Ormai è constatato da tutti il disastro economico conseguente alla rinuncia delle forniture russe tra cui primeggiano i danni prodotti dallo spostamento verso produttori alternativi.
L’Italia ne è ancor più penalizzata perché compra la maggior parte del gas da un produttore istituzionale che possiede il 51,4% del pacchetto azionario e lo paga ben tre volte di più ! Ciò la dice già tutta sulla grande truffa perpetrata ai danni degli italiani.
Purtroppo, come di solito i politici europei anche in questa occasione hanno dimostrato di essere solo grandi incompetenti, ovvero “Sero sapiunt Phryges. (Cicerone).”.
Credevano di danneggiare la Federazione Russa evitando di acquistare i circa 60 Gmc (miliardi di metri cubi di gas ogni anno), rivolgendosi ad altri produttori.
Nonostante le buone intenzioni dei discoverers non trovarono, però, fornitori alternativi, anche in consorzio, capaci di sostituirsi ai russi…
MA DICO IO, prima di intraprendere la strada “suggerita” dalla NATO (alias amministrazione americana) valeva o no la pena i fare due conti e trovare IN ANTICIPO una soluzione surrogata? Adesso la follia della UE raccomanda il ritorno al carbone e allo sviluppo delle centrali nucleari, nonché all’estensione del fotovoltaico e dell’eolico.
Prescindendo dal fatto che queste soluzioni sono estremamente inquinanti e distruggono il lavoro ecologico svolto in 50 anni di sacrifici, costoro NON sanno che la produzione nucleare non può essere comparata col potere energetico e la pulizia ecologica del gas e non c’è nulla di più inquinante che la produzione di energia elettrica ottenuta bruciando carbone!
Così anche la produzione di celle fotovoltaiche e di batterie al piombo o peggio, all’ossido di litio! Comunque non si risolve nulla perché da tempo la Germania usa una dozzina di centrali nucleari, vari impianti a carbone e un 40% di sistemi a gas. Nonostante queste fonti è in forte sofferenza per aver spento la produzione di energia tramite gas russo: aumenterà l’uso del carbone oppure convertirà gli impianti a gasolio acquistato in medio oriente?
Peggio che mai un ritorno indietro di almeno 50 anni e i “Verdi” cosa diranno? Il disinquinamento, l’ecologia è sempre stata il loro pallino!
La Germania, come l’Olanda, sta tentando una tregua…
Probabilmente nessuno si è chiesto il vero obiettivo dell’embargo nei confronti della Federazione Russa ma se analizziamo l’insieme scopriamo errori e ingenuità commesse soprattutto dalla UE: la NATO non poteva essere chiamata in causa nella guerra Ucraina-Russia, in virtù degli accordi del 1991 tra Eltzin, la legittima Presidenza dell’Ucraina (l’attuale è il frutto di un “golpe”), con l’avallo degli USA e della CSI (Comunità Stati Indipendenti dell’est).
E’ IMPORTANTE RICORDARE che qualche lustro fa gli USA sollecitarono le nazioni UE a comprare le apparecchiature tattiche per realizzare le cosiddette “Guerre Stellari” (US Defense Space Strategy), ovvero una cintura missilistica puntata “teoricamente” verso lo spazio finalizzato a bloccare eventuali attacchi russi e cinesi provenienti da satelliti in orbita.. A prescindere dal fatto che non si capisce perché Russia e/o Cina dovrebbero attaccare UE e/o USA per dar vita alla III GM che non darebbe la vittoria a nessuno, ovviamente ci furono molte rimostranze da parte della Russia e anche dei pacifisti europei e il progetto USA, nonostante i loro sforzi politici e promesse di vario genere, non venne mai iniziato. Sembrerebbe che la questione Ucraina, la quale all’analisi risulta molto complessa perché vi si ritrova una forte interazione di servizi stranieri, volge allo stesso obiettivo, cioè l’intenzione mai sopita di realizzare le “Guerre Stellari”, stavolta in una nazione neutrale non NATO e non UE, pensando di portare lì sul posto il materiale strategico più moderno, evitando di coinvolgere i pacifisti europei.
Ovviamente la Russia condannò tale iniziativa in virtù dell’accordo di Minsk del 1991, minacciando di avviare una guerra con armi nucleari qualora la NATO mettesse piede in Ucraina visto che la minaccia al territorio russo diverrebbe concreta! Ancora una volta sono state prese decisioni senza valutarne le conseguenze: come già detto, a suo tempo l’Ucraina fu dichiarata Stato neutrale e disarmato con l’obbligo di proteggere le minoranze etniche. Non potendo fare altro qualcuno sollecitò la creazione e l’attivazione di milizie neonaziste per ottemperare una certa “pulizia etnica” nei confronti della minoranza “russofona”, sperando in un intervento militare russo legittimato da fatto che né l’ONU, né il vicino di casa UE s’interessassero al fatto, nel frattempo si contarono circa 14.000 vittime innocenti.
Così fu.
Adesso c’è da chiedersi per quale motivo la UE è entrata indirettamente in guerra a sostegno dell’Ucraina senza peraltro frapporsi alle parti in causa TENTANDONE UNA PACIFICAZIONE.
Soprattutto perché l’Italia, pur non avendo alcuna legittimazione costituzionale, invia all’Ucraina armi e soldi strappati agli italiani?
E’ una autonoma iniziativa del Governo, oppure è la solita Direttiva UE?
In questo caso l’Italia NON ha nessun obbligo nei confronti dell’Ucraina, della NATO, della UE e, soprattutto, si è apertamente e illegittimamente schierata contro un antico paese amico e importante partner commerciale. Ora ne sta pagando le conseguenze soprattutto perché segue pedissequamente gli ordini della Commissione UE la quale è incurante dei gravissimi danni economici che via via vanno evidenziandosi! Ciò però non toglie che in parallelo al cosiddetto embargo, ovvero rinuncia ad acquistare direttamente il gas e altri prodotti russi, vi siano attività speculative, ad esempio il Ministero del Tesoro è proprietario per il 51,4% del pacchetto azionario del colosso energetico ENI S.p.A, il quale sembrerebbe comprare il gas dalla Russia per poi rivenderlo sulle piazze italiane a prezzo triplicato!
Ciò darebbe luogo ad una visione distorta del modello liberista adottato da vari decenni dalla politica economica italiana, ovvero lo Stato pur essendo proprietario di Aziende in realtà non è proprietario di nulla, nemmeno in una situazione di emergenza come la si sta vivendo tuttora. Si dovrebbe cogliere questa strana situazione che si è creata per cambiare le carte in tavola: è facile dimostrare che la UE è fallimentare perché tende a portare le 27 nazioni a un sistema di dominio come è ben spiegato nel Piano Kalergi (leggere l’articolo del 26/05/2022 [I:102-P:176] www.servernews.it).
Allora, la prima cosa da fare è la trasformazione dell’Unione Europea da Governo centralizzato a sistema Federale con poche Leggi comuni e ogni nazione può gestirsi al meglio la sua economia interna, anche con doppia circolazione monetaria!
Tale sistema fu sperimentato decenni fa col modello C.E.C.A. e il paniere ECU e funzionò benissimo dal 1951 al 2002 !
Poi vi fu l’intervento tedesco che volle a tutti i costi il controllo della nativa UE e così fu ma con i risultati negativi misurabili già prima della guerra in Ucraina. Anche le politiche economiche liberiste vigenti in Italia seppur con pessimi interventi “buonisti” non hanno dato i frutti previsti, soprattutto perché dopo il golpe “mani pulite” (1997) vennero avviati Governi del tutto immaturi e soprattutto composti da individui scarsamente preparati, tant’è vero che il debito pubblico salì rapidamente da circa 1500 miliardi ai 2750 miliardi attuali e la capacità industriale dell’Italia dal 5° posto degli anni ’90, la si ritrova al 12° posto quasi a livello delle nazioni del III Mondo!
L’idea è quella di tornare a politiche socialdemocratiche, cancellare gli eccessi di liberismo, restituendo allo Stato la capacità di gestire la disoccupazione mediante Aziende proprie, visto che comunque, oggi versa circa 5 miliardi in Reddito di Cittadinanza e non ha possibilità di evitarlo in quanto l’occupazione – che si ricorda è un vero e proprio mercato – è gestita in massima parte da Industrie e Aziende private, quindi poco controllabili se non tramite incentivi. Nel libro “New Economy & Socialismo” (attualmente in ristampa) vi è codificato un nuovo modello di Stato che almeno in teoria dovrebbe risolvere l’eterno conflitto tra produttori e consumatori (tax producer e tax consumer) e al quale si rimanda. Nell’occasione si ricorda che il capitale se non investito in qualche modo si auto erode, pertanto il mito che i posti di lavoro nei servizi di Stato sono controproducenti E’ FALSO. Anzi, il fatto che esistano aree di consumo prettamente passive non è un male in assoluto perchè costituiscono importanti centri di consumo e quindi generano attività produttive. Si pensi all’industria che si occupa di geriatria: almeno 1/4 della popolazione italiana è anziana e ha bisogno di farmaci e specialisti relativi all’età dei soggetti, ovvero medici, infermieri, badanti, strutture pubbliche e private, prodotti farmacologici, ecc. per un totale di circa 200 miliardi pagati dallo Stato.
In tale cifra non sono incluse le spese a carico dei cittadini e le spese sostenute dagli Istituti assicurativi. Insomma, un enorme business!
**** NDR “E venne il giorno dei limoni neri” è il drammatico film del 1970, diretto da Camillo Bazzoni, con Antonio Sabàto e Florinda Bolkan. Una vicenda di mafia e di incomprensioni che esaltano il peggio della natura umana, talvolta senza motivo, solo per principi ideologici “Sero sapiunt Phryges”: “troppo tardi fanno senno i troiani” i quali dopo 10 anni cominciarono a pensare di rendere Elena ai greci! (da www.latin.it)
Lorenzo Romano (da Roma)







