APERTURA E PRIMA VISITA
di Guido Francesco Guida
L’ASP di Palermo apre le proprie porte alle associazioni scientifiche, culturali e del terzo settore del proprio Comitato Consultivo. E lo fa mostrando a che punto siano i lavori per l’adeguamento della propria organizzazione e dei propri edifici su quanto prescritto dal PNNR missione 6. Interventi mirati a rafforzare le prestazioni mediche e socio-sanitarie erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di nuove strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), l’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina. La gestione di tali servizi nasce e si concretizza attraverso la creazione di alcuni centri di controllo e comando definiti Centrali Operative Territoriale (COT).

COT che chiaramente sono e saranno presenti in tutta Italia (una ogni 100 mila abitanti e/o ogni distretto). Inizialmente programmate in numero di 600 sono poi state ridotte a 480, con un investimento nazionale di 280 milioni di euro di cui 103 per le infrastrutture, 42 per interconnessioni aziendali, 58 per i device per operatori e pazienti, 50 per l’intelligenza artificiale e 25 per il portale dedicato alla trasparenza ed alla informazione.
Oggi quindi, come dicevamo, pronta la sede, si è realizzata la prima visita ufficiale alla Centrale Operativa Territoriale (COT) di via Gaetano La Loggia a Palermo che è stata destinata al Comitato Consultivo Aziendale un importante organismo dell’ASP, rappresentativo di ben 39 associazioni, la cui finalità è quella di collaborare e formulare proposte in ordine agli atti di programmazione dell’azienda e di verificare la funzionalità e la corrispondenza dei servizi aziendali alle finalità del servizio sanitario regionale ed agli obiettivi previsti dai piani sanitari nazionale e regionale.
L’apertura della COT concretizza una nuova visione di offerta socio-sanitaria per una vera integrazione ospedale-territorio ed un approccio volto a rendere più efficiente ed efficace il SSN. Essa infatti esprime quel modello organizzativo che (h24, 7 giorni su 7) svolge funzioni di coordinamento per la presa in carico e la cura della persona collegando tra loro sia i servizi ed i professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali sanitari e socio-sanitari che la rete dell’emergenza-urgenza. Importante in tale struttura diviene una nuova figura: l’infermiere di famiglia e di comunità che ha il compito di realizzare quelle condizioni che renderanno competitivo il sistema e cioè continuità, accessibilità ed integrazione.
Reti assistenziali, tracciamento e monitoraggio delle cure, supporto informatico e logistico attraverso la telemedicina, l’e-health e l’ormai onnipresente intelligenza artificiale coopereranno, attraverso la COT, sia nella emergenza che nei percorsi integrati di cronicità e per soddisfare la comune richiesta di salute e di welfare del cittadino. Una struttura ed un modello organizzativo basato quindi sul contributo di tutti gli attori attuali del sistema distrettuale ed ospedaliero (Dirigenti medici, MMG, PLS, specialisti e strutture di ricovero intermedie, residenziali e semiresidenziali), ma con una nuova relazione costante e propositiva che attraverso il canale informatico dialogherà e prenderà tutte quelle decisioni che renderanno il sistema altamente competitivo. Solo così, come è stato detto, le COT potranno garantire la presa in carico dei pazienti fragili, intercettando i bisogni di cure e di assistenza e assicurando quella continuità tra Ospedale e Territorio che da tempo manca ed è spesso fonte di un’assistenza frastagliata, deficitaria e di prestazioni sanitarie sovrabbondanti, inappropriate e non finalizzate ad obiettivi di salute. Per evitare fraintendimenti è stato anche puntualizzato che le COT sono realtà organizzative che non si rapporteranno direttamente con i cittadini, ma che dialogheranno soltanto tra gli organizzatori della salute per offrire loro la prestazione migliore nel momento migliore.
La direzione dell’ASP ha anche comunicato che, oltre alle COT, sempre con fondi del PNRR, sta realizzando complessivamente 10 Ospedali di comunità (di cui uno già attivo in via sperimentale a Petralia Sottana), 38 Case di comunità e un “Ospedale sicuro e sostenibile”, individuato nel nosocomio di Partinico, per un investimento complessivo di 93 milioni e 873 mila euro.
La fiducia e l’impegno dell’ASP affinché tutto possa essere pronto entro il 2026 è grande, anche se esistono resistenze di varia natura da parte di alcuni attori principali hanno detto il direttore del distretto 42 dr G. Termine ed il direttore del dipartimento cure primarie dr S. Vizzi anche se si sono detti convinti che “Alla fine, si troverà il modo come superarli”. A tal fine, da parte del rappresentante del Collegio Federativo di Cardiologia, è stato anche proposto di definire alcuni sistemi premianti di scopo che possano invogliare gli attori coinvolti nella realizzazione e nel mantenimento a regime del sistema.

Apprezzamento è stato espresso per lo straordinario impegno organizzativo della Direzione strategica dell’ASP anche dal Presidente del Comitato Consultivo dell’Asp di Palermo Francesco Paolo La Placa che insieme al suo vice, Roberto Di Pietro, hanno condotto la delegazione.







