Europa Unita al servizio di chi ? Riflessione alla luce della Prima Lettura della Santa Messa di lunedì 15 novembre

 La prima lettura, nella Santa Messa del 15 novembre, tratta dal Primo libro dei Maccabei, ricorda quanto avvenne sotto il regno di Antioco Epìfane, che impose al popolo di ripudiare le proprie radici religiose, civili ed umanitarie per sostituirle con quelle empie delle nazioni vicine, attirando così su di essi l’ira del Signore.  

Questo momento storico accaduto, in quel tempo, in Israele, è esattamente quanto sta accadendo da quaranta anni, in Europa ed in Italia, con il silenzio complice dei governi che si sono succeduti nel tempo.

Questa Europa Unita, voluta da Italiani, con propositi di pace e prosperità, per ciascuna Nazione che ad essa ha aderito, in corso d’opera è stata trasformata da potentati economici, prima nascosti, ed ora palesi, in un organismo che di pace e di prosperità non ne ha assolutamente prodotta, al contrario, è riuscita ad aumentare il divario tra cittadini poveri e ricchi, aumentando esponenzialmente il numero dei poveri, e rendendo sempre più ricchi una piccola minoranza, che ora, con la loro ricchezza, detiene le leve del potere.

La povertà è stata imposta, togliendo sistematicamente la possibilità di prosperare alla popolazione, in ogni campo del lavoro e della produzione economica, pubblica e privata.

Ricordiamo, tra queste, la produzione agricola, settore base per una Nazione che aspira ad essere sana e florida e capace di poter provvedere alle necessità della propria popolazione, che richiede di ottenere, dai suoi governanti, una adeguata alimentazione per ciascuno dei suoi cittadini, e di poter produrre cibo sano, abbondantemente e per poter esportare i suoi prodotti, in quantità e qualità, all’estero, al fine di poter contribuire al benessere della Nazione e delle Nazioni estere che lo richiedono o che ne hanno bisogno.

                           Nulla di tutto questo, l’EU è stata in grado di realizzare. 

La STORIA ci ricorda lo STERMINIO DI MILIONI DI BOVINI, sciaguratamente imposto dalla UE all’Italia, 30 anni addietro; e ci evidenzia, OGGI, con quanta ferocia distruttiva, la EU, sta legiferando continuamente, per distruggere il tessuto connettivo della Agricoltura Italiana.

A questo esempio, di mala gestione dell’economia italiana, se ne possono citare tanti, uno per ogni settore dell’economia italiana, situazioni che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Mala gestione questa, imposta ad arte, per seguire mire ed obiettivi economici, espressi da potentati economici,  che nulla hanno a che spartire con le vere necessità delle popolazioni autoctone europee, ma realizzate solo per cancellare totalmente le radici culturali, religiose e civili di ciascun popolo che compone “questa EU”, riducendo il ruolo di cittadini a “consumatori” prima ed a “numeri” subito dopo. 

E’ una Storia che nel tempo si ripete, e per fare piena luce del momento epocale che stiamo vivendo, provvidenzialmente, ci viene offerta, dal rito del 15 novembre 2021 di Santa Romana Chiesa Cattolica ed Apostolica, questa Prima lettura della Santa Messa, che è un forte monito a fermarci sulla strada del suicidio umanitario, civile e religioso, imposto dai falsi progressisti, alcuni italioti, altri europei, ambedue in pieno servizio di questi potentati economici, ed a ripensare, riscoprire ed onorare le basi per un vero futuro a misura d’uomo.

Leggiamo, insieme, quanto venne scritto, a questo proposito, a suo tempo, nelle Sacre Scritture:

Dalla Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  

Letture del giorno

 Lunedì 15 novembre 2021  

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario – Anno I

Colore liturgico: bianco

Le letture del giorno

1 Mac 1, 11-16.43-45.57-60.65-; Sal.18; Lc 18, 35-43.

La fede, luce che salva.

I Santi di oggi

Antifona d’Ingresso

Dice il Signore: * «Io ho progetti di pace e non di sventura. * Voi mi invocherete e io vi esaudirò: * vi radunerò da tutte le nazioni dove vi ho disperso». (Cf. Ger 29, 11-12.14)

Colletta

Il tuo aiuto, Signore Dio nostro, + ci renda sempre lieti nel tuo servizio, * perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, * possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

1 Mac 1, 11-16.43-45.57-60.65-

Dal primo libro dei Maccabèi.
In quei giorni, uscì una radice perversa, Antioco Epìfane, figlio del re Antioco, che era stato ostaggio a Roma, e cominciò a regnare nell’anno centotrentasette del regno dei Greci.
In quei giorni uscirono da Israele uomini scellerati, che persuasero molti dicendo: «Andiamo e facciamo alleanza con le nazioni che ci stanno attorno, perché, da quando ci siamo separati da loro, ci sono capitati molti mali».

Parve buono ai loro occhi questo ragionamento. Quindi alcuni del popolo presero l’iniziativa e andarono dal re, che diede loro facoltà d’introdurre le istituzioni delle nazioni. Costruirono un ginnasio a Gerusalemme secondo le usanze delle nazioni, cancellarono i segni della circoncisione e si allontanarono dalla santa alleanza. Si unirono alle nazioni e si vendettero per fare il male.
Poi il re prescrisse in tutto il suo regno che tutti formassero un solo popolo e ciascuno abbandonasse le proprie usanze. Tutti i popoli si adeguarono agli ordini del re. Anche molti Israeliti accettarono il suo culto, sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato.
Nell’anno centoquarantacinque, il quindici di Chisleu, il re innalzò sull’altare un abominio di devastazione. Anche nelle vicine città di Giuda eressero altari e bruciarono incenso sulle porte delle case e nelle piazze. Stracciavano i libri della legge che riuscivano a trovare e li gettavano nel fuoco. Se presso qualcuno veniva trovato il libro dell’alleanza e se qualcuno obbediva alla legge, la sentenza del re lo condannava a morte.
Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda per non mangiare cibi impuri e preferirono morire pur di non contaminarsi con quei cibi e non disonorare la santa alleanza, e per questo appunto morirono. Grandissima fu l’ira sopra Israele.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Antonino Macaluso

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