Che fare in città nei giorni e nei momenti liberi di queste feste, magari assieme agli ospiti venuti da “vicino e lontano”? Certamente, approfittare degli eventi, previsti a conclusione di “Palermo Capitale italiana della cultura”.
Quante sono, dunque, le declinazioni della cultura e dell’arte? Tante per infinite possibili combinazioni, verrebbe da rispondere. Ed è proprio questa pluralità che il cartellone di Palermo Capitale Italiana della cultura ha provato a raccontare in questi mesi e negli eventi in programma fino alla fine del 2018.
“Altre stanze” si potrebbe dire, giocando con il titolo della mostra appena inaugurata a Fondazione Sant’Elia dove è possibile ammirare fino al 28 febbraio, 40 opere di 30 artisti che hanno segnato l’arte degli anni ’50 – ‘60 e che solitamente sono esposte in varie sedi della Banca d’Italia.
Ai “Cantieri della Zisa, invece, sono esposte da qualche giorno le foto scattate dai ragazzi del primo corso di fotografia lanciato dal Centro internazionale di Fotografia diretto da Letizia Battaglia. Sguardi giovani sulla città e chi la vive.

Ma in questi ultimi giorni del 2018 Palermo Capitale della cultura offre un tributo anche a una delle famiglie più antiche di pupari di Palermo, la famiglia Mancuso che festeggia i suoi 90 anni raccontando un’arte dove pittura, recitazione e abilità artigiana si incontrano e vengono tramandate di generazione in generazione.
Ancora arte nelle sue diverse declinazioni, dunque, dopo le grandi inaugurazioni della scorsa settimana: all’Abatellis con Antonello da Messina (l’esposizione più pregiata in atto). Infine, il ritorno a Palermo del quadro “Processione di Santa Rosalia”, opera di un pittore siciliano di fine ‘600 confluito nella collezione della Duchessa d’Alba poco prima del suo definitivo allontanamento da Palermo verso la Spagna.
Buone feste – dunque – fra mostre e cultura a Palermo!
(Liberamente tratto da un comunicato ufficiale)








