Padre Amedeo parla di quelli palermitani e del più nobile: S.Maria di Gesù
Di Guido Francesco Guida
Venite vivi a visitare i morti prima che morte a visitar vi venga (epitaffio di tomba a Motta d’Affermo, Messina). I cimiteri, luogo di culto, ricordi, passioni, ma anche di arte e storia dell’Uomo. Per saperne di più abbiamo ascoltato Padre Amedeo, al secolo Michelangelo Cordua, consulente del Comune di Palermo e “Soprintendente religioso del Cimitero di S. Maria di Gesù”, da circa 25 anni vissuto nella fede e per la di questi luoghi.
Padre, ci parli di lei. Quali sono i suoi interessi?
Nella consapevolezza di dovere percorrere il conclusivo tratto della mia vita, come religioso, sacerdote e cittadino, ritengo che il mio principale interesse sia di portare a compimento il mio “sì” pronunziato al Signore Gesù nel servire la sua Chiesa, l’Ordine dei Frati Minori e l’uomo. Cosa che, negli ultimi 25 anni, ho esplicato soprattutto a favore del Comune di Palermo all’interno del Cimitero di S. Maria di Gesù.
Quando iniziò il suo incarico in questo cimitero? Da chi le venne affidato, in che cosa consisteva?
L’assunzione diretta prevista nella pianta organica del Comune fu approvata con Deliberazione di giunta, sindaco “pro tempore” Domenico Lo Vasco. I miei compiti direzionali consistevano nell’organizzare e assicurare la corretta funzionalità di tutti i servizi cimiteriali sui quali dovevo vigilare, nel collaborare con il Coordinatore Sanitario competente nell’adempimento delle incombenze previste nel Regolamento di Polizia mortuaria e nell’essere responsabile di tutti i servizi interni al cimitero e del personale addetto.
Che cosa, al di là dell’aspetto spirituale e religioso, qui l’appassiona di più?
Mi sono innamorato della storia di questo cimitero, dei suoi personaggi illustri che lo resero bello e monumentale e di tanti altri uomini, letterati, architetti, politici, nobili, che vi hanno l’ultima dimora e vengono ricordati per avere dato lustro alla Città nei due ultimi secoli.
Quali tecniche di conservazione dei defunti ha avuto modo di osservare?
In questi vent’anni ho osservato solo tecniche e norme previste dal Regolamento municipale del 1868. Qui a S. Maria di Gesù dall’Unità di Italia si seppellivano i cadaveri chiusi in cassa e senza cassa. In certi periodi la cassa venne utilizzata solo per il trasporto del cadavere dall’abitazione al cimitero e non era raro che si affittasse. Sembra che, in tempi anteriori all’Unità e nei frequenti periodi di epidemie, i cadaveri venissero immersi in grandi fosse piene di calce viva denominate comunemente “Lupe” per scongiurare il contagio. In seguito, verso il 1890 e nei primi del 1900, le lupe e le fosse comuni furono abolite e verso il 1920 tali luoghi furono concessi a diverse congregazioni laicali per i loro iscritti con l’onere di adattare la struttura secondo la normativa di legge di Polizia mortuaria.
Chi secondo la sua esperienza ha realizzato di più in questo settore?
Dato che tanti cadaveri vengono ancora collocati nei depositi dei cimiteri cittadini in attesa dei posti da liberare per essere tumulati, credo che nessuna amministrazione comunale dal 1866 ad oggi, sia per quanto riguarda la gestione dei loculi, sia per la manutenzione, abbia fatto il dovuto nel settore cimiteriale.
Mi può raccontare brevemente delle esperienze che l’hanno colpita?
Fra le tante ricordo la totale mineralizzazione e polverizzazione dei resti del famoso imbalsamatore Alfredo Salafia (+31.01.1933, ndr), evidenziata al momento dell’apertura della sepoltura effettuata il 18 dicembre del 2000. Del corpo del Salafia non è rimasto un osso, ma del suo lavoro e competenza professionale sono rimasti i cadaveri da lui imbalsamati tra cui la bambina Rosalia Lombardo delle Catacombe dei Cappuccini. Poi, all’apertura di una tomba, l’evidenziazione della sagoma di uno scheletro polverizzato di un soggetto deceduto verso il 1880.
A parte San Domenico vi sono altre sedi cittadine di sepoltura di illustri nostri antenati?
Tutte le chiese, compreso S. Domenico, costruite in epoca anteriore all’Unità d’Italia, venivano utilizzate, oltre che per il culto, come luoghi per seppellirvi i morti. Non ho trovato un decreto o una delibera istitutivi che dichiarino la Chiesa di S. Domenico come “Pantheon” degli uomini illustri. Sepolture di uomini illustri si trovano in altre chiese come la Cattedrale, vedi le monumentali tombe dello “Stupor mundi” Federico II, di Costanza di Altavilla, di altri reali e di più cardinali arcivescovi di Palermo.
Potrebbe consigliare, se c’è, un percorso divulgativo da seguire alla ricerca delle antiche tradizioni dei cimiteri cittadini?
Non sono a conoscenza di pubblicazioni esaustive su tale tema in questa città. Esistono, però, alcuni recenti lavori quali “Breve cronistoria dei cimiteri di Palermo” (fuori commercio) scritta dall’ex sindaco Giacomo Marchello. Poi un compendio di articoli nel libro “Disegni di luce” sul cimitero di S. Maria dei Rotoli, a cura di Silvana Lo Giudice e altre pubblicazioni relative al cimitero dei Cappuccini e S. Maria di Gesù.
Nel 2012 le è stato rinnovato un incarico del Comune per un piano di ottimizzazione e razionalizzazione degli aspetti gestionali e di previsione di S. M. di Gesù: margini di miglioramento?
Trovo difficoltà a rispondere. Considerato che le segnalazioni ai responsabili sugli interventi da effettuare per la manutenzione ordinaria e straordinaria per garantire la pubblica incolumità non vengono prese nella dovuta considerazione, probabilmente per carenza di fondi, la stesura di un piano di ottimizzazione e razionalizzazione degli aspetti gestionali è oggi irrealizzabile, nonostante la mia buona volontà.
Evoluzioni per il soddisfacimento delle sepolture della cittadinanza palermitana?
Spero che l’Amministrazione promuova la creazione di un nuovo cimitero atto a soddisfare le nuove esigenze. Sono contrario a nuovo ampliamenti, che complicherebbero la gestione cimiteriale.
Ha certo visitato altri cimiteri in altre città…
Ho visitato cimiteri in Sicilia e nel Casertano. Non ho riscontrato differenze significative. Del resto ogni Comune d’Italia, nella realizzazione e nella manutenzione ordinaria e straordinaria dei cimiteri deve far riferimento alla vigente legge di Polizia Mortuaria e alle indicazioni di legge della Soprintendenza ai BB.CC.AA. per i manufatti vincolati “ope Legis” .
Padre, ha valutato ogni aspetto dei luoghi. Che cosa oggi la interessa e come pensa di continuare l’esperienza?
Nei tanti anni di lavoro a S. Maria di Gesù ho amato questo luogo non solo colloquiando con la morte, ma conoscendone gli aspetti culturali e artistici. Spero di continuare il servizio di sacerdote per il bene della Chiesa e dell’Ordine Francescano e, da cittadino, dedicare tutto il tempo possibile ad approfondire la conoscenza storica del cimitero, esaminando uno per uno, foglio per foglio, i non pochi documenti d’archivio, onde diffondere la sua bella e articolata, a volte difficile, storia in una pubblicazione.








