
Se ne va una delle attrici che fece sognare gli italiani e non solo loro negli anni della ricostruzione post bellica…E’ morta a Parigi all’età di 84 anni Anna Maria Ferrero. Lo ha annunziato il marito Jean Sorel con cui era sposata dal 1962. Dopo il matrimonio aveva deciso di abbandonare la carriera cinematografica: la sua ultima interpretazione si ebbe in un episodio del film Controsesso accanto a Nino Manfredi (1964).

Protagonista di tanti film, con alcuni dei più quitati registi, quali Carlo Lizzani (L’oro di Roma), Mario Monicelli, Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, negli anni Cinquanta era stata la compagna di Vittorio Gassman, con il quale aveva interpretato anche Ofelia in Amleto per la Rai. Attrice anche di teatro, ha più volte vestito i panni, oltre che di Ophélie, anche di Desdemona ed è stata un’indimenticabile Irma la Dolce.
Proprio con lo spettacolo musicale “Irma la douce”, ripetuto in anni seguenti da altre interpreti che si ispirarono a lei, la Ferrero si affermò in Francia e tenne a lungo il cartellone a Parigi, sorprendendo anche i suoi tanti ammiratori e veri e propri fans in Italia: quella che era per loro la suadente e sottilmente, ma irresistibilmente sexy, ragazza della porta accanto aveva saputo essere il sex symbol della città tentacolare, patria del Moulin Rouge e delle Folies Bergeres. Nella parte della preziosa donna che si offre per denaro Anna Maria Ferrero sfoggiava tutta l’evoluzione del provinciale made in Italy, capace, invece, di competere fuori dagli schemi di ogni perbenismo latino. Lei era proprio degna del “quartier latin” parigino, della spensieratezza di un’Europa che si allontanava dal dolore terribile della guerra e voleva dimenticarlo e stava facendolo con il procedere del boom economico…

“Ma poi si sa che il cuore invecchia e cerca casa”, cantava Alain Barriere e si disperava anche di pi canzone: “ma dove sei, ma dove sei Maria La bionda? Noi tutti quanti vogliamo te!”
Così la flessuosa italiana approdata a Parigi, come avvenne qualche anno dopo con Alessanrdra Martinez, la ballerina che sposò il grande Jean Claude Lelouche, si dà in moglie al divo francese Jean Sorel, un bellissimo dello schermo e, con lui, addirittura mette su famiglia, al punto da rinunziare alla carriera.
La “vera” Anna Maria Ferrero era quella che avevamo conosciuto all’inizio, avevamo capito bene: era proprio lei, la ragazza della porta accanto che …beato chi se la sposa.
Assieme a Sorel hanno creato un team familiare di quelli che durano una vita, non usuale nel difficile ambiente del grande schermo e del palcoscenico…
Con lei scompare uno dei più pregiati “animali da cinematografo e da

proscenio” d’ogni tempo, non abbastanza utilizzata, non certo quanto si sarebbe potuto. E ciò, di certo, in conseguenza del suo stesso ritiro.
(Germano Scargiali)
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La vita di A.M. Ferrero in dettaglio
Anna Maria Ferrero è stata attiva fra gli anni cinquanta e gli anni sessanta sia nel cinema che in televisione. Sul piccolo schermo ha interpretato nel 1956 lo sceneggiato televisivo Cime tempestose al fianco di Massimo Girotti. Ex compagna di Vittorio Gassman dal 1953 al 1960, è stata sposata con Jean Sorel dal gennaio del 1962.
Il suo esordio nel cinema fu casuale ed avvenne nel 1949, quando l’attore e regista Claudio Gora la notò mentre era a passeggio in via Aurora a Roma. La fermò e le propose un provino per Il cielo è rosso, film tratto da un romanzo di Giuseppe Berto. Il provino fu positivo e, appena quindicenne, la futura attrice venne scritturata.

Disse Claudio Gora, padre di Andrea Giordana: “Scoprii Anna Maria Ferrero per strada, in via Aurora a Roma, mentre camminava al fianco di una signora. Cercavo la ragazzina per il film e vidi questo scricciolo che aveva una tale intensità negli occhi (…) Fece un provino meraviglioso, era nata attrice”.
All’anagrafe si chiama Guerra, ma sceglie un nome d’arte in onore del suo padrino, Willy Ferrero. Nel cinema italiano di quegli anni, si inserì con una grazia e un fascino inconsueti, impersonando per lo più fanciulle disgraziate (Domani è un altro giorno, 1951) o incantevoli servette innamorate (Cronache di poveri amanti, 1954). L’anno dopo interpretò uno dei ruoli più riusciti della sua carriera. Il film è Totò e Carolina diretto da Mario Monicelli, tratto da un soggetto di Ennio Flaiano, con un grande Totò-agente Caccavallo, obbligato a prendersi cura di una ragazza incinta e senza famiglia. Da lì un decollo inarrestabile la portò fino a Parigi, perché le scritture si seguivano di continuo per il cinema, la Tv e il teatro. Il fenetico ritmo del suo successo si arrestò quando, nell’ambiente cinematografico francese incontrò il grande amore della sua vita, Jean Sorel…

Gesse
Aggiornamento
Questo articolo che ho scritto con tanto trasporto, nel ricordo, della grande e bella attrice, oscurata dalla compresenza delle bellissime più eclatanti: le cosiddette “maggiorate fisiche” di Totò (di cui lei fu amica, come della Magnani, oltre che compagna del grande V. Gassman), Sofia, Gina, la Coscina, prima ancora Gianna Maria Canale, Dorian Grey, Marisa Allasio etc, è stata quasi dimenticata. Il motivo, come spesso avviene, fu quello di essere una persona seria, non raccomandata, apolitica ed aver scelto di essere donna prima che diva. Tutte caratteristiche che nell’Italia del dopoguerra sono da considerare un vero lusso, Ne vale, però, probabilmente la pena… Parigi, città più libera, le tributò gli onori dovuti, come avvenuto con altri personaggi di cui noi italiani – che forse perché, in molti campi, abbiamo avuto troppo – ci stanchiamo e consideriamo stantii. Vedi Gigliola Cinquetti: milioni di dischi nel mondo e al vertice della hit parade a Parigi e Londra con Alle porte del sole).








