Fotografare che passione! I segreti prima di far click

Nikon è oggi il marchio preferito, quasi il simbolo dei professionisti.
Macchine fotografiche nel tempo: Zais, Rolleyflex, Laika, ma oggi anche l'immancabile Sony. Per anni Kodak fu sinonimo e diede il nome alle macchine fotografiche (Camera in inglese) a tutti gli appparecchi (mon Kodàk, dicono a Parigi...)
Macchine fotografiche nel tempo: le tedesche Zeiss, e Laika (tutt’oggi i migliori e più cari obiettivi), La Rollei (prima in alto a sx), ma oggi anche l’economica immancabile Sony e tante giapponesi. Per anni Kodak fu sinonimo e diede il nome alle macchine fotografiche (Camera in inglese) a tutti gli apparecchi (mon Kodàk, dicono a Parigi…).

Ogni giorno siamo inondati di fotografie. Ritratti di modelle, paesaggi mozzafiato, piatti succulenti, momenti importanti per la storia e momenti importanti solo per noi. Chi non ha mai desiderato scattare una foto perfetta? E’ possibile, ma alla base c’è la conoscenza del funzionamento della fotocamera. Come funziona? Quali sono i suoi segreti? Premesso che il principio è lo stesso sia per le macchine fotografiche tradizionali o analogiche e quelle digitali, iniziamo con le prime a pellicola completamente meccaniche e manuali.

L’obiettivo inquadra la scena e impressiona la pellicola. Quando si preme il pulsante di scatto, lo specchio reflex, che riflette la luce nel mirino attraverso il pentaprisma, si ribalta in su, permettendo all’immagine di raggiungere il piano pellicola. La tendina dell’otturatore si apre, in modo che la luce impressioni la pellicola e poi si chiude. Lo specchio torna nella posizione di partenza. Tutto questo in un determinato tempo impostato nella fotocamera dal fotografo in base alle esigenze di scena. Immortalare una macchina da corsa presuppone un tempo veloce, almeno 1/500 di secondo, così come un bambino che corre con la bicicletta.

Il tempo si deve combinare con il diaframma cioè la dimensione di apertura del foro dell’obiettivo, più chiuso o aperto in base all’intensità della luce della scena. Per ottenere una giusta esposizione ci viene in aiuto l’esposimetro di cui (oggi, perché un tempo era esterno, ndr) è dotata ogni macchina fotografica. Il meccanismo della fotocamera digitale è lo stesso, ma invece di una porzione di pellicola sul piano focale, si ha invece un particolare chip detto CCD: Charge Coupled Device, dispositivo ad accoppiamento di carica. (Per i meno bravi: L’apertura o diaframma è determinante per la profondità di campo e dev’essere minima se si vuol massimizzare quest’effetto. Per motivi fisici è inversamente proporzionale al tempo. Quindi, per ottenerla, bisogna prolungare il tempo, ma a questo fine bisogna considerare la luce, che non sia insufficiente. Ndr).

I dati della nuova immagine sono archiviati in una memory card. Sono dotate di programmi dedicati a differenti categorie di soggetti. Questi programmi scelgono la combinazione tempo/diaframma che un fotografo esperto sceglierebbe per rendere al meglio movimento e nitidezza. Nelle fotografie di paesaggi si richiede in genere una grande “profondità di campo” con nitidezza dal primo piano allo sfondo. Per ottenere questo effetto bisogna sceglier un obiettivo grandangolare e selezionare un’apertura ridotta (f/11 o più). Per esempio con un obiettivo 20mm a f/11 si mette a fuoco a 1,5 metri e la profondità di campo andrà da 75 cm all’infinito. Si può utilizzare qualsiasi tipo di obiettivo per fotografare qualsiasi tipo di soggetto, a condizione di trovare un punto di vista adatto.

La Canon ha i suoi culturi. Dicono ch la prima nelle innovazioni: sono loro i "Canonisti"...
La Canon ha i suoi cultori. Dicono che è la prima nelle innovazioni: sono loro “i Canonisti”…

Il segreto per creare un’immagine d’effetto sta proprio nella scelta del tipo di obiettivo. I fotografi esperti lavorano sull’inquadratura, cambiando lunghezza focale, distanza e angolo di scatto. Gruppi o riunioni di famiglia l’obiettivo consigliato sarà il 28 mm o zoom grandangolare; per ritratti in primo piano da 85 a 135 mm; scene di sport zoom da 100 a 300 mm; una monetina, un fiore, una farfalla un obiettivo macro.

La vera rivoluzione della fotografia digitale consiste nel poter vedere immediatamente dopo lo scatto le immagini ottenute su un display; inoltre il vantaggio di scaricare le fotografie scattate sul computer evita le spese di pellicola e sviluppo (un tempo gravose, ndr) e consente all’utente di ottenere un numero maggiore di immagini a un prezzo pari a zero dopo l’investimento iniziale per la fotocamera. In conclusione quando si decide di usare la fotocamera, il consiglio è quello di scattare tantissime foto sperimentando il programma manuale della macchina (quello indicato con la lettera M) dove si possono scegliere sia il tempo che il diaframma. Oppure in modalità “S” dove si sceglie il tempo di posa, la fotocamera seleziona il diaframma per ottenere i migliori risultati (quando per esempio si vuole bloccare o rendere confuso il movimento); in modalità “A” si sceglie il diaframma, la macchina seleziona il tempo (per esempio quando si vuole rendere confuso lo sfondo o per mettere a fuoco sia lo sfondo che il soggetto). Provate a fotografare le onde del mare agitato oppure l’acqua che scorre in un ruscello in modalità “S” con diversi tempi di esposizione da ¼ a 1/30o. Non c’è bisogno di essere dei professionisti per scattare belle fotografie, basta passare molto tempo con la macchina fotografica come vero divertimento.

Franco La Valva

Total visits: 1725 al 16.04.2018

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Dove acquistare al meglio macchina e materiale fotografico a Palermo: Dai Fratelli Tranchina in via Alcide De Gasperi (su dai gradini non lontano da Viale Strasburgo – piazza Europa). Oggi si fotografa (anche i giornalisti lo fanno) con l’I Pad o col telefonino. I risultati sono comunque incredibili. Vi sono telefonini particolarmente adatti alla foto. C’è chi dice che certe immagini di cronaca acquistino valore col telefonino, essendo come rubate all’attimo che fugge… Da qui anche il fenomeno dilagante dei selfie… Restiamo convinti (e …sfondiamo una porta aperta) che una piccola vera fotocamera in tasca possa fare di più e di meglio. Per esempio una Coolpix Nikon che costa circa 100 euro. Di fatto nulla può superare per qualità l’immagine di un buon fotografo che “lavora in manuale” e sa farlo, rinunciando ai pur “portentosi” automatismi. Un tempo la regolazione della macchina valeva quasi il 50% dell’intera qualità della foto. Oggi tutti credono di saper fotografare. Però, non è così… I reporter professionisti sanno tirar fuori momenti e inquadrature della realtà vissuta, i fotografi da concorso immortalano panorami mozzafiato e spaziano dalla micro alla macro realtà… Ancor oggi il mondo della fotografia è un vero pianeta, un cosmo da esplorare e appassiona ad ogni livello. Vi sono tanti nomi da ricordare e tener presenti, come  i popolari Fujii e Polaroid e gli “eccelsi” marchi tedeschi Laica e Zeiss, che producono le lenti più preziose e di maggior qualità al mondo. Un nome giapponese per gli obiettivi e Tamron.

Notiamo, infine, che l’etimo ikon (di Nikon) è quello di icona e lo ritroviamo in Zeiss Ikon. La Zeiss, che ha scattato la prima foto sulla Luna con Armstrong (il modello Hasselblad) è una fabbrica fondata a Dresda da Carl Zeiss (nei primi decenni del 1900), uno degli industriali più famosi al mondo.  La Rolleiflex è una macchina fotografica biottica tedesca, prodotta dalla Rollei a partire dal 1928.  E’ stata per anni la classica macchina dei reporter e dei “paparazzi”. La Rollei è presente tutt’oggi anche nel mercato del digitale. (Germano Scargiali)

Nella foto qui sotto Odd Henrick Johnsen, un grande pioniere, con la Rollei Marine.

I modi di vita dell’anteguerra erano già molto moderni e simili a quelli che abbiamo visto dal 1945 in poi. Altri “boom”, che elevarono il tenore di vita, si verificarono prima e dopo la crisi del 1929. Il 1936, anno delle Olimpiadi di Berlino diede gran visibilità alla modernizzazione in atto. Anche lo sport era ormai un fenomeno sociale a vasto raggio. Il tempo libero era dominio di  molti. L’informazione correva per radio, sulla carta stampata e lungo i fili delle telescriventi, che rimasero attive fino all’arrivo del fax. Infine, decisivo è il momento che stiamo vivendo: sono gli anni dell’elettronica. L’utilizzo di una fonte “seria” di energia provocherebbe un “salto di qualità” che qualcuno teme possa risultare “incontrollabile“, sia moralmente, sia per la carenza delle strutture esistenti.

 

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