Sicilia e Tunisia sono ad un passo dall’attesa piena collaborazione? Sarebbe un successo per l’intera economia del Mediterraneo Meridionale, da servire come primo importante passo verso ciò che si sarebbe dovuto realizzare con la Zona di libero scambio del 2010, naufragata per il prevalere di una contraria volontà internazionale…
La notizia del momento, nella giornata del 18 ottobre nei saloni dell’Arsenale della Real marina Borbonica a Palermo, era lieta e fra le più attese: il ritorno delle crociere a Tunisi dopo il vile attentato al museo del Bardo. In effetti, il 6 ottobre la nave da crociera di lusso MS Europa della compagnia tedesca di navigazione Hapag-Lloyd Cruises è stata protagonista del primo arrivo del genere dopo i tragici fatti del marzo 2015, che avevano indotto le compagnie di navigazione a sospendere, da quel momento, gli scali in Tunisia. Non è meraviglia che lo stesso ministro del Turismo tunisino, la signora Salma Elloumi Rekik, dopo averlo annunciato con una certa enfasi alla stampa in occasione della giornata mondiale del Turismo il 27 settembre,
abbia voluto essere presente a salutare i turisti in quel pomeriggio al porto de La Goulette.
Sicilia, Tunisia, Malta… Il sogno di un triangolo mediterraneo di valore operativo, oltre che fatto di cultura e di amicizia. Queste ci sono sempre state. Meno – pur presente – la collaborazione economica. Si è parlato per un giorno di questo, nei saloni dell’Antico Arsenale a Palermo, presenti consoli e dirigenti della Regione. Programmi ancora più articolati sono al via, dopo la conclusione di quelli già avviati, formalmente conclusi nel 2013. Sta per decollare il variegato piano 2014 – 2020.
Non ci si può nascondere come e quanto, su vasta scala, la politica economica del Mediterraneo meridionale sia costellata di delusioni. Prima fra tutte il mancato decollo dell’Area di libero scambio prevista – invano – per il 2010 dal Trattato di Lisbona che – per chi non lo sapesse – fu uno dei momenti fondanti dell’Unione Europea.
Se allora si parlò anche di collaborazione fra “tutte le regioni del Mediterraneo”, andando all’interno dei territori, delle piccole realtà rivierasche del Mare Nostrum, adesso si stringe almeno un accordo bi e tri laterale fra Sicilia, Tunisia e Malta, territori talmente legati storicamente da poter assomigliare, a propria volta, ad un’unica nazione …a parte. Il tanto che si è fatto finora è nulla rispetto alle potenzialità… E’ su tale terreno che procede questa serie di accordi, come sulle ali di un sogno che sembra eterno, fuori dal tempo, ma che andrebbe certamente circostanziato. Ora questo si vuol fare, con un addentrarsi nel dettaglio che può sembrare persino eccessivo.
Adesso, per un’intera giornata all’Arsenale, in quel 18 ottobre, Sicilia, Tunisia e Malta si sono rese protagoniste di un incontro che potrebbe rivelarsi storico, dedicato alla presentazione dei risultati del Programma ENPI di Cooperazione transfrontaliera Italia-Tunisia 2007-2013 che guarda anche verso l’Isola del Middle sea (dopo l’adesione all’Euro crescono le possibilità, nell’ottica concreta dei PO, programmi operativi) ). L’iniziativa è organizzata dal Dipartimento della Programmazione della Regione Siciliana, in qualità di Autorità di gestione congiunta, e ha visto la partecipazione, oltre che dei rappresentanti dei partner italiani e tunisini che hanno realizzato i progetti, anche di esponenti della Commissione europea e delle autorità italiane e tunisine.
Tanti gli obiettivi del programma, estremamente variegato – forse fin troppo ambizioso nella sua meticolosa articolazione – ma certamente generoso nel suo complessivo impatto sia nei confronti della Sicilia, sia della Tunisia. Un primo bilancio è stato anche presentato in anteprima nel corso dell’incontro.
Eccone alcuni particolari negli svariati settori:
Agroalimentare: quindici nuovi marchi e protocolli comuni, quattro nuovi osservatori, tre piattaforme per lo scambio di dati fra imprese e i soggetti economici, soprattutto nell’ambito della produzione e commercializzazione.
Pesca e Turismo: ventitré, fra “club di prodotto” e partenariati pubblico-privato, Trentatré itinerari turistici, cicloturistici, subacquei ed equestri.
PMI: Ventidue, fra sportelli informativi ed help desk, centri servizi per la promozione dell’occupazione e dell’auto-impiego, attivazione di servizi per l’accompagnamento alle PMI e per l’incubazione delle start-up.
Energia e Innovazione: Sedici laboratori scientifici o impianti pilota per lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili e dell’innovazione tecnologica e scientifica;
Patrimonio culturale e naturale: Trenta azioni per la salvaguardia, valorizzazione e promozione delle risorse culturali e naturali, del capitale sociale e delle identità locali.
L’obiettivo generale è quello di stimolare una riflessione comune sui risultati raggiunti e sulle sfide affrontate nell’attuazione del Programma Italia-Tunisia che, grazie un budget di circa 25,2 milioni di euro ha già finanziato 31 progetti aventi come partner enti pubblici, università, centri di ricerca, poli tecnologici, istituzioni siciliane e tunisine, ONG, associazioni professionali.
Tra gli interventi, due sono stati mirati a fornire indicazioni sul nuovo Programma Eni Italia – Tunisia 2014-2020 e a mettere in evidenza le future sfide nel contesto dello Strumento europeo di vicinato (ENI), al fine di illustrare come la politica comunitaria si stia finalmente indirizzando verso le relazioni euro-mediterranee, possibilmente trasformandole e implementandole.
Inoltre, un panel con esperti e rappresentanti istituzionali, tanto europei quanto tunisini, ha concluso la giornata prendendo spunto dall’esperienza del programma per condividere, assieme ai partecipanti, i modi e i tempi in cui la cooperazione transfrontaliera fra Italia e Tunisia possa meglio integrarsi con il complesso della programmazione europea e regionale 2014-2020 e con le altre politiche “mainstreaming”.
Svariati intermezzi artistici e uno spazio espositivo con pannelli e pubblicazioni – di singolare chiarezza – illustravano sia il programma, sia i progetti realizzati ed hanno corredato e arricchito i discorsi dei tanti convegnisti.
Info www.italietunisie.eu communication@italietunisie.eu
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