Un grande messaggio di pace inonda il mondo intero
La Pasqua irrompe nel mondo. Un’umanità provata da guerre, fame e sofferenze accoglie e diffonde il messaggio di Gesù:
“alla morte segue la resurrezione, la decomposizione del corpo non segna la fine di tutto, ad attenderci c’è un’altra vita”.
Messe, preghiere, processioni, un popolo provato da dolori e malattie si muove verso il Signore.
Non è ancora un popolo di santi, ma aspira ad esserlo.
Gesù col suo immenso amore abbraccia tutti, anzi soprattutto i peccatori. A questi, che poi siamo tutti, chiede solo amore. In fondo, la fede è qualcosa di semplice, è un abbandono alla volontà divina, un abbandono fiducioso come quello di un figlio tra le braccia della madre.
“Perché le parole di Gesù sono sempre attuali? Come mai un uomo nato povero, osteggiato dal potere e condannato a morte ingiustamente, vive ancora nei cuori di miliardi di persone di tutti i paesi del mondo?” Chi non crede provi almeno a rispondere a queste domande, ma cercando la verità senza accogliere i pregiudizi di chi preferisce tapparsi occhi e orecchi piuttosto che
ammettere di potersi sbagliare. Infatti possiamo incontrare Gesù solo nell’umiltà, questa è la strada verso la salvezza.
In tanti, però, a questo punto, diranno:
“Ma qual è la salvezza? Di quale salvezza stiamo parlando? Forse qualcuno ci sta promettendo qualcosa che non esiste? Un paradiso immaginario, un mondo fantastico, del tutto inverosimile, qualcuno ci sta prendendo in giro?”
Dio ci ha creato liberi, liberi anche di non credere in Lui. Credere è una nostra scelta, ma che comporta delle conseguenze.
Scegliere la via della fede certamente comporta rinunce, privazioni, umiliazioni, tutto quello che il mondo detesta, ma quel che offre in cambio sono doni molto più grandi: la gioia cristiana, la condivisione, la pace.
Sia dunque pace in tutti i cuori, sia festa e gioia nel mondo intero.
Lydia Gaziano Scargiali








