Forse si approssima al termine la “storia infinita” del porto di Malfa nell’isola di Salina alle Eolie: si tratta di uno dei tre centri abitati salinesi elevati a Comune. Per tutte le altre Eolie, il sindaco è – stranamente – quello di Lipari, che si avvale di suoi vice… Gli altri comuni salinesi sono Santa Marina e Leni.

Il porticciolo – perché di questo si tratta – sarà turistico e peschereccio, una “manna”, dunque, oltre che per i diportisti e per i residenti, anche per i pochi pescatori di questo mini centro abitato sulla costa nord della seconda isola eoliana. Di questi porti, non solo semplici approdi, ce ne vorrebbero ovunque in tutte le “Isole del vento”. Forse il dio Eolo si scatena, in realtà, meno che alle Egadi, ma i fondali fra le “Sette Sorelle” scendono a perdita d’occhio… E’ noto che i subacquei, lungo i pendii che si immergono fino a profondità di oltre 1000 metri, soffrono addirittura le vertigini. La splendida acqua limpidissima compie questi scherzi e risulta di solito proibitiva, nella sua profondità, per la realizzazione delle dighe foranee…
A desiderare di “poter disporre di un vero porto” da lunga data è, dunque, Malfa. Raggiungibile in bus da Santa Marina (Salina è una regione in miniatura, di cui quest’ultimo centro, poco più d’una borgata sul mare, è considerato il capoluogo) è una città in miniatura. Una cosa è certa: ogni angolo delle Eolie risulta desiderabile per i turisti, specie in estate…
Il centro abitato di Malfa si sviluppa dal mare fino a mezza costa sulla collina, più vicino al mare di una piccola Taormina, ma letteralmente a strapiombo. Tutto affascina, tutto è bello, almeno tanto quanto è difficile realizzare l’agognato porto in luogo dello storico “rifugio”, con le barche da pesca a secco se appena si tema il vento da nord, con l’immancabile molo trapezoidale dove fare attraccare qualunque grossa barca e persino qualche aliscafo, quando il mare lo consenta… Poi c’è l’ormeggio volante, la fonda con grandi mazzere, per la nave–fiume che porta l’acqua quando manca… In realtà, ecco un eremo felice, per chi vi è nato e per chi ami vivere in un certo modo. Una noia pazzesca per i meno marinai, i meno pescatori, quelli che non apprezzano la malvasia, l’ultima delle quali – quella vera – si produce, secondo un rinnovato disciplinare, solo in quest’isola, quasi grande quanto Lipari, con due vistosi monti appaiati (il maggiore, il Fossa delle Felci, sfiora i 1000 mt), come due seni provocanti di una enorme sirena scomparsa per il resto nel profondo di quel mare bluetto…
Senza pretendere proprio il top, si può avere di certo anche della mondanità nelle ville di amici o facendo un “salto”, ovviamente per mare, fino a Panarea, Stromboli, Lipari…
Da anni il sindaco di turno a Malfa consuma la propria vita battendosi perché il porto divenga degno di questo nome, in grado cioè, di dare sicurezza ai pescatori e ospitalità alla qualificata utenza del turismo nautico. Giungono, però, alla pensione senza portare a termine l’opera. Adesso ci prova la combattiva sindaca Clara Rametta, una donna in carriera, uno di quei personaggi che non si arrendono facilmente…

La Rametta non è una signora nessuno. E’ un’imprenditrice turistica nel cui albergo di lusso hanno alloggiato nientemeno che Massimo Troisi, tutto il cast de Il Postino, il regista Michael Radford, lo scenografo Baraldi e il compositore Bacalov. Al protagonista de Il Postino, compianto dal tempo della sua scomparsa nel 1994, è stato dedicato un Memorial, ideato dalla stessa Clara Rametta, che in occasione delle elezioni ha avuto anche il dichiarato appoggio di una testimonial come Maria Grazia Cucinotta. La bella attrice messinese, capace di approdare alla ribalta cinematografica americana, era la protagonista di successo dello stesso film di Troisi. Questo film, appaiato a Caro Diario (anch’esso in parte girato a Salina) ha ripetuto il prodigio a suo tempo compiuto (anni ’50) dai film Stromboli con Ingrid Bergman e Vulcano con Anna Magnani. Fu allora che il turismo alle Eolie divenne un business e il film di Troisi ha dato senza alcun dubbio un suo nuovo similare contributo…
Ma rieccoci al porto di Malfa – cioè a Cala Galera – e ai suoi problemi. Come abbiamo accennato su queste pagine nei mesi scorsi, i blocchi cementizi in calcestruzzo per le dighe si sono dovuti costruire chiedendo spazio al porto – anch’esso in via di completamento, ma a buon punto e parzialmente in uso – di Sant’Agata di Militello. Lì di spazio a terra ce n’è tanto. E’ uno dei tre porti, almeno, che aspirano a divenire “rampa di lancio” per le gettonatissime Eolie…
Quei lavori appartenevano al “primo lotto” e adesso i blocchi costruiti si stanno trasportando con l’intervento di un pontone. Ci si chiede a quando il via per il secondo lotto di lavori. Come sempre è questione di fondi, che sono stati stanziati ma non arrivano. Com’è noto, l’intero demani marittimo regionale appartiene in Sicilia alla Regione a statuto speciale. Se leggi complicate rimettono in gioco il Ministero dei Trasporti, laddove via sia trasporto di passeggeri con sbigliettatura con ulteriori problematiche, sia “porticcioli” di iniziativa pubblica come Isola delle Femmine, sia quelli privati come lo Xifonio di Augusta – ambedue in corso di realizzazione – si imbattono nei meandri di uffici, risposte e permessi che comportano attese senza fine…

Non ci meravigliamo se la sindaca Rametta non abbia voluto rilasciare dichiarazioni sui guai che abbiamo subodorato l’affliggano. E’ un leit motiv, del resto: lasciamo che tutto proceda, aspettiamo…
Nonostante tutto ciò, stanno anche decollando i lavori a Marsala ad opera del giovane imprenditore Massimo Ombra, considerato un enfant prodige del capo Lilibeo.
Si dice in Sicilia: “calati junco che passa la china”. Lo junco, il ramoscello, è chi vuol fare, mentre la china, la piena del fiume, è la misteriosa volontà generale del “non facere”, per dirla in latino. Ma la Sicilia, come insegnano Pirandello, Sciascia, ma anche Goethe, non è che l’immagine “in nuce” dell’Italia e questa del mondo. Nell’Isola più grande del Mediterraneo, proverbiale crocicchio di mille popoli, tutto si tinge, però, di mille colori… E’ un caleidoscopio in cui la prudenza invita a non entrare o si rischia di venir mescolati nei ghirigori fino a sparire…
Tutto adesso a Malfa è nelle mani della volitiva Clara, riconosciuta signora del turismo eoliano, che appaia nella leadership Christian del Bono, albergatore di Lipari centro. Il porto di Malfa, ripetiamo, potrebbe vedere la luce ed accogliere, come da lungo tempo è solo un sogno, diportisti e pescatori…
Germano Scargiali
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