Il Museo di Mariano De Pasquale realizzato per non dimenticare la grande Storia del Novecento Italiano
Le Orme sono quelle del passato, raccolte con genialità e passione, dall’imprenditore floricolo Mariano De Pasquale, nato a Castroreale in provincia di Messina nel 1938, e diventate un Museo nel 1997.
Nel 1955, Mariano De Pasquale si trasferisce a Latina con la famiglia in uno dei poderi dell’Opera Nazionale Combattenti. Oltre ad essere un gran lavoratore Mariano ha la passione per il collezionismo. La storia vuole che la «scintilla» scaturì da una jeep della Seconda Guerra Mondiale ricevuta in pagamento per una partita di fiori. Da quel momento continuò a collezionare, investendo con energia, passione e denari, acquistando e catalogando trattrici agricole, macchine operatrici e mezzi militari.
Di certo, la sua era diventata una delle maggiori e più eterogenee raccolte esistenti al mondo.
Negli anni ha raccolto centinaia di motori e macchine utensili dell’Ottocento e del Novecento, 6.000 giocattoli d’epoca, 300 mezzi militari, aerei, elicotteri, una locomotiva e migliaia di oggetti per un totale complessivo che supera i 50.000 reperti, dando lavoro, solo per i restauri, a decine di persone.
Come è stato possibile sistemare tutti questi oggetti?
Intanto in uno spazio enorme, che in origine era la Azienda Agricola di proprietà dell’Imprenditore Agricolo suo vicino, allevava galline, che vivevano libere a terra, mangiando mangimi naturali, e producevano milioni di uova, e che, oggi, se detto allevamento ancora esistesse, per ironia della sorte, quelle uova, avrebbero fatto molto comodo ai nostri amici statunitensi d’oltreoceano.
Non ci sono noti i motivi per i quali detta Azienda dovette chiudere, ma di certo venne amorevolmente acquistata da Mariano De Pasquale, che ne conservò, intatto, il terreno e tutti i suoi mezzi agricoli, per rendere omaggio e memoria all’Imprenditore ed ai suoi collaboratori di questa Attività umana primaria Agricola, che sicuramente, con i loro prodotti, aveva dato salute e benessere alla popolazione di tutta quella zona dell’Agro Pontino ed anche oltre.
Poi con la sua grande passione ed anche con una notevole disponibilità economica, iniziò le sue Opere, prima per il recupero dei tanti mezzi agricoli, ed a seguire per il restauro dei macchinari, riportandoli tutti funzionanti.
Considerando poi, la continua affluenza e quantità degli oggetti, infine, nasce l’idea del Museo.
Un Museo che vale la pena di vedere e di farlo visitare anche ai quei tanti giovani, che poco sanno della storia dell’Italia di quei tempi.
Una storia che non si arriva mai a studiare approfonditamente sui banchi di scuola ed è comunque inquinata da una verità a senso unico, dove vengono solo evidenziati i mali del periodo fascista.
In ogni caso si tratta di una delle più grandi raccolte da Guiness dei primati, iniziata già negli anni cinquanta, sempre in evoluzione, in quanto il Museo si arricchisce in continuazione di oggetti.
Che oggi sono ordinatamente disposti su oltre 50.000 metri quadrati dedicati alla Esposizione, suddivisi in tre percorsi tematici:
Percorso Agricolo:
Giocattolo d’Epoca e Modellismo, Bonifica delle Paludi Pontine, Mezzi Agricoli d’Epoca, Vita nei Campi, custoditi in 12 padiglioni.
Polo Aeronavale: strutturato nelle varie aree esterne.
Percorso Bellico:
Deportazione e Internamento, Mezzi Bellici d’Epoca, da El Alamein a Messina e Salerno, Sbarco di Anzio, Battaglia di Cassino, custoditi in 6 padiglioni.
Piana Delle Orme è una immersione quasi reale nella vita e nelle tradizioni degli italiani di inizio secolo Novecento, partita dalla Bonifica delle paludi pontine, fino alla seconda Guerra Mondiale, con la distruzione di Montecassino. Ci sono anche immagini forti create per catapultare il visitatore in una realtà talmente lontana dal modo di vivere di oggi, eppure così vicina per i tanti che ancora ricordano in prima persona, quei tanti che erano bambini durante la “Bonifica Pontina” e la Seconda Guerra Mondiale e che non dimenticano.
Il padiglione della Bonifica è davvero interessante perché rappresenta le varie fasi di un lavoro che sembrava impari e impossibile, dove persino i romani avevano fallito in questo tentativo, così come il papato nel quindicesimo secolo.
E stata la volontà del governo di allora, coadiuvato dalla forza dei Contadini, per primi veneti, seguiti da altri, siciliani e da tante regioni d’Italia, trasferitisi appositamente in queste zone, allora malsane, per portare a termine un grande e faticoso lavoro di risanamento, durato decenni.
Un lavoro pagato con la vita dai tantissimi che qui contrassero la malaria e morirono.
Un come eravamo, uno straordinario passo indietro che ci catapulta in una parte fondamentale della nostra storia di cui tanti non hanno né ricordi, né tanto meno vaghe conoscenze.
Oggi l’Agro Pontino è una delle zone più fertili d?Italia, un immenso Orto dove vengono coltivati tutti i tipi di verdura e frutta esportata non solo in Italia, ma anche all’estero.
Interessante vedere, oltre le scene che rappresentano la vita contadina, le officine e la meccanica degli anni 50, le prime lambrette, i pullman con le valigie sul tetto di chi si accingeva a fare un viaggio. E i tanti mezzi bellici, ritrovati, restaurati e tutti in grado di essere funzionanti.
Piana delle Orme è un Parco Storico tematico che ospita una delle collezioni più grandi al mondo: aerei, carri armati, locomotive, carretti, radio, armi e centinaia di mezzi militari, trattori agricoli, trebbiatrici, tram e corriere, utensili e migliaia di oggetti di ogni tipo e misura.
Dedicato al Novecento, il complesso museale rappresenta un viaggio attraverso due secoli di Storia Italiana, iniziando da reperti della seconda metà del 1800, del 1900 con altri che si aggiungono di continuo, fino ad oggi ed a divenire, per raccontare tradizioni e cultura della nostra civiltà contadina, le grandi opere di Bonifica, la Seconda Guerra Mondiale, ma anche per mostrare i veicoli e i mezzi esistenti agli albori della grande industrializzazione ed i giocattoli con i quali si divertivano i bambini di una volta.
Oltre alla passione di De Pasquale è proverbiale la sua caparbietà per le «missioni impossibili», come il recupero di un carro armato “Sherman” o del caccia americano “Curtiss P40-L”.

Nel primo caso, il carro armato anfibio, era affondato nel luglio 1944, nelle acque del Golfo di Salerno. Il mezzo era destinato al Centro Addestramento di Battipaglia dove era di stanza il 753° Tank Battallion del VI Corpo d’Armata, che si preparava allo sbarco nella Francia meridionale. Ritrovato da un gruppo di sub, e fallito un primo tentativo di recupero, il 18 maggio 1998, sarà Piana delle Orme a sottrarlo al mare ed oggi è l’unico ad essere perfettamente funzionante.

Altra «mission impossible» quella del caccia americano, che ammarò, per un guasto al motore, nelle acque di Capoportiere, sul lungomare di Latina, nel 1944, nove giorni dopo lo Sbarco di Anzio. Battezzato «Skipper» dal pilota a cui era assegnato, il caccia era quel giorno casualmente pilotato dal Lt. Michael Mauritz. Grazie all’Associazione Archeosub di Latina, il velivolo è stato individuato, poggiato su un fondale di circa 10 metri, a poca distanza dalla spiaggia. Nel 1998 il Curtiss, recuperato dal mare, è stato portato a Piana delle Orme per il restauro ed oggi, insieme a molti altri mezzi è uno dei pezzi forti del museo. Non solo. Grazie ancora una volta a De Pasquale il pilota Michael Mauritz (1921-2006) fu rintracciato e presenziò, nel 1998 alla presentazione di «Skipper» raccontando, non senza emozione, la sua storia.
Mariano De Pasquale conclude la sua vita, così avventurosa, geniale ed appassionata, a soli 68 anni, nel settembre del 2006, e viene ricordato con una statua in bronzo, a grandezza naturale, che lo raffigura come “Seminatore di Opere”, all’ingresso del “suo” meraviglioso Parco Museo di Piana delle Orme.
All’interno di Piana delle Orme esiste un mercatino permanente, di oltre 1.700 metri quadrati, dove si possono trovare e scambiare oggetti di modernariato e antiquariato, attrezzi e ricambi d’epoca, mobili e soprammobili usati, militaria, libri e riviste.
Il Parco Piana delle Orme, si trova all’interno di una Azienda Agrituristica, ricca di aree alberate, dove sono messi a dimora oltre un centinaio di varietà di Eucalipto e circondata dal verde, inoltre offre possibilità di svago e di degustare, presso il suo Ristorante, le prelibatezze eno-gastronomiche del luogo.
Museo – Via Migliara 43,5 – Borgo Faiti – Latina – Telefono 0773 258708
pianadelleorme@gmail.com www.pianadelleorme.it
Roma, 23 marzo 2025
Antonino Macaluso








