Ma Conte sa far di conto?

M’o fate magnà sto’ panino? Lui, intanto, risparmiare gli italiani: qui, chiaramente all’estero, s’accontenta di un hamburger. L’ultima accusa? Aver venduto sottobanco l ‘ex Ilva agli indiani. Solo fac news?

Non era il solo ad accorgersene: il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva appena detto che sulla manovra economica sarebbero state necessarie delle modifiche. Ah, sì? Per questo il ministro auspicava un intervento del Parlamento per migliorare alcune misure. Così, al Senato oggi è stata una pioggia di emendamenti, oltre 400 solo da parte dello stesso Movimento Cinque Stelle. Luigi Di Maio stamane (18-11-2019) ha accolto l’invito di Giuseppe Conte.

“Questo pomeriggio – aveva affermato il premier – riunirò i ministri del M5S e faremo delle proposte per l’abbassamento delle tasse partendo dal taglio degli sprechi”.

In fatto di plastic tax, le proposte arrivate dalla maggioranza per modificarla sono varie e portano in particolare la firma dei pentastellati. Si parte dall’idea di escludere dalla nuova plastic tax i prodotti monouso in plastica biodegradabile o quelli che contengono almeno il 25% o il 50% di plastica riciclata.

Si chiede anche di esentare tutti i dispositivi sanitari monouso, non solo le siringhe (di cui già era prevista l’esenzione) e di ridurre al 5% l’imposizione sulla cancelleria di plastica (come le penne). Non solo, le proposte continuano e spunta l’idea di un’Iva agevolata per prodotti alimentari biologici venduti in imballaggi di carta o compostabili. Ma anche la proposta di ridurre l’aliquota Iva sui kit di pannolini lavabili per l’infanzia.

Un emendamento, collegato al tema di ridurre l’inquinamento della plastica, chiede l’introduzione del vuoto a rendere non solo per il vetro ma anche per i contenitori di plastica per acqua e bibite, saponi, detersivi, shampoo, e anche per le lattine.

Ma spunta inoltre una detrazione fino a 1000 euro per chi installa a casa i filtri per l’acqua (e 5mila per chi li mette in bar e ristoranti), un ecobonus per alberghi e strutture ricettive eco-sostenibili e un programma “Mangiaplastica” con incentivi ai Comuni che installano eco-compattatori.

I pentastellati tornano anche sull’idea di far pagare l’Imu alla Chiesa. Nell’emendamento presentato dal 5 Stelle Elio Lannutti si legge: “Sono tenuti a pagare l’Imposta municipale propria (IMU), nei modi e nei termini stabiliti dalla legge per quell’immobile e tutti gli altri a esso collegati, tutti gli edifici o i complessi architettonici della Chiesa cattolica, di congregazioni religiose che fanno capo alla religione cattolica o di associazioni o società legate alla religione cattolica al cui interno ci sono edifici totalmente o in parte adibiti: a ristorazione a pagamento, a caffetteria a pagamento o a hotellerie a pagamento, all’erogazione di servizi ospedalieri o sanitari a pagamento in percentuale pari o superiore al 30% rispetto al fatturato complessivo dell’azienda”.

Inoltre l’emendamento in questione prevede maggiori controlli sugli edifici della Chiesa: “Tutte le associazioni o società legate alla religione cattolica – si legge – il cui fatturato è pari o superiore a 100.000 euro annui sono tenute a farsi convalidare i propri bilanci da un certificatore esterno individuato tra i professionisti del settore…

Insomma, il governo non sta mai fermo, specie in fatto di ripensamenti. Aggiunge tasse e incombenze anziché “scontarle”, dimentica il danno che sta facendo colpendo ancora una volta “il mattone”, ai proprietari, agli inquilini ed al prezioso settore dell’edilizia…

(Notizie da varie fonti ordinate e commentate in redazione)  

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