FEDERALISMO EUROPEO – Una vera guerra mediatica!

Ospedale di Mariupol bombardato

Inutile dirlo, la pressione coordinata e diffusa contro la Federazione Russa e in particolare contro il Presidente Putin dà adito a qualche sospetto. In effetti, analizzando le notizie giornalistiche si nota una fin troppa unilateralità e condanna da parte dell’occidente (USA e membri NATO), così statica da annullare completamente qualsiasi fatto sulla genesi della guerra!

Abbiamo tentato di capire la realtà e la questione del bombardamento dell’ospedale di Mariupol ci ha confermato i nostri sospetti…
Secondo fonti russe riprese dall’agenzia ANSA (1) l’ospedale era stato convertito in una base delle milizie neo naziste le quali combattono al fianco dell’esercito ucraino e secondo altre informazioni, sono state la causa delle precedenti azioni razziste che portarono al Trattato di Kiev del 2014 (2), istituito per porre riparo alle discriminazioni della gente “russofona” da parte delle milizie medesime e a una revisione del potere politico a seguito della rivoluzione di quegli anni (3).
A nostro modesto avviso, l’amministrazione americana ha tentato un colpaccio, lo stesso che fece in Iraq e in Libia. Non gli riuscì in Siria in quanto il Presidente siriano Assad non era un dittatore e stava “occidentalizzando” il suo paese pur rimanendo all’interno di un paese islamico. Per questo motivo godeva dell’appoggio dei suoi cittadini e di mezzo mondo.
Ora l’attenzione è rivolta verso il più grande fornitore di energia a livello mondiale: la Federazione Russa la quale oltre ad essere estesa su ben 11 meridiani è anche una delle nazioni più ricche di materie prime, quasi da far invidia al sottosuolo africano; onde tentare di portarla sotto il controllo dell’Amministrazione americana: nel bene o nel male sarebbe stato un colpaccio ma, purtroppo, non gli sta riuscendo e se riuscirà non sarà del tutto gratuito!
Già in questo primo mese di guerra l’Amministrazione americana ha mostrato la sua “pochezza” in termini di capacità politica perché ha sbagliato il tempo e il modo di procedere nel sostenere il Presidente ucraino che, da bravo attore, sta seguendo alla perfezione il suo spartito in questa guerra che più che combattuta sul campo, appare uno scontro mediatico pieno di false notizie spacciate in particolare in Italia – senza alcuna verifica.
Notizie forti che tendono a criminalizzare il Presidente Putin, il quale vuole sostanzialmente tenere fede al Trattato di Kiev cui la Russia e altre due nazioni dell’area sono garanti.

La guerra un giorno finirà e ciò che rimarrà sul terreno saranno le ceneri di un eurosistema che vedeva nella Federazione Russa un partner commerciale in grado di stabilizzare prezzi delle energie fossili, delle materie prime e che riforniva la UE di derrate alimentari quali grano, orzo, ecc.

E’ valsa la pena di finire nella lista nera dei paesi contrari alla Federazione Russa, al fine di sostenere le ingiustizie verso il popolo ucraino “russofono” prodotte dalle milizie neonaziste, in particolare nella regione del Donbass?!
E’ una domanda che ci dovremmo porre soprattutto nell’indomani delle cessate ostilità e a nulla servono i “sacrifici per la libertà” invocati dal Presidente americano!
Il mondo è cambiato, qualcuno dovrebbe dirgli che l’URSS finì negli anni ’90 e ora più che mai siamo in attesa di un rinnovamento generale degli equlibri del mondo e lo dimostra la presa di posizione del Presidente cinese il quale ha accusato pubblicamente USA e NATO di essere “colpevoli” del conflitto in Ucraina ma anche il Gruppo Rockefeller ha denunciato l’inutilità dell’embargo contro la Federazione Russa che dal punto di vista economico può essere considerata completamente autonoma, mentre in Italia si stanno già avendo rincari che bloccheranno la prevista crescita post Covid-19.
Insomma la UE ha posto in essere una serie di gravi errori i quali dimostrano un organismo di pianificazione e controllo delle 27 nazioni inadatto e incompetente a tale incarico.
Per questo motivo ancora una volta sollecitiamo la completa revisione dell’Unione Europea per trasformarla in Federazione delle Nazioni Europee con poche leggi in comune e dove ogni nazione federata può gestire al meglio le proprie risorse interne.
La moneta unica va bene e va bene anche avere alcune strutture di sicurezza e di economia in comune ma la Direttiva Bolkestein è una di quelle azioni deplorevoli tipiche della Commissione, in quanto  essendo fortemente asimmetrica (e impossibile da rendere simmetrica) tra nazione e nazione, tradisce il concetto di equilibrio delle capacità economiche su cui è basata l’Unione.
Come di solito, gli errori della Commissione UE penalizzano fortemente l’Italia: invece di potenziare le nazioni più deboli, impoverisce quelle più forti!
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Ad maiora semper !

Lorenzo Romano

 

 

 

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