Sabato 30 maggio alle ore 17.00 Roberto Vannacci, per la prima volta in veste di presidente di Futuro Nazionale, sarà a Palermo all’hotel Astoria Palace. Sarà il completamento di un giro di manifestazioni che lo vedranno impegnato, questa settimana, anche a Catania ed a Caltanissetta.
Presenti anche Massimiliano Simoni, Rossano Sasso e Gianluca Dessì.
Futuro Nazionale, nato il 6 febbraio 2026, dopo che il suo leader, per divergenze politiche, è uscito dalla Lega, in appena 3 mesi ha riscosso un notevole e crescente interesse che lo ha già portato a radicarsi nel territorio nazionale con più di 60000 iscritti ed oltre 1000 comitati.
Il partito si propone di tradurre in azioni politiche le idee espresse nel volume pubblicato da Vannacci “Il mondo al contrario” ed il diffuso malcontento di tanti cittadini italiani nei confronti di antiche e recenti azioni di governo nazionali e della Unione Europea a cui, a seguito di interessi ed ideologie globaliste, l’Italia si è rigidamente legata.
Futuro Nazionale propone chiarezza e serietà per rappresentare una vera Destra politica.
Una destra che sia coerente nei valori, concreta nelle scelte e capace di unire libertà, ordine, identità, responsabilità, orgoglio e disciplina.
Viviamo in un tempo in cui la politica spesso si riduce a slogan vuoti, compromessi permanenti e linguaggi annacquati per subordinazione psicologica e quieto vivere.
Si cerca, invece di combatterla, l’approvazione della cosiddetta “intellighenzia nazionale ed internazionale” che non ammette opinioni divergenti etichettandole con i peggiori epiteti.
Il tutto appoggiato e mantenuto da una piazza di violenti facinorosi che costantemente creano disordini ed attaccano la polizia.
A questo si è aggiunta, negli anni, una immigrazione incontrollata favorita da ideologie ed interessi elettorali. Una immigrazione che, nella maggior parte dei casi, è divenuta preda del crimine organizzato e che ha reso le città invivibili e pericolose dal punto di vista della sicurezza.
Mentre in politica internazionale non siamo riusciti ad assumere una posizione terza nei confronti della guerra in Ucraina continuando a foraggiare corruzione e morti con slogan come la pace giusta. Quando la storia insegna che la pace è stata sempre quella voluta; possibile e ragionevole.
In Italia poi esiste un divorzio marcato e politicamente osannato tra valori morali e risultati. Iper-garantismo e fobia della corruzione dello Stato sono la causa della paralisi burocratica. Nel mondo della scuola e dell’università l’ambizione è mortificata, Il cosiddetto “mondo della cultura” guarda con disprezzo a qualsiasi tentativo di valutazione. In magistratura si promuove l’egualitarismo e se si parla di obiettivi e performace “si va contro la Costituzione”.
A questo grave deficit culturale e valoriale si è aggiunta una costante carenza di incentivi per la meritocrazia.
Il tutto mentre lasciamo cadere nostre bandiere come Venezi e Buttafuoco.
Occorre quindi far ripartire il Paese attraverso una nuova cultura del merito diffusa e capillare indipendente dalle origini familiari e territoriali che crei una nuova aristocrazia che sappia condurre il Paese furi dalla palude stagnante.
E questo va fatto nella nazione italiana che non è un’idea astratta, ma casa, appartenenza, lavoro, sicurezza, cultura, famiglie, territori.
“In 4 anni di governo: le 3 riforme principali, premierato, giustizia e autonomia sono fallite; la sicurezza è diminuita; gli stranieri continuano a sbarcare e i rimpatri sono persino inferiori a quelli dei governi di sinistra, e c’è chi vorrebbe facilitare l’acquisizione della cittadinanza da parte degli stranieri con lo jus scholae; paghiamo il prezzo dell’energia più caro d’Europa e ci rifiutiamo di comprarla da chi ce la venderebbe a minor prezzo; la Fornero è ancora in vigore, nonostante le urla di chi la voleva rottamare; siamo legati mani e piedi dal patto di stabilità e andiamo in Europa col cappello in mano senza riuscire a cavare un ragno dal buco” dice il Generale Vannacci.
Per carità non che tali riforme non si dovessero attuare, ma quando affrontate con sottomissione ed incompetenza/svogliatezza, quando dall’altra parte c’è chi, un giorno sì e l’altro pure, attacca sistematicamente la polizia sostenuta da tutti i media e talk-show non avranno sicuramente alcuna possibilità di successo.
Allora – dice sempre Vannacci – la mia posizione è a Destra, ma ferma, decisa, con il coraggio delle proprie idee, irriverente e, se necessita, anche conflittuale.
Poiché il conflitto, lecito ed istituzionale, è necessario quando ci si trova davanti a programmi sostenuti economicamente e politicamente da anni che cercano di stravolgere per sempre la nostra storia, tradizione ed identità.
Una partito quindi – dice Vannacci- per chi ama il proprio Paese secondo una visione nazionale che mira a consolidarsi come punto di riferimento per l’elettorato sovranista, identitario e anti-establishment, rafforzando la propria influenza nel centrodestra e cercando di indicare una direzione, purtroppo, smarrita.
di Guido Francesco Guida








