Se oggi tutto ha “una festa”, e talvolta persino un festival, quello della mendace informazione ha avuto luogo nei giorni dell’attacco delle forze della Siria e della Russia contro l’Isis. Teatro di guerra, la città di Aleppo. Noi abbiamo appena iniziato a parlare in “termini reali”, ma quelli mediatici – allontanando, non certo a caso, lo zoom – parlano genericamente di tragici fatti di guerra attorno a questa storica, suggestiva, strategica cittadina. Poche volte i media hanno dato così tanto le spalle alla verità.
Quali i fatti, anzi l’antefatto? L’Isis, che combatte la propria guerra senza badare alla slealtà dei metodi, non tenendo in alcun conto – come del resto le è congeniale – la vita umana, ha conquistato Aleppo, barricandosi dentro di essa. Si tratta di una piazzaforte? No. E’ un punto strategico? Neppure tanto sul piano militare. Che cosa è? Anzitutto è un simbolo. Tutta la guerra in Africa del nord, in quelle grandi plaghe semi desertiche, è costellata da sempre di nomi di piccole città, villaggi, oasi…
Ma la millenaria Aleppo serve proprio all’Isis da grande “scudo umano”, una sorta di …passione per loro che non esitano a farsi scudo di donne e bambini. Aleppo, è divenuta il primo posto da cui i siriani fuggono a causa di ogni genere di timore e costrizione…
Come affrontare, dunque, questa fase della guerra all’Isis, che dovrebbe interessare tutto il mondo civile, incluso quello musulmano, se non tentando la riconquista di Aleppo? Non c’è altra via, ma l’Isis fa proprio leva sulla civiltà dell’occidente, su quella che sembra ai fondamentalisti una sorta di “pruderie bellica” che li costringerebbe un esercito civile a non far guerra dentro una città, a non spararle dentro… Naturalmente – ripetiamo – loro questa pruderie non ce l’hanno.
Rapida – preliminare – conclusione: tutto il mondo civile dovrebbe “tifare” per la riconquista di Aleppo e pregare perché avvenga. Essa rappresenterebbe adesso una conquista talmente importante, sul piano morale da diventare veramente strategica, un nuovo colpo alla supposta imbattibilità dell’Isis. Così è avvenuto che “temendo che fosse la Russia a prendersi il merito della vittoria sull’Isis, anche gli Stati Uniti affermano di partecipare alla battaglia dalla parte, “nientemeno” che di Assad. Ma non era questi colui che gli americani volevano assolutamente spodestare per colpe mai chiarite del tipo “governo troppo dispotico e poco democratico”?
Ora bisogna assolutamente acclarare che gli americani hanno un precipuo interesse in Africa, sin da data non facilmente precisabile. Quello di non farla fiorire, perché dai progressi dell’Africa e del Medioriente, l’Europa, pur non possedendovi più colonie dalla fine dell’ultima guerra – sempre in ossequio a principi della (pseudo?) democrazia – trarrebbe, grazie alla propria posizione geografica, al proprio modo di fare politica e prima ancora impresa, ma già grazie al proprio modo di porsi, se non già di respirare – enormi (mastodontici) vantaggi.
Qualunque crescita economico politica sociale di uno stato in quella grande fascia che corre dalla Algeria al Mar Nero, con l’esclusione di Israele e del Marocco, forse per la propria posizione atlantica, è ciò che gli Usa devono (secondo loro) e vogliono assolutamente evitare. Tunisia, Libia, Egitto, Turchia, Siria etc, tutte potenze economiche in fieri, non tanto perché legate alla rendita naturale del petrolio, quanto perché “evolute” (casca a pennello dire “all’europea”), sono considerate un pericolo. La crescita di questa zona del mondo, che scende lungo il mar Rosso, fino a coinvolgere l’Africa Sub Sahariana, farebbe dell’Europa, più che mai, la massima potenza mondiale “di fatto”. Persino a valle della propria congenita litigiosità e incapacità di accudire ad una politica comune. L’Europa. nonostante l’Ue, è sostanzialmente disunita, ma trattando i suoi stati come addendi, è già ai vertici mondali (parlano dasoli i consumi).
Quale la colpa reale di Assad se non quella di essere in procinto di creare una Siria potente quanto la tradizione storica le consente, incrociando il proprio retaggio con una rapida modernizzazione? E la Siria ha dimostrato tutta la propria forza resistendo ad anni di aggressioni d’ogni genere, di pesantissimi attacchi, in cui i siriani “nazionalisti” si sono difesi letteralmente …con unghie e con denti. Assad ha dimostrato di possedere riserve economiche infinite e di saperne concretizzare altre. Sta riuscendo a salvare se stesso e la sua nazione. Se ricordiamo bene, fino a poco tempo fa gli americani promettevano collaborazione solo ad …una Siria senza Assad.
La verità è che gli Stati Uniti di Obama stanno subendo in quella battaglia una meritata umiliazione, cioè più che una sconfitta. E tutto il mondo dovrebbe capire da che parte stanno “i buoni” e da che parte “i cattivi”. Diciamo ciò, pur essendo evidente che la Russia ha ogni interesse a contrastare la politica (colonialista e non) degli Usa ovunque essa si manifesti. Che differenza, però. Fra gli Usa di Obama e la Russia di Putin! Quest’ultimo, anche se si appropriasse dei vantaggi di quelle guerre sarebbe il campione dell’intera Europa, il suo Ivanoe… Ma somiglierebbe piuttosto a Carlo Magno o ai sovrani della grande Spagna, Carlo Ve Filippo II, che – oggi quasi dimenticata – fu la principale artefice di quello scacco inferto ai Turchi musulmani con la battaglia di Lepanto.
“Cacciar” via da “mamma Africa” gli americani – cioè i più avvantaggiati fra i cosiddetti “alleati”, che vinsero la battaglia di El-Alamein, chiamando in campo carri armati dall’Australia, dalla Nuova Zelanda e dal “vicino” Canada – sarebbe “tutto” per l’Europa. E non ha importanza che questi strani conquistadores non risultino oggi ridicoli qanto a noi moderni risultano oggi gli uomini di Francisco Pizarro, né abbiano l’aspetto terrificante del “mamma li turchi”… Come vediamo – se abbiamo occhi – gli Usa non esiterebbero ad allearsi neanche con i mamelucchi che presero a cannonate la Sfinge (è l’impresa che li ha resi più famosi), pur di vincere il punto. E sono degli ottusi. Perché una crescita dell’Europa, anche notevole, non potrebbe che aiutarli. Lo dimostrano le tante occasioni in cui già gli americani chiedono aiuto all’Europa, Italia compresa, nella stessa industria spaziale e anche nelle grandi opere ad elevato contenuto tecnico e tecnologico (Canale di Panama, Centrale geotermica del Nevada…).
E che cosa fanno gli stessi governi europei al risuonare dello strano “peana” buonista intonato dai nostri media? Questo canto corale informa noi “poveri gonzi” di una “sanguinosa guerra ad Aleppo con vittime fra la popolazione”. Il tutto per coprire gli americani i quali – è il colmo – non si sono mai preoccupati, quando invasero l’Europa e il Giappone, di bombardare le più belle e popolose città del pianeta, anche quando non avevano più una sola arma in caserma, pur di vincere la guerra. Cha “cattivoni”, invece, questi siriani e russi che sparano su Aleppo! Eppure lo fanno per snidare l’Isis.
Infine, si unisce al canto anche quel mega ente inutile che è l’Onu, la più fallimentare iniziativa del mondo moderno! Brava solo nell’ossequiare la politica di quelli che ritiene i più forti. Finora gli Usa. Ma per quanto ancora?
I motivi non troppo occulti di tanto ossequio alla politica atlantica, “nostra sostanziale eterna nemica” è di marca massonica: il peggio del peggio, che sta anche danneggiando gravemente (irreparabilmente?) l’Europa. I paesi europei, come l’Onu, si adeguano e si allineano, accettando null’altro che una …mancetta, diretta a chi comanda, sommata spesso ad investiture internazionali che possono rendere anche molto in valore assoluto, ma sempre roba da ladri di galline, rispetto alla portata del vassallaggio concessi a chi stampa i dollari. Inglesi e Francesi, con le loro mini massonerie (ormai), sono i primi a cadere nel tranello ed a cedere alle lusinghe…
Da questi difficilmente contestabili argomenti dobbiamo trarre delle precise deduzioni. Ecco “la qualità della nostra informazione”, del suo indirizzo e della sua qualità, imparando che la prima cosa da fare e di diffidarne profondamente.
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Nelle foto: Chi ingabbia i bimbi ad Aleppo vestendoli di arancione?
Chi decapita i prigionieri vestendoli di arancione?








la Siria è un protettorato Russo, ed è alleata dell’IRAN
pertanto nella tensione con l’IRAN si è armata l’ ISIS, che è diventata una potenza territoriale
dopo l’indignazione per le nefandezze degli uomini dell’ISIS (monumenti e assassini) si è decino di eliminarlo
ma la tensione originaria rimane e la vittima sarà il Kurdistan attivato in questa lotta (60 milioni di KURDI senza Stato)