L’America’s Cup resta neozelandese

A Barcellona le luci si spengono, si smontano i capannoni, si torna a casa. La 37° Coppa America ha suscitato tante emozioni, gioie, rimpianti come sempre alla conclusione di simili eventi.

La rimonta del team inglese che, dopo 4 sconfitte consecutive, con due vittorie, si era riavvicinata ai neozelandesi, per un attimo aveva fatto pensare a un possibile successo britannico, ma le cose sono andate diversamente.

New Zealand, infatti, con una pronta ripresa si era presto portata sul 6 a 2 e le mancava ormai solo un punto per la conquista della mitica coppa. Così, senza sprecare il suo primo match point a disposizione, ha conquistato l’America’s Cup 2024 al termine di una nona regata molto emozionante.

Va detto, però, che Ineos Britannia, condotta al timone da Ben Ainslie e Dylan Fletcher, per non farsi sopraffare, ha lottato strenuamente fino alla fine, ma New Zealand, con timonieri Peter Burling e Nathan Outteridge, si è comunque aggiudicata il match decisivo con un vantaggio di 37”, chiudendo la finale sul 7-2. Per i neozelandesi si tratta, così, della terza America’s Cup consecutiva, la quinta in totale.

Nonostante la sconfitta per Britannia sia stata bruciante, gli inglesi hanno già annunciato la prossima sfida contro la Nuova Zelanda, risultando così, adesso, il Challenge of Record, cioè lo sfidante che si iscrive per primo. Gli inglesi furono i primi a mettere in palio la Coppa, nel lontano 1851, ma ciò nonostante dopo quasi due secoli di sfide, non l’hanno mai vinta, si direbbe che per loro è stregata. Gli Usa, invece, ne hanno vinte ben 30, di cui 25 di seguito, l’Australia 1, la Svizzera 2 e la Nuova Zelanda 5. Battere il Defender, a causa dei vantaggi che il titolo produce, è quasi impossibile e, finora, ci sono riusciti solo in pochi per cui forse sarebbe il caso di abolirli per rendere la competizione più interessante.

L’Italia sarà anch’essa tra gli sfidanti, dato che Bertelli ha già annunciato l’intenzione di continuare l’avventura.

In definitiva, Luna Rossa, a Barcellona, ha combattuto la sua battaglia, si è dimostrata una buona barca, arrivando in Finale di Louis Vuitton Cup e vincendo alcuni match contro Ineos, anche se alla fine si è dovuta arrendere ai britannici. L’equipaggio era formato da: timonieri Spithill e Bruni, trimmer Tesei e Molineris, cyclor Rosetti, Voltolini, Liuzzi e Gabbia.

L’esperienza è stata, però, nel complesso molto positiva se si considerano anche le due vittorie riportate dai team italiani, quello giovanile e quello femminile nei match disputati con gli AC40.

Nella Youth America’s Cup Luna Rossa ha, infatti, battuto American Magic. Timonieri Marco Gradoni e Gianluigi Ugolini, trimmer Federico Colaninno e Rocco Falcone, mentre

il team italiano femminile, composto da Giulia Conti, Margherita Porro, Giulia Fava e Maria Giubilei ha conquistato il trofeo a Barcellona battendo in finale l’equipaggio britannico Athena Pathway.

Lydia Gaziano Scargiali

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