Dagli aminoacidi alla panspermia come nacque la vita

Siamo tutti “marziani”? La vita è piovuta dallo spazio?

Scienziati della NASA hanno ricreato le condizioni nelle quali, nel profondo degli oceani, circa 4 miliardi di anni fa’, secondo le più accreditate teorie, ebbe inizio la vita. Questo ambiente è stato utile sia per vedere come il processo potrebbe essere avvenuto che per darci degli indizi su dove e come cercare altre forme di vita nell’universo. La ricerca è stata condotta dall’astrobiologa Laurie Barge e dal suo team operante nei laboratori della NASA di Pasadena in California.

I ricercatori hanno ricreato la nursery che ha portato alla formazione di aminoacidi a partire da composti organici, piruvato, ammoniaca, idrossido di ferro. Il tutto con una bassa percentuale di ossigeno che si suppone in quelle condizioni fosse molto scarso.

Il “Bodo primordiale” aveva una temperatura di circa 70 gradi Celsius con il ph tendenzialmente alcalino tipico delle profondità oceaniche in prossimità di sorgenti termali. Una sorgente idrotermale capace così di dare origine agli aminoacidi, i cosiddetti mattoni della vita.

Le prime forme di vita, dai monocellulari ai pesci, agli anfibi, agli uccelli, ai mammiferi.
Le prime forme di vita, dai monocellulari ai pesci, agli anfibi, agli uccelli, ai mammiferi. Gli aminoacidi furono i “mattoni della vita” ancor prima della cellula.

Questa linea di ricerca è importante sia per cercare simili ambienti nel sistema solare, come ad esempio su Europa, luna di Giove, ed Encelado, luna di di Saturno, che nei cosiddetti esopianeti con condizioni ambientali simili alla Terra al di fuori del sistema solare.
La presenza di C-12 nelle rocce più antiche suggerisce che la vita sia cominciata sulla Terra circa 3.8 miliardi di anni fa’. Il tutto sarebbe comunque nato da alcune molecole di acido desossiribonucleico che avrebbero dato inizio a quella replicazione continua che ha portato all’origine della vita sul nostro pianeta. Molecole organiche sono state ritrovate attraverso lo studio spettrale di altre stelle e delle nuvole di gas che le circondano. 
I meteoriti e le comete, d’altro canto potrebbero essere stati i vettori di tali molecole.

Nel meteorite di Murchison che cadde sulla Terra nel 1969 sono stati rinvenuti 92 differenti aminoacidi, molti dei quali mai rinvenuti sulla Terra. La lista di composti organici identificati nel meteorite si è arricchita, nel 2001, dei polioli e, nel 2008, anche di alcuni nucleotidi (xantina e uracile).

Gli aminoacidi potrebbero comunque essere le pietre miliari di questo processo anche se ne passa parecchio per creare un sistema tutto contenuto in una membrana capace di generare energia, conservare e trasmettere le informazioni necessarie a costruire quelle proteine che regolano tutte le funzioni di un organismo capace di autoreplicarsi.

Ma è stato tutto effetto serendipity, oppure vi è una legge che guida la casualità verso la complessità? Ed ancora la presenza di questi complessi composti organici in un meteorite potrebbe dimostrare come i mattoni della vita si siano formati anche al di fuori della Terra e anzi dà sostegno all’ipotesi secondo cui essi, o la vita stessa, possano essere arrivati sul nostro pianeta dall’esterno (panspermia).

Guido Francesco Guida

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Li chiamano aspiranti Frankenstein. Alcuni di loro hanno diffuso l’idea di aver creato la vita in laboratorio. Non è così: hanno solo creato dei composti organici partendo da sostanze inorganiche. Nessuno, però, è  riuscito a generare una sola cellula, tantomeno in grado di riprodursi.
Sono più di cinquant’anni che gli scienziati cercano di riprodurre in laboratorio le condizioni ambientali e chimiche della Terra primordiale sperando di osservare la formazione della vita a partire da sostanze inorganiche, con alcuni parziali successi.

Il primo in assoluto era stato lo storico esperimento di Urey-Miller, citato in tutti i manuali di biologia, in cui i due scienziati erano riusciti a indurre la formazione spontanea di amminoacidi applicando scariche elettriche su un gas di sostanze inorganiche – metano, ammoniaca, idrogeno e vapore acqueo – a modello di atmosfera della Terra primordiale.

Da allora lo studio dell’origine della vita è diventato una disciplina a sé, la cosiddetta chimica prebiotica, che studia processi il più possibile semplici ma in grado di generare molecole di grande complessità strutturale. Diversi modelli di Terra primordiale sono stati sperimentati – variando le sostanze inorganiche di partenza, le condizioni di temperatura e pressione, la fonte di energia, dal calore a vari tipi di radiazioni – e hanno portato alla formazione spontanea di diversi composti organici. Non altro.

Come diceva Galileo Galilei, non c’è conflitto fra scienza e religione. E’ sempre così:l’umanità esercita la fede per alimentare la religione,mentre fa uso della ragion per alimentare la scienza. Nonostante le persecuzioni da parte di Roma e quanto si dice da parte degli atei più accaniti, Galileo, come Einstein, fu uomo di fede fino all’ultimo giorno. “Non c’è cosa peggiore per un uomo che perdere la fede”, diceva Einstein. (Germano Scargiali)

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