Il giorno prima c’era pure chi scommetteva in Borsa contro le sue azioni
La notizia, riportata da Il Sussidiario.net, in un articolo a firma Silvana Palazzo del 18 luglio scorso, che le azioni della Società “Trump Media & Technology Group” sarebbero state shortate il giorno prima dell’attentato al tycoon, solleva più di un interrogativo. Le azioni della Società di Trump sarebbero, infatti, state vendute massicciamente col sistema della vendita allo scoperto, cioè di azioni di cui non si è in possesso, col successivo riacquisto delle stesse, scese nel frattempo, secondo le previsioni, a un prezzo notevolmente più basso. Il calo delle azioni si sarebbe certamente verificato se, in seguito all’attentato, Trump fosse morto, ma sappiamo che le cose non sono andate così.
Allora è lecito chiedersi: su quali informazioni si basavano tali previsioni?
La Società AWP, Austin Private Wealth LLC ha, però, smentito questa versione dei fatti sostenendo che si è trattato, invece, di un errore di trascrizione, cioè che i numeri reali erano, in realtà più bassi ed erano stati erroneamente moltiplicati con conseguente rimozione, il giorno successivo, del contratto precedentemente pubblicato.
Il giornalista Kyler Becker (anche questa notizia riportata da Il Sussidiario.net) ha notato che “Vanguard (Soros) e BlackRock sono tra i maggiori detentori di Austin Private Wealth LLC”.
Una semplice coincidenza? (LGS)








