifestazione definisce tout court “i nostri partner”.
A Mazara, da cinque edizioni, non giunge l’Africa della guerra, della povertà, degli schiavisti e degli schiavi, ma l’Africa che sorride, che vuole crescere e partecipare, nonostante tutto. Si appresta a farlo. Su tutto vola lieve – se è vero che sono presenti paesi come la Siria e due delegazioni della Libia, per non citare la Somalia – la colomba della pace. A proposito, Tumbiolo ha iniziato dal piccolo giardino di casa: pace fatta e addio ad ogni vecchia ruggine col sindaco Nicola Cristaldi.
Il Blue sea land continua, per parlare ancora dei suoi temi, dei distretti e dei cluster, della eco compatibilità, della lotta agli sprechi, tema dell’anno e – ripetiamo – tanto altro ancora fino a domenica. Fino a tarda sera di festa, la Casbah, a partire da piazza della Repubblica, sarà un kermesse, una fiera internazionale e stracittadina, un vero festival, quello che avrebbe dovuto essere da sempre una Fiera del Mediterraneo e qui è datata un lustro.








