Ecco un comunicato che conferma l’accesa polemica da noi sostenuta nei confronti del governo italiano e dell’UE, anche all’interno del N.103 cartaceo di Palermoparla. E’ paradossale, quasi umoristico, che l’Italia, nel coltivare giustamente i rapporti con la Libia non pretenda che essa rispetti le norme internazionali in materia di acque territoriali. Quando, poi, le motovedette donate dall’Italia, condotte da militari addestrati dagli Italiani, sequestrano i pescherecci italiani – che fra l’altro non lesinano opera di salvataggio ai profughi – pretendendo infine una sorta di “riscatto“, la misura è colma.
Riceviamo e pubblichiamo, pertanto, integralmente il comunica che ci proviene da Mazara.
Il Presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Giovanni Tumbiolo, in vista della imminente consegna da parte del Governo Italiano di dieci motovedette alla Libia e l’addestramento di novanta marinai della Guardia Costiera libica, ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni e per conoscenza ai Ministri Alfano, Minniti, Pinotti e Martina ed all’Assessore regionale alla Pesca Cracolici.
“Consapevoli – ha scritto Tumbiolo – che la decisione del Governo Italiano sia stata presa con il fine di sostenere il Governo del Presidente Serraj per fermare il flusso migratorio che attraversa il Mediterraneo e contrastare i trafficanti di essere umani, la marineria siciliana ed in particolare quella di Mazara del Vallo esprime preoccupazione ripensando a quanto già avvenuto in passato a seguito della donazione per lo stesso fine di sei motovedette al Governo Libico. Infatti –ha ricordato il presidente del Distretto siciliano della Pesca- quelle stesse navi vennero utilizzate più volte dai militari libici, anche allora formati in Italia, per colpire i motopescherecci di Mazara del Vallo in acque internazionali mentre stavano esercitando la “storica” attività di pesca al gambero rosso. Non vorremmo che la storia si ripetesse. La marineria di Mazara del Vallo ha già pagato nel corso degli ultimi anni un prezzo troppo alto per una guerra subita e dai più dimenticata, la cosiddetta “guerra del pesce” con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, sopportando da sola i danni economici e sociali di questi veri e propri atti di guerra.
“E’ quindi fondamentale – ha continuato Tumbiolo – che siano ben chiare le regole di ingaggio con gli amici libici. Si amici, Signor Presidente, perché per noi gente di mare, quello libico è un popolo amico. Tutto il popolo libico”.”
Tumbiolo ha così concluso: “confidiamo pertanto in iniziative concrete del Governo finalizzate a garantire l’incolumità dei nostri pescatori”.
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Frattanto una delegazione in rappresentanza della pesca mazarese, guidata da Tumbiolo, ha raggiunto di recente

il Qatar e l’Oman.
Il presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu Giovanni Tumbiolo si è recato in Qatar ed Oman dove ha avuto numerosi incontri finalizzati a consolidare i rapporti fra le imprese distrettuali ed omologhe entità dei due Paesi del Golfo. A Doha, Tumbiolo, con la preziosa assistenza dell’Ambasciatore d’Italia in Qatar, S.E. Guido De Sanctis, ha avuto incontri tecnici con operatori qatarini. A Muscat, con il sostegno dell’Ambasciata Italiana sono stati effettuati numerosi incontri tecnici ed istituzionali. Tumbiolo ha partecipato al “Business Forum 2017 Oman & Italy” promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dello Sviluppo Economico, ICE e Confindustria.








