Antifascismo o razzismo questo è il problema.

Palermo, una manifestazione dei centri sociali. La foto si commenta da sé: sociali forse, civili certamente no.

“To be or not to be” diceva Amleto. Il principe di Danimarca si disperava. Ma i dubbi amletici sono tanti. Il guaio è: o l’uno o l’altro. Il problema sorge quando “tertium non datur” come dicevano i i latini. Nelle questioni importanti, le soluzioni di mezzo o non esistono o sono difficili. E’ questo il motivo per cui tutti i veri problemi della nostra vita, a prima vista, sembrano insolubili… Viceversa non sarebbero un problema: tutto si presenta sotto forma diversa, imprevista…

Massimo Ursino picchiato - a sangue secondo l'univoca definizione ella stampa - da sei uomini imbavagliati a Palermo, perché attivo militante di Forza Nuova
Massimo Ursino picchiato – a sangue secondo l’univoca definizione ella stampa – da sei uomini imbavagliati a Palermo, perché attivo militante di Forza Nuova

Che cosa è esattamente il razzismo se non l’intolleranza nei confronti del “diverso”. Ecco, però, che chi da un parte fa presto a dirsi anti razzista è ideologicamente un intollerante al punto da non ammettere l’opinione contraria. Addirittura, un’opinione meramente difforme. Anche distinguere le persone per età, sesso, livello sociale, non solo per il colore della pelle, quindi distinguerle e ghettizzarle per le proprie idee politiche, prende le mosse da sentimenti analoghi al razzismo. Tanto è chiaro ormai che sembra superfluo ripeterlo: razzismo e non razzismo sono due atteggiamenti culturali di ampia portata. Come essere o non essere. Le persone civili di oggi ignorano le differenze. Avverte, però, il Gesù dei Vangeli: aspettatevi di essere perseguitati per aver professato i miei insegnamenti. Eppure predicava solo pace e amore…

Questo tipo di errore (stavamo per dire questo tipo di persona) spesso trascura il valore del fattore tempo. Non già perché Einstein sia riuscito a dimostrare, addirittura, che il tempo ha la consistenza reale della roccia se non di più. E’, esso stesso, una vera dimensione nella natura concreta…

Il tempo influisce sui fenomeni umani, perché è l’uomo che cambia e con esso le circostanze, quindi anche alcuni o molti elementi obiettivi della situazione. Se Marx nascesse oggi, si guarderebbe bene – con ogni probabilità – dal ripetere le sue teorie, che risalgono ad una visione ottocentesca dei problemi…

Chi mai ripropone, oggi, il fascismo se non per mera posa, per polemica con tutte le stupidaggini che sono state certamente dette ed anche compiute negli ultimi 70 anni…

Una cosa è certa: le ideologie non sono morte e chi lo dice lo fa, con estrema probabilità, perché è morta la “sua” ideologia: libertà, democrazia, repubblica, partecipazione, cultura sono obiettivi lontani nel tempo e, finché lo saranno, cioè ancora per molto, assieme, forse, alle pure conquiste di “fede”, le ideologie rimarranno vive. Forse, in pratica, per sempre. Perché la fine potrebbe esser il traguardo al quale “la storia” ci attende, il motivo della creazione, che è stata non solo fisica, ma – per l’umanità – è sommata al dono inestimabile dell’uso della conoscenza e della ragione…

La prova della sopravvivenza delle ideologie l’abbiamo in piazza, nei tafferugli, nella presenza, alle estreme ali dell’ideologizzazione si giunge …alle mani. Inciviltà nuda e cruda…

La verità “a monte” è che la mentalità umana è spaccata in due come il dilemma di base della filosofia tradizionale, creato dall’opposizione della scuola di Elea (Magna Grecia) con Parmenide e Zenone contrastati da Eraclito, Democrito e tanti altri, precursori, con la loro sola sorprendente fantasia di ciò che la scienza ha poi scoperto: l’atomo in movimento, il gioco dell’energia, sostanzialmente pura energia che quasi simula la materia…  Ma “il guaio” è stato, invece, che un affascinante affabulatore, oltre che filosofo, come Platone (scrittore troppo fecondo come tutti gli idealisti) si sia schierato fondamentalmente con Parmenide…

Da qui una visione della realtà che è “quella che è”, ovverosia, già perfetta o comunque che  è “come se lo fosse”, perchè immutabile. Né vale l’opera dell’umanità, una fra le tante componenti del cosmo che, con una ragione viziata, potrebbe soltanto guastarlo. Questa visione è la rovina della storia umana, del progresso: è quella che giunge alla teoria della “decrescita felice“…

L’opposta visione vede nel movimento e nel progresso il meglio della storia. Il fattore tempo è fondamentale. Niente hai detto! Il traguardo della storia diviene, così, la vittoria lenta del Bene sul Male. Il mondo (cosmo) si porta appresso tanto male, morale, ma anche materiale: il male è presente e insidia il bene in molti modi. Si fa presto a dire che la slavina cada sugli uomini per colpa di loro stessi. A volte! Che la frana cada sulle case perché i proprietari le avevano mal costruite… Non sempre…

Come vedete, si può spaziare con la fantasia… Ma la dicotomia persistente del pensiero umano è realtà. Non esistono molte ideologie: sono sostanzialmente due. Il pensiero si divide fra quelli che vedono la realtà in movimento e quelli che la vedono ferma e senza tempo: statica. Da una parte sta anche la molteplicità, dall’altra il concetto affascinante, ma irreale, dell’unità. Un mero concetto che solo il Creatore può dominare e ammirare davanti a sé col senso della realtà. Per i primi la virtù consiste nell’accettare e gestire attivamente la molteplicità, per i secondi consiste nell’accettare la realtà contemplandola e adeguandosi ad essa. Il cosmo, però, è un’esplosione molteplice in movimento. Occorre ancora dimostrarlo?

Molotov e sassi al corteo anti Salvini a Napoli. Da che parte sta la violenza?
Molotov e sassi al corteo anti Salvini a Napoli. I Centri sociali lo accusano di razzismo. Ma da che parte sta la violenza? Salvini non è un rivoluzionario, ma il  leader di un partito votato a alcuni milioni di italiani.

Dividere oggi il mondo fra fascisti ed antifascisti è una evidente idiozia. Perché il mondo è, appunto, in movimento. La storia lo è. Non c’è nulla che si ripresenti uguale, per quanto la storia possa insegnarci sempre tanto… La seconda volta un problema avrà sempre una variante nuova – anche importante – che lascerà sgomenti i sostenitori della staticità…

Volendo infierire, si potrebbe dire, comunque, che sia più temibile un ritorno al comunismo, al socialismo marxista, che è stato professato più di recente in Europa. E’ un errore ancora “fresco” compiuto dall’umanità – un’esperienza opportuna, forse, ma passata anch’essa – che potrebbe, però, revisionarsi come il motore di una vecchia 1100. Ma la Balilla no… Come è un marchiano errore “di regime” dare del fascista a chi il fascismo non lo condanna, ma lo vede come un fatto della storia accanto agli altri. Avviene, avviene…

Adesso un aneddoto. Una storia di vita. Chi scrive aveva appena 8 anni ed era già – devo confessarlo – anti comunista. Del resto, ho sentito sempre racconti di vita e di guerra (prima da ragazzo, poi da sottotenente dei Bersaglieri di complemento) letteralmente a “senso unico”: l’Italia credette nel fascismo che non fu quel mostro, né quella rovina che cercano d’insegnarci… Andammo, un giorno ormai lontano, in visita da una zia nata nell’800, sorella di mia nonna. Erano state delle belle donne ed avevano vissuto, tranne qualche disgrazia personale, una bella vita… La “nonna zia”, anzi la zia Maria, era moderna ed evoluta, già negli anni ’50, aveva i 70 anni compiuti d’allora, quando i 70enni erano proprio abziani… Ammirava Fred Buscaglione. Venendo al punto, mi disse: “…se un comunista è in buona fede e ha quell’ideale, anche se non lo condivido, io gli concedo pieno rispetto”.

Capii benissimo quel discorso anche ai miei 8 anni e l’ho sempre ricordato. Non avevo bisogno di conoscere né Voltaire, né Pascal per capirne il senso… Ma una frase del genere non l’ho mai ascoltata per una vita intera da un socialista, da un comunista, da un marxista… Anche perché Marx, platonico, hegeliano, vedendo “la Storia” limpida come un bicchiere d’acqua dalle origini fino al domani, gli aveva comunicato con certezza, da improvvisato futurologo, come sarebbe andata a finire…

Trento rissa al corteo dei centri sociali: si picchiano tra loro (la didascalia è esattamente quella di Google).
Trento, rissa al corteo dei centri sociali: si picchiano tra loro (la didascalia è esattamente quella di Google).

Meno di due giorni fa, il Governatore Musumeci, condannando le violenze antifasciste disse a chiare lettere che la condanna si estendeva anche a tutte le intemperanze contro quelli che chiamano, quasi con non dovuta dolcezza e considerazione, “i rossi”… parliamo di ciò che Musumeci ha anche accusato: l’assurda legge elettorale anti democratica, un passo indietro storico lungo la via della partecipazione  popolare! Votata da governi “di sinistra” sostenuti in Italia  all’estero dalla massoneria che Trump indica come “il fango di Washington” rischiando la pelle…

Giorni fa chiedevo a mio figlio, docente alle superiori, come  fosse la sua nuova scuola. “Papà, la solita scuola costruita da Mussolini”. E gli ospedali dove siamo curati? Non sono opinioni: E’ storia

Germano Scargiali

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Nota. Non è difficile che si interpreti questa recrudescenza di “violenza da sinistra”, che ricorda i tristi tempi di Lotta continua e delle Brigate rosse (li chiamarono anni di piombo) come “conseguenza” della previsione di una imminente vittoria dei “democratici – liberali” di destra alle elezioni. Si tratta visibilmente di moderati…

Forza Italia è fra i primi partiti europei che vanno a formare a Bruxelles il Partito Popolare e ha portato Antonio Tajani alla (apprezzata) presidenza del parlamento UE. Di Fratelli d’Italia non può certo più dirsi che si tratti di …fascisti. Fra essi prevale, infatti, la linea storica di pensiero detta “destra sociale“. Quanto a Matteo Salvini, viene dai comunisti,  guida un partito nazional popolare, con un elettorato ritagliato in gran prevalenza nella borghesia medio piccola. Non può certo dirsi sensato che si scateni contro questi tre partito una “reazione antifascista”.

Ma, ripetiamo, questa “destra” è fatta di persone che la pensano con Eraclito, ma anche con Galileo, Einstein, Zichichi e, naturalmente, con Adamo Smith e tutti gli economisti, nessuno escluso, premiati con il Nobel…

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