Il governo di Orban ha deciso di bloccare, per una volta, le sentenze della magistratura ungherese che impongono all’esecutivo di versare risarcimenti ai Rom ‘vittime di discriminazioni’. Tali discriminaziononi avvenivano a scuola…
Tutto è iniziato nella cittadina di Gyöngyöspata. Lì le autorità locali hanno chiesto e ottenuto finanziamenti pubblici per la scuola. In cambio, Budapest ha chiesto di istituire classi separate per i figli dei rom.
Le famiglie rom del posto hanno sporto, quindi, denuncia alle autorità giudiziarie e i giudici hanno dato loro ragione: occorre che il governo paghi un risarcimento danni e modifichi la situazione a vantaggio dei rom, a Gyöngyöspata e altrove.
Orbán – però – non ne vuol sapere, e lo ha dichiarato in pubblico…
“Mi chiedo – ha affermato deciso Orbàn – perché mai dovremmo spendere soldi per chi non lavora. I veri discriminati sarebbero i bambini ungheresi, non i rom, se io cambiassi la situazione”.
“Se io fossi un cittadino ungherese di Gyöngyöspata mi chiederei perché si devono spendere soldi pubblici per gente che poi non va a lavorare!”
E Orban ha deciso di chiedere al popolo cosa ne pensi… “Nei Paesi democratici, infatti, decide il popolo – sostiene il premier ungherese – non quattro magistrati, ma tenendo una …consultazione nazionale”.
Sarà dunque una “consultazione nazionale” a chiedere ai cittadini se ritengano giusto spendere soldi pubblici per i rom che non lavorano e non si integrano. Al contempo ha chiesto al popolo se approntare denaro anche per i detenuti …aiutati dai loro ‘avvocati comunisti’.








