
Don Chisciotte contro i mulini a vento
Pubblichiamo con piacere questo articolo del nostro bravo collaboratore Lorenzo Romano, anche se non rispecchia del tutto la linea della rivista Palermoparla.
La seconda guerra mondiale, una pagina dolorosa della storia contemporanea, ha avuto numerose cause e non solo quelle che appaiono più evidenti. Senza dubbio, fu Hitler a iniziarla con l’invasione della Polonia, ma negare che gli Stati Uniti abbiano sempre ostacolato lo sviluppo economico dei paesi europei non sarebbe del tutto obiettivo (il Piano Marshall – ci sembra – fu una scelta obbligata dopo i disastri della guerra, necessaria alla ripresa economica globale, perciò degli stessi Stati Uniti).
Inoltre, al di là del proprio personale orientamento politico, filoamericano o filorusso (in passato filosovietico), il problema dell’autonomia decisionale degli stati membri della Ue rimane e, a nostro parere, dovrebbe essere prioritario su tutti gli altri.
Di fatto, gli Stati Uniti, da sempre, considerano l’Europa niente di più se non una colonia, come del resto sono soliti fare con i loro alleati (vedi centro e sud America o paesi asiatici), per cui non possono che agire in chiave antieuropea e se, ad un certo punto della storia, hanno favorito la nascita della Ue, lo hanno fatto solo per poterla controllare meglio. Ci sono riusciti dando più potere ad uno stato in particolare, la Germania, come opportunamente fa notare l’autore dell’articolo, e appoggiando di più qualcun altro (la Francia) e qualcun altro meno (l’Italia), seguendo la nota massima latina del “divide et impera”. Gli stati europei hanno fatto sempre una enorme paura agli yankees perché dotati di cultura, tecnologia, mezzi, ricchezza, insomma, se uniti, probabilmente imbattibili e questo è il vero principio ispiratore della loro politica.
Premessa
Lo scopo di questo scritto, il quale si comporrà di vari articoli, è dimostrare che l’Unione Europea concepita nel 1959 non ha ancora dato buoni risultati e non potrà mai darli in futuro, soprattutto perché sembrerebbe esserci la volontà di sottomettere i popoli partecipanti al “Piano Kalergi” (di cui si parlerà in un prossimo articolo).
Ultimamente i buoni propositi della Commissione hanno ancora una volta evidenziato i loro esiti negativi: a partire dalla Brexit, dall’invasione delle frontiere UE protette a “toppe” (solo dove conviene) fino alla Direttiva “linee guida per la comunicazione”.
In particolare quest’ultima rappresenta un documento ideologico che penalizza fortemente la cultura europea, dove, invece di tentare l’integrazione degli ospiti, si ottiene lo scopo opposto!
Ma non solo, da più di 200 anni in Europa convivono senza problemi: agnostici, atei ed ebrei oltre alle varie congregazioni cristiane e le altre ultraminoranze, nessuno ha mai contestato i riti dell’una o dell’altra confessione.
Invece la Presidenza della Commissione UE – probabilmente per fare bella figura sulle religioni oscurantiste – con le sue “linee guida” ha promosso una direttiva del tutto sbagliata e da qui la protesta dei cristiani di mezza Europa!
Genesi e problemi di convivenza
La nascita dell’UE ha avuto una lunga gestazione avvenuta solo nel 1958 con la sottoscrizione al Parlamento Europeo delle nazioni già aderenti alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), che all’epoca erano: Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.
Si dice che fin dall’inizio la Germania abbia alzato la voce minacciando di non partecipare e così si prese l’onere di gestire la futura Unione nominando di fatto la Francia come secondo leader. Le altre nazioni furono relegate a ruoli marginali.
Il rappresentante italiano, Altiero Spinelli – compilatore con i fratelli Rosselli del Manifesto socialista, prima stesura di una futura per l’Unione europea – propose una linea politica di carattere federalista. Purtroppo la sua proposta non fu accolta e il Governo italiano dell’epoca lo ritirò dalla rappresentanza commettendo il grave errore che l’Italia sta ancora pagando!
Ciò fu dovuto all’arroganza dei tedeschi che, grazie alle tonnellate di dollari che, scaricati dagli americani per mantenere in vita due divisioni nucleari a Berlino Ovest come deterrente contro l’URSS, di fatto fecero della Germania la nazione più ricca d’Europa!
Sebbene gli ultimi sostenitori dell’URSS vedano ancora negativamente l’ingerenza degli americani sul territorio europeo, bisogna ricordare loro che la Prima e la Seconda Guerra Mondiale (inventate solo ed esclusivamente dagli europei) per ricostruire tutto il distrutto, gli USA fornirono un totale di circa 13.000 miliardi di dollari con il solo Piano Marshall, senza contare gli investimenti successivi.
Oggi, il PIL paneuropeo è secondo al mondo dopo quello degli Stati Uniti e davanti alla Cina!
Nel 1991 l’URSS si dissolse e gli USA abbandonarono il presidio nucleare rimasto in quella parte di Berlino ancora isolata all’interno del conclave comunista.
Fu così che la Germania perse una parte delle sue entrate, stimate in circa trenta miliardi/anno di USD (difficili da calcolare con precisione), e si ritrovò con una DDR (Germania Est) praticamente povera e senza strumenti di produzione compatibili con gli standard occidentali.
In pratica, l’ex DDR doveva essere completamente ricostruita e la Germania, in nome dell’unità europea, chiese sussidi ai suoi aderenti: l’Italia pagò quasi 40 miliardi di euro a fondo perduto.
L’ex DDR assorbe ancora circa 100 miliardi di prestiti ogni anno. L’Italia mette a disposizione dell’UE 20 miliardi/anno, di cui solo circa 19 miliardi ritornano.
Nel frattempo, l’Unione venne consolidata attraverso i trattati, il peggiore dei quali fu il Trattato di Lisbona con il quale le nazioni aderenti furono obbligate a rinunciare alla sovranità nazionale, alle bandiere e alle proprie Costituzioni per firmare un “Trattato sul Funzionamento dell’UE” MAI approvato!
Fu il primo atto che si manifestò con un forte dissenso tra le euronazioni appena diventate 12!
Lorenzo Romano
(prima parte)






