Rinasce il castello Utveggio

Un cielo prima grigio poi un po’ più azzurro si è aperto stamattina sulla struttura tanto amata dai palermitani ma dalle alterne vicende, che sia un segno del Cielo?

Francesco Di Chiara a sinistra e Renato Schifani

Edificio simbolo della città, il castello Utveggio la domina dall’alto del Monte Pellegrino e ne rappresenta anche un pezzo di storia. Illuminato di notte, quando diffonde la sua luce sulla città dormiente, sa, però, attirare lo sguardo degli insonni ispirandone la fantasia.  

Costruito dall’imprenditore Michele Utveggio, geniale imprenditore di Calatafimi, a cavallo tra la fine degli anni venti e i primi anni trenta, ha avuto una storia tormentata tra alti e bassi, fasti e cadute. Il sogno del suo ideatore, infatti, non poté mai realizzarsi in pieno e l’opera, come spesso accade in Sicilia per chi ha in mente grandi progetti, cadde presto in declino.

Morto il costruttore, ne continuò i lavori il nipote, Antonino Collura, ma difficoltà finanziarie e contenziosi vari ne rallentarono l’iter. Lo scoppio della seconda guerra mondiale portò, poi, alla requisizione da parte dei tedeschi prima e degli americani, poi, che ne provocarono la totale vandalizzazione degli interni, insieme al saccheggio di pregiati arredi e attrezzature. Ai proprietari, alla fine, ben poco toccò in risarcimento. La famiglia Collura, dopo aver lottato per avere restituito il maltolto, alla fine si arrese al triste destino della loro proprietà, che passò prima al Comune di Palermo e qualche anno dopo alla Regione siciliana, che intendeva adibirlo nuovamente a Grand Hotel, ma tale iniziativa non ebbe seguito e solo nel 1978 la Regione redisse un progetto di rifunzionalizzazione dell’opera che porterà, alcuni anni dopo, nel 1989 all’assegnazione al Cerisdi, l’ente creato da padre Ennio Pintacuda. L’attività dell’ente di ricerca si concluderà, poi, nel 2016, ma tra gli eventi di maggiore importanza è doveroso ricordare la visita di papa Giovanni Paolo II, in occasione del Convegno delle chiese d’Italia che si svolse a Palermo nel mese di novembre dell’anno 1995. La stanza in cui aveva riposato il pontefice è stata musealizzata e sarà oggetto di visite da parte di turisti o pellegrini. Da non dimenticare, inoltre, il fatto che il monte Pellegrino è noto non solo in Italia, ma in varie parti del mondo, per avere ospitato in una sua grotta la santa protettrice di Palermo, Rosalia Sinibaldi.

Dopo tante vicissitudini, ora, finalmente, rivive il castello Utveggio, una rinascita dovuta alla ferma volontà del presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che ne ha persino seguito personalmente l’esecuzione dei lavori, scontrandosi talvolta (ma senza rancore), a suo dire, col progettista Francesco Di Chiara.  

Inaugurato oggi 29 novembre 2025, sarà visitabile a partire dal prossimo venerdì 5 dicembre, ma solo a piccoli gruppi prenotati. Il complesso architettonico di stile neogotico siciliano o tardo-liberty, costruito sul primo pizzo del promontorio di Monte Pellegrino, si trova a 346 metri di altitudine. Il castello sarà destinato a centro congressi internazionale o nazionale di altissimo livello, nel rispetto della vocazione euromediterranea che questo luogo ha sempre avuto. Il progetto finanziato dalla Regione Siciliana per un importo complessivo di 5,9 milioni (di cui 4,4 milioni per lavori) ha consentito in poco più di un anno di completare la manutenzione e il recupero degli ambienti, con l’adeguamento alle norme di sicurezza allo scopo di garantirne la piena fruibilità.

Presentate stamattina alla stampa le opere realizzate e le nuove opportunità offerte dall’intera struttura, alla presenza del presidente della Regione Renato Schifani, del dirigente generale del dipartimento Cerimoniale della Presidenza Francesco Di Chiara, progettista e direttore dei lavori, del dirigente generale del dipartimento dello Sviluppo rurale Alberto Pulizzi, del dirigente generale del comando del Corpo forestale della Regione Siciliana Dorotea Di Trapani, del presidente di Amat Giuseppe Mistretta.

«Restituiamo alla città, dopo anni di ingiustificabile degrado, uno dei simboli di Palermo – afferma il presidente della Regione, Renato Schifani – Ho fortemente voluto fin dal mio insediamento, in continuità col precedente governo, occuparmi personalmente del futuro di questo bene di valore storico e culturale, inserendolo tra i siti presidenziali. Il completamento dei lavori e la riapertura di Castello Utveggio assume un valore ancora più simbolico per il fatto che avviene a pochi giorni dal trentesimo anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo II in questo luogo, avvenuta il 23 novembre 1995, in occasione del terzo Convegno delle Chiese d’Italia. Oggi il castello è una struttura moderna e funzionale, che si prepara a diventare un importante polo culturale e turistico, pronto a ospitare eventi e convegni di alto valore culturale scientifico anche di levatura internazionale. La Presidenza della Regione sta predisponendo un apposito disciplinare di gara che stabilisca le modalità di gestione. Ma a prescindere dalla destinazione definitiva che la struttura avrà, dal prossimo venerdì la apriremo gratuitamente per tutti i weekend alla fruizione della città, con visite guidate destinate anche alle scuole».

La Presidenza della Regione ha affidato il servizio di accoglienza e visite guidate al Castello Utveggio alla Biba Tour srl di Palermo. Il venerdì sarà il turno delle scolaresche degli istituti secondari di primo e secondo grado, mentre sabato e domenica ingresso su prenotazione per tutti i visitatori, con tre turni mattutini e tre pomeridiani.

Il Castello Utveggio sarà raggiungibile esclusivamente con una navetta elettrica dedicata, messa a disposizione dall’Amat, che collegherà le falde con il sito. L’iniziativa rientra nell’ambito di un progetto del Comune volto a valorizzare Monte Pellegrino attraverso il potenziamento della linea 812 che già collega il centro della città col Santuario.

Le foto della conferenza stampa sono di Angelo Modesto

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