Il romanzo di Luigi Natoli tra storia e leggenda
Dei Beati Paoli si sa che erano un’associazione segreta nata nei sotterranei di Palermo nel 1100 durante la dominazione Normanna, il cui scopo sarebbe stato quello di vendicare i torti subiti da persone del basso ceto da parte dei nobili. I racconti su questa setta sono stati tramandati da padre in figlio nei secoli tramite la tradizione orale, divenendo leggenda e a volte assumendo anche un tono quasi magico.
La storia dei Beati Paoli è certamente diventata celebre grazie al romanzo di Luigi Natoli, pubblicato tra il 1909 e il 1910. La vicenda trae spunto da leggende e fatti realmente accaduti per dar vita a un bellissimo romanzo che fa parte della letteratura siciliana, da molti allora snobbata. Nel racconto si narra di un certo Girolamo Amirata, descritto come uno dei capi della setta insieme a Coriolano della Floresta, ma mentre il secondo è un personaggio inventato, Don Girolamo è realmente esistito. Fu condannato alla forca nel Piano del Carmine il 27 aprile 1723 (Diari Villabianca, loc. cit., foglio 83) con l’accusa di appartenere ad una setta che uccideva uomini potenti, e venne giustiziato insieme a Giuseppe Amatore con l’accusa di fare parte di una setta e di avere commesso degli omicidi. Secondo il Marchese di Villabianca,noto storico italiano, questa setta era quella dei Beati Paoli. Ci sembra che questa storia sia, almeno in parte, realmente accaduta, e ci chiediamo come mai non se ne tragga anche una versione cinematografica, soprattutto considerando il grande interesse che suscita ancora. In realtà esistono già, sull’argomento, vari film e documentari, ma sul libro di Natoli ne esiste solo uno, risalente al 1947 col titolo I Cavalieri dalle maschere nere, un bellissimo film, senz’altro da vedere, ma troppo antico e in bianco e nero. Vi aveva preso parte persino un grande attore come Paolo Stoppa noto anche per la sua partecipazione al film il Gattopardo dove interpretava magistralmente la parte del padre di Angelica.
Vincenzo Scargiali








