Quando lo Stromboli si adira

Un immagine di quella che si può considerare la parte “posteriore” dell’Isola (ovest). In primo piano la sciara di fuoco. A destra, nascosta nella foto, c’è Ginostra. A nord dell’Isola si intravedono le case a mare della zona più abitata, con le chiese di San Bartolomeo e San Vincenzo. Queste creano due “quartieri” lungo una strada a mezzacosta sul mare. Le case,che risalgono ai secoli passati, non sembrano aver mai sofferto danni dal cratere.

E’ il solo vulcano al mondo sempre attivo. Infatti, per gli altri, si parla all’occasione di “attività stromboliana”. Eppure da millenni non fa “abbastanza” paura ai suoi abitanti da impedir loro di averci la propria casa.

Non mancarono momenti di ricchezza, negli anni preistorici del commercio dell’ossidiana (materiale vetrificato che fuoriesce dal cratere con cui si costruivano lame e persino rasoi, prima dell’avvento dei metalli: rame, bronzo e poi ferro). In tempi recenti (800 – 900) un florido benessere fu dovuto alla vendita dei capperi e del “salato” di cui si vedono (come nelle principali Eolie) le case di una certa eleganza ben costruite…

Come in tutte le Eolie, non fu mai tralasciata l’agricoltura per i consumi locali. La terra lavica risulta fertile e necessita di poca acqua. Le produzione di pomodori e di tutti gli ortaggi è ridotta, ma il gusto è eccezionale. Gli eoliani antichi avrebbero potuto insegnare come si sopravvive in carenza di acqua dolce, ricorrendo alle cisterne di acqua piovana e ad una coltura “siccagna”…

Si ricordi che in tutte le piccole isole del Mediterraneo l’attività prevalente era l’agricoltura e non la pesca… 

Oggi che il turismo, con gli alloggi e i ristoranti, ha portato un vero benessere nell’Isola, tutti godono, la sera all’aperto, degli “scatti“, cioè dei botti (boati) periodici (dal siciliano scattare, esplodere) del vulcano, a distanza di una ventina di minuti non esatti uno dall’altro. Allora il cielo si illumina di fuoco e da lontano lo Stromboli funge ancora, come nell’antichità, da faro naturale nel basso Tirreno…

Poi c’è la sciara di fuoco che si scarica in mare sul lato nord, che chi scrive – occorre dirlo – ha giudicato meno suggestiva degli “scatti”. di cui si parla solitamente meno…

Veder adirare “Iddu“, com’è chiamato sull’Isola, al punto da spingere la gente alle loro rare fughe, è triste, quasi ci fosse un patto con gli isolani e oggi con i turisti, di un reciproco grande rispetto. Presso il cratere lo Stromboli, però, è sempre insidioso per i vulcanologi. Secondo una battuta, ogni anno vi muore un francese. Occorre dirlo, sparisce in genere nel nulla. Si sale al cratere per legge, solo in compagnia di una guida locale, ciò che non è obbligatorio sull’Etna…

Ed ora un filmato degli stessi protagonisti dell’ultima eruzione che ha aggredito Ginostra, famosa per “il porto più piccolo del mondo”, paesino raggiungibile solo dal mare a sud dell’Isola. Un vero sogno per turisti che amano gli angoli solitari e selvaggi. Una località italiana che è anche una favola… (Germano Scargiali)

https://www.youtube.com/watch?v=hJAjkWUAkM4

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