Elezioni in Germania: Merkel ridimensionata ma vincitrice. Tutta la cronaca sfuma sulla realtà socio politica tedesca. Si comincia col sottacere che la premier dall’aria dittatoriale, per quanto ebrea ed ex comunista, pescata in Germania Est, rappresenta un partito moderato di centro e che il suo oppositore era …più a sinistra, un neo socialista. Forse anche politicamente più “illuminato” dei socialisti italiani.

Tutto il resto è formato da liberali e da verdi, che in Germania sono liberali anch’essi. E’ già un festival di centro destra. Infine arriva la ciliegina: l’escalation dell’estrema destra, tacciata di sentimenti neo nazisti…
Sul successo dell’Afd, partito bollato con l’appellativo di “ultra destra”, scatta la maggior dose di pruderie. C’era da aspettarselo. Martin Schulz, il socialista illuminato ma non troppo, è scivolato su bucce di banana del tipo “il matrimonio per tutti”: significa, per capirci, anche col cane…
Quella che “deve” far schifo, però, è la destra. Adesso è in Parlamento. Per strada protestano… La Tv li riprende…
Nel commento si trova, però, il modo di rimediare: come mai hanno preso tutti quei voti da rendere difficile il governo a Frau Merkel? E’ subito pronta la risposta, o meglio il pannicello caldo: sondaggi infallibili avrebbero appurato che si è trattato di voti di …protesta.
Certo: la destra non può avere delle idee, pensarla in un certo modo, credere in un certo modo di vedere il mondo…
Se, però, approfondissimo il nostro esame con uno straccio di obiettività, ci accorgeremmo che “quelli di destra”, per quanto ideologicamente condizionati (ideologie? Ma non erano morte?) sono persone che “ammettono” il diritto di esistenza al loro opposto: i comunisti (ma le ideologie non erano morte? Lo ripetiamo). Se sono sinceri, li rispettano. Lo stesso non fanno i marxisti, ancora ferventi o meri nostalgici, ma neppure quel bel popolo che si definisce pomposamente “di sinistra” come se, per esistere fra gli “umani”, non si potesse essere diversamente.
Scaramacai








