La Sicilia in controtendenza apre al turismo nautico

Finalmente si torna a lavorare a Malfa (Scalo Galera) di cui ecco il “pianetto”. Riassegnati i lavori ad una nuova impresa

Nell’Isola novità per l’incoming dal mare e cantieri a 360 gradi: sarà vero?

 

Di Germano Scargiali

Capo d’Orlando, Malfa di Salina, porto Xifonio di Augusta, forse Porto Palo di Capo Passero, Marsala e persino Taormina (Naxos)… Si sta forse svegliando – in controcorrente rispetto alla crisi che incombe – il “fronte” dei porti in Sicilia? Il turismo nautico è la porta d’ingresso del turismo, un comparto che, lo vogliano o no le misteriose forze che ostacolano la crescita, sale di certo.

E’ opportuno premettere che, ormai, ove bene ove male, si ormeggia dappertutto, mentre, per pallido che sia, un po’ di sole rischiara l’orizzonte… Qual è, infatti, la prima notizia? Che si stanno riconsegnando le aree di Malfa (Salina) ad una “nuova” ditta che stavolta viene da Chioggia? In ogni caso: in bocca al pescecane! Oppure che è stata aperta la “strada ufficiale, sotto la ferrovia, per accedere al porto di Balestrate? Oppure che si procede verso la costruzione di Porto Palo di Capo Passero? Ovvero che si sta provvedendo all’ampliamento del porto di Pozzallo, che potrebbe incrementare l’auspicato ruolo di grosso scalo verso lontane mete? Questo, del resto, è in progetto da anni: c’è una “bretella stradale di arrivo al porto sulla quale sono cresciuti strani arbusti attraverso l’asfalto, che sembrano d’un altro pianeta.

Sperare, però non nuoce, se è vero che ci sono altre buone notizie. Si parla di Marsala e perfino di Taormina come di “cosa fatta”, anche se nel senso del “divenire”. Marsala, nel Piano dei porti, dovrebbe essere uno dei 3 hub (ma sembra solo un titolo onorifico), con Ragusa e Sant’Agata di Militello. Quest’ultimo porto, che sembrava vicino al traguardo 10 anni fa e presenta una sede per la Guardia Costiera che andrebbe bene per Genova, è sempre nei guai. Lo è, stando alle dichiarazioni “sottoscritte” dell’Ing. Tuccio D’Urso, dirigente della Regione stessa, perché proprio l’amministrazione regionale “non fa nulla per …impedire il fallimento delle imprese al lavoro”, anzi sembra che spiani una strada in discesa…

Una storia similare era quella di Malfa, dove un sindaco rischiò di “uscire di testa”. Ma questa oggi potrebbe essere acqua passata. Arriva da Chioggia l’impresa Scuttari e tutto riparte. Riprendiamo a sperare anche per questa gemma eoliana! Si tratta di uno dei tre Comuni dell’Isola, assieme a Santa Marina e Leni. Una stranezza: sono tali sin dal lontano 1909, mentre nel resto delle Sette sorelle “impera” il solo Comune di Lipari.

Per quanto riguarda Taormina non si può che plaudire. Eppure si tratta dell’illogico Naxos e non già il logico porto da ricavare sotto la stazione ferroviaria, dove, in pratica non c’è niente, non va mai nessuno ed è un posto orribile visto dal mare… Contro di esso si scatenò l’Italia intera (neanche fosse il ponte sullo Stretto), fra cui in prima pagina, il Corriere della sera e all’interno La Repubblica. Siamo al costante trionfo dell’insipienza, prima ancora che dell’incompetenza…

A Capo d’Orlando opere quasi faraoniche in corso dovrebbero condurre presto (rispetto a tanta attesa) ad un porto turistico in lizza per il più bello della Sicilia e del Mediterraneo. Non è esagerazione, come non lo è se si parla di Licata (Marina di Cala del Sole).

Allo Xifonio di Augusta frattanto, i lavori per il porto proseguono. Nasce da iniziativa privata. Sarà splendido e ben incastonato in un angolo perso del “golfo buono”, quello turistico, a sinistra dell’Isola cittadina che fu cara a Federico II. A destra di essa, c’è il porto naturale più vasto d’Europa, già primo per tonnellaggio in Italia (gassiere e petroliere) e in via di ospitare altro “gigantismo”: le porta containers.

A Castellammare del Golfo è giunto “finalmente” il dissequestro: no, neanche stavolta il cemento era impoverito. Nel frattempo, però, i lavori in corso sono andati “alla malora”: ma quanto tempo occorre per un esame e quanto per un dissequestro? Se non andiamo errati non è stato, ad oggi, dissequestrato neppure il molo di sopravento di Balestrate, uno dei più belli e possenti della Sicilia. Nulla, in questo caso, potrà …scalfirlo. Invece è stato indotto persino il buon magistrato Francesco Messineo (uno della “razza” di Piero Grasso) a dire: “occorre controllare, chissà se una mareggiata se lo portasse via…”. Scusate: un’emerita fesseria! Ma lo avete visto? Qui su Nautica abbiamo pubblicato più volte la foto ripresa dal soprastante Hotel Marina Holiday, che lavora lo stesso, ma nell’eterna attesa di un …porto funzionante. Frattanto “dona” la corrente per far brillare le luci rosso e verde all’ingresso.

Su Balestrate c’è chi ha scritto un romanzetto – pamphlet: ce ne sono da raccontare… La nuova strada, quella ad hoc, aperta da poco (da alcuni anni aspettava solo l’asfalto). E’ stato pubblicamente negato, anche da Striscia la notizia, che ci fosse una strada, che fosse una, che scendesse giù. Da sempre ce ne sono due. Ora sono tre. Al momento, stranamente, la più usata è la più antica. Perché il solo cambiamento, da quando è “scattata” la gestione da parte del Marina di Balestrate srl (leggi Marinedi), è che sia stato chiuso il cancello a levante. Quindi, si entra da ponente e non si usa neppure la “nuova” strada, che è anch’essa a levante ed è comoda anche per accedere al notevole lungomare con grande spiaggia da Balestrate a Trappeto.

A Porto palo di Capo Passero arrivano i dollari? Sembra di sì: si è fatta viva una società Usa. La cosa riempie di nuova speranza perché gli yankee si muovono marketing alla mano… Che si preannunzi del buono nel bistrattato ed avversato “nostro” Mediterraneo?

Giriamola come vogliamo ma procede – è meno giurassica – la macchina dei sogni del turismo nautico in Sicilia. Meglio ancora quella del “gran sogno”: una serie di porti che facciano sistema o, com’è di moda dire adesso, rete. Niente disfattismi al momento: i nemici dei porti (e dei …ponti) sono sempre in agguato, ma, come spesso avviene in Italia, il vocabolario cambia spesso. Poi, però, pian pianino, cambiano anche le cose in concreto.

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