Il coraggio di Donald Trump: ne ha tanto e più dovrebbe averne

Trump con tutta la famiglia
La moglie Melania Trump
La moglie Melania Trump. Il marito ha cinque figli avuti anche dalle due mogli precedenti. Tutti sono molto legati al padre  lo hanno sostenuto nel coro della campagna elettorale
Trump è religioso (evangelico) ed ha un gran senso della famiglia. E' alla terza moglie (la prima fu la famosa Ivana) ma ha cura di tutti i figli
Trump è religioso (evangelico). Ha un gran senso della famiglia. La sua prima moglie fu la famosa Ivana, nota alle cronache mondane

ATTACCA I FINANZIERI E ABBRACCIA L”EUROPA E LA CLASSE MEDIA CHE QUELLI VOGLIONO AFFOSSARE

Obama e la moglie abbracciano Hillary Clinton raccomandandola agli elettori. I media si sforzano di contrabbandare il vantaggio di Hillary nei sondaggi. Persino in Italia paventano l’avvento di Trump, una sorta di Attila, flagello del genere umano…

Eppure Obama sarebbe l’ultimo che potrebbe raccomandare Hillary: è stato il peggior presidente Usa a memoria di uomo, ha collezionato sconfitte all’estero e all’interno. Gli Usa di oggi hanno fatto porre agli addetti ai lavori la domanda: “come sarà il mondo dopo gli Usa”. Chiunque sia il nuovo presidente avrà guai da vendere. L’America è in default quanto i peggiori stati europei. L’ingordigia dei “magnati” della finanza americana hanno steso al tappeto la classe media, humus dell’economia. Anche lì l’America è una selva di disoccupati…

Gli States di Obama si sono salvati grazie al ritrovamento e all’utilizzo lampo, con i mezzi di oggi, di un nuovo giacimento di metano, mega, in Alaska e alla scoperta di nuovi pozzi di petrolio sul suolo patrio…

Marchionne gli ha dato una mano, accettando, con un finanziamento di rilanciare, con la Chrysler, la storica Detroit ormai allo sbando totale, un’enorme Harlem dei giorni peggiori…

Il peggio la gestione Obama (non lui, semplice marionetta) lo ha fatto all’Europa e al Mediterraneo in particolare. Imponendo a Bruxelles un politica finanziaria capestro, derubando il vecchio continente vendendo tramite banche satelliti loro complici (tutte appartengono direttamente o indirettamente ai Rothschild) i titoli “derivati”, ha fatto sì che l’Ue fosse una trappola, da cui è difficile uscire, una volta dentro. Ciò potrebbe avere conseguenze negative ancora inesplorate.

Al Mediterraneo, la gestione Obama, con la luogotenente Hillary, ha sferrato l’attacco della destabilizzazione del Nord Africa e del Medioriente, la sponda amica che potrebbe fornire agli stati rivieraschi e, soprattutto l’Italia, la Spagna e la Grecia, l’elsa per disporre della spada della rinascita, dello sviluppo, della crescita. Lo hanno fatto con l’arma un po’ desueta della crescita democratica (Primavera araba), già usata alla conclusione della guerra mondiale. Per quanto logora, l’arma demagogica ha fatto breccia in larghi strati del pensiero corrente per un certo tempo. Alla lunga sta dimostrandosi una vittoria di Pirro, un boomerang – capestro, che alla fine della sua circonvoluzione li sta lasciando sconfitti e, giustamente, disonorati.

Forse solo Trump, il cattivo per antonomasia, accusato – secondo copione – di immoralità privata – come Berlusconi – sarà in grado di capire che la sola via da percorrere per gli Usa è la lealtà verso l’Europa, Putin compreso, e quella parte del Mediterraneo che parla il suo stesso linguaggio.

La civiltà atlantica, favorita da oltre 500 anni (non molti ma decisivi per la svolta stoica galoppante del progresso tecnologico) dalla scoperta della America, vive nel terrore del già iniziato processo di evoluzione del blocco continentale che l’Europa forma con l’Asia e l’Africa. Il risveglio economico nel Far East, sulle sponde del Mar Nero, nell’Africa sub sahariana, nel Mar Rosso, anche grazie al recente raddoppio del canale di Suez fanno di questa realtà un complesso economico mastodontico e assolutamente imbattibile da parte del Nuovo Mondo. La sua fuga in avanti si è già esaurita e il gruppo degli inseguitori è a pochi metri e non ha il fiato grosso: invaderà come una torma di cavallette la zona del traguardo che si vede chiaro in fondo al rettifilo.

Chi sta dietro Obama e la Clinton mostra al vecchio continente il suo volto bellicoso. Tendono la mano solo per un sorta di mercato unico, ben sapendo che essendo maestri di marketing, schiaccerebbero l’Europa. Eppure i media locali – italiani in testa – mettono i guardia il mondo dalla vittoria di Donald Trump, cattivo per definizione e antonomasia…

La sola salvezza del “vecchio” nuovo mondo consisterebbe nel trattare. Ma seriamente. Donald Trump, l’imprenditore, il self made man, sarà pure rozzo nei modi, ma questo lo sa. Vincerà le elezioni e quel che vedremo sarà, comunque, uno spettacolo. Fra tutti i suoi slogan il meno ripetuto dai media è: “libererò Washington dal fango”. frattanto sta già sorridendo a Putin, leader e premier morale dell’Europa intera.

Sappiamo quel che rappresenta la stessa pianta della città di Washington: potrà liberare dal fango quella capitale artificialmente costruita con precisi intenti, a meno che la pala che avrà preso in mano non gliela daranno in testa.

“Forza Donald, che coraggio che hai!”

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