Vogliamo una controprova dell fondamentale “malattia del sistema”? Riscontriamo come vengano avversati tutti coloro “che lavorano, che hanno lavorato, che vogliono continuare a lavorare”.
Partiamo dalla fine: Paolo Savona è un manager del mondo della produzione che conta, piacerebbe alla destra pulita e venne scelto da Enrico Letta, persona “pulita”, come ministro. E’ uno specialista del risparmi statali, quello – cioè – che più si auspica, perché renda al governo – come predicava Maffeo Pantaleoni, padre degli economisti italiani – senza gravare sui cittadini. Risultato: Savona non va. Motivo? In un suo libro ha criticato l’Europa. E capirai! I massimi economisti, premi Nobel, dicono parlano tutti di “euro-patacca”…
Ma non vanno bene né Trump, né Berlusconi, né Erdogan, né Putin… Un denominatore comune fra questi personaggi? Lavorano da matti e, maggior colpa, ottengono risultati a favore del proprio paese. E questo neppure lo si nega, perché non lo si potrebbe. Numeri sono…
Bisogna capire che ciò che si vuole “così colà dove si puote…” non è la crescita, bensì la non crescita, anzi la decrescita. Da qui anche il partito di coloro che credono alla “pilotata” main stream mediatica: esisterebbe la possibilità della …decrescita felice. Come dire, cornuti e contenti…
Il mondo – specie occidentale, perché quello orientale vallo a controllare – non deve crescere. No allo sviluppo. Semmai dev’essere obbligatoriamente “compatibile”… Ma con che cosa dev’essere – tanto per fare un esempio – compatibile il moltiplicarsi egli hotel in Sicilia se, sia Bagheria, sia Partinico dispongono di meno di 100 posti letto o poco più ciascuno in tutto il territorio… Eppure, se ne parla anche lì. Non è – ripetiamo – che un esempio. Un altro sono gli stabilimenti balneari e le case e gli hotel presso il mare nella Sicilia meridionali, con chilometri di costa disabitata e campi arati che confinano col Mediterraneo… Eppure si parla dello “scempio di Triscina”, meno di 10 km di costa rispetto a 300 che sono vergini o quasi: recuperiamoli con interventi di estetica e di bonifica urbana! No: spingono la gente al suicidio con le ruspe: che importa se uno ci muore e altri soffrono? Facciamo piazza pulita! Come buttarvi l’acqua sporca con tutto il bambino. Eh?
E’ ovvio che, in conseguenza dell’ottusa visione di chi vorrebbe conservare il potere, amministrandolo sulle spalle dei guai generalizzati, della penuria fatta regola e imposta, a perdere sono tutti: oppressori e oppressi…
Chi si avvantaggia, dunque, di una realtà con meno viluppo? Chi, comunque, preferisce avere “il controllo“. Perché i valori assoluti, sui quali lucrare con malversazioni e appropriazioni indebite, sono sempre altissimi: anche in territori in crisi, anche in Sicilia. Che m’importa se non cresce la ricchezza se io così mi approprio di magna pars di quella che c’è che è già tanta? E, se lasciando lo sviluppo a briglie sciolte, la situazione mi sfuggisse di mano?
La “guerra” contro chi lavora o “vuol” lavorare (cioè vorrebbe) comincia molto presto. Subito. Prima d’ogni ragionevole previsione: l’autoccupazione è avversata dall’obbligo immediato di partita Iva. Tale obbligo ne fa scattare un altro che si chiama “consulente fiscale”. Non si offre una consulenza a meno di un certo prezzo al mese “da subito” neppure ai Caf (Centri assistenza fiscale). Che ti vada bene o male che tu guadagni o meno… Inoltre, “in conseguenza” dell’obbligo di anticipo Irpef sull’anno seguente, calcolato ipoteticamente in base agli studi di settore (aboliti che siano ma non lo sono) …tu fallisci in partenza di sicuro al primo anno… Infine, l’Iva è dovuta – in concreto – da chi vende allo Stato, solo se è in fattura, indipendentemente se tale fattura sia stata effettivamente pagata… La dimostrazione di non aver riscosso, né l’imposta, né la sorte (cioè il dovuto di base) è praticamente impossibile… La sola possibilità di sopravvivere e tirare un po’ di sangue dalla rapa si trova – per intenderci – border line… Così – in pratica – fan tutti.
Quanto ai massimi poteri, la realtà è che vogliono venderci, massimizzando i prezzi e – soprattutto – svuotando la “tua tasca”, quanto segue: energia, acqua, cereali, medicine, moneta, tempo libero e persino religione (religione unica, “splendido” neo ecumenismo – si fa per dire – all’insegna del relativismo etico, tutto sarà vendibile, nuovo ordine mondiale…). Scusate se è poco. E’ da ritenere che non ci riusciranno! Il mondo capirà. Perché il mastodontico disegno – non tutti i pazzi stanno in manicomio – è frutto di pura follia…
Gesse








