Società Canottieri e LegaNavale alla “Montecarlo”

Società Canottieri Palermo Barche ai pontili nella sede del Molo Lupa alla Cala

I circoli storici palermitani confermano anche quest’anno la partecipazione all’imminente Palermo Montecarlo (21 -26 agosto vedi qui altri articoli) organizzata dal Circolo della Vela Sicilia e dallo Yc de Monaco. E’ stata ufficializzata la partecipazione da parte della Lega Navale di Palermo Centro e della Società Canottieri.

Wireless2 sotto spi in una recente foto
Wireless2 sotto spi in una recente foto

La Società Canottieri presenta (domenica 13) due imbarcazioni di tutto rispetto e particolarmente “tirate”, due abituè delle maggiori regate d’altura:

Wireless, che ha già partecipato nelle precedenti edizioni  e S.h.a.do.

Wireless viene presentata da un poker di armatori consociati per gestirla al meglio: Federico Denaro, Gianni Trevisano, la new entry Italo Faraci (solitamente in vari equipaggi come professionista) e Nicola Macaluso. Quest’ultimo appassionato velista sarà al timone (primo timoniere), mentre Trevisano non sarà a bordo per contemporanei impegni familiari e di lavoro. La barca è uno dei recenti progetti dello Studio Vallicelli di Roma (Azzurra…)

SHADO_Oceanis 54 su progetto Berret Recoupeau
SHADO_Oceanis 54 su progetto Berret Recoupeau

Shado è un Beneteau Oceanis 54 armato dal proprietario Ninni Adamo, che disporrà a bordo come skipper il professionista Cristiano Lombardo. Ambedue le imbarcazioni sono lunghe oltre una quindicina di metri e gareggiano fra quelle di pari stazza nella categoria più veloce in gara: si tratta di categoria regata, ma si usa denominarla “regata – crociera”. Non siamo mai stati d’accordo con tal dizione che ne “annacqua” l’immagine, sbiadendola inutilmente…

La presentazione delle due barche ha luogo, con la partecipazione del presidente Edoardo Traina, nelle sale della bella sede con piscina di cui dispone alla Cala la “blasonata” Canottieri, da sempre dedita anche alla vela. E’ uno dei club sportivi “storici” della città, spesso denominata nel corso degli anni, semplicemente, come “Il Palermo”. La Società Canottieri schiera oggi ai pontili una delle più numerose flotte di club della penisola con un centinaio di yacht a vela che danno spettacolo all’ormeggio ai turisti ed ai tanti che passeggiano, fanno footing o prendono il sole nell’alveo restaurato, una vola bonificata l’acqua. Per anni, finché un paio di “sindacature” or sono non intervennero restauro e bonifica, la Cala era sinonimo di abbandono e fetore…

In equipaggio delle due barche saranno schierati forti velisti e personaggi esperti e ben noti come i gemelli di origine istriana Martino e Oscar Casagrande, comandanti di navi ed esponenti di spicco della maggior marineria palermitana.

DonnaRosa2 di Fabio Mineo di Bolina
DonnaRosa2 di Fabio Mineo di Bolina

La Lega Navale (LNI) di Palermo Centro ha anch’essa ufficializzato la propria adesione: sarà al via come negli altri anni con particolari finalità umanitarie oltre che sportive. Porterà in regata dei velisti particolari: quest’anno non i diversamente abili, bensì i sofferenti oncologici. Ce ne saranno a bordo almeno tre sull’imbarcazione DonnaRosa, armata da Fabio Mineo. Il gruppo dei disabili – velisti, comunque, è sempre attivo, animato e curato da Carlo Bruno e Beppe Tisci, fondatore e presidente della sezione palermitana della Lni.

Germano Scargiali

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Nota. Quanto alla nostra osservazione sulla dizione “Regata -Crociera” relativa alla massima categoria in gara, ecco qualche spiegazione. Probabilmente questa scelta del tutto infelice dal punto di vista mediatico nasce dal fatto che le barche impegnate non sarebbero dei prototipi, ma imbarcazioni nate dall’eterna aspirazione dei velisti di fare regata con la stessa barca con cui si va in vacanza. Si pensi che anche la piccola Star, a bulbo come gli yacht, nacque con cabina, poi abolita. Di fatto i prototipi e le barche “tiratissime” non sono mai mancate nella Palermo Montecarlo, ma, per quel che ci risulta, vengono inserite in questa stessa categoria…

Occorre osservare che la vela è certamente uno sport “difficile”, sia per l’organizzazione logistica necessaria alle regate, sia perché queste comportano dei rischi. Giocata fra vento e mare, in eterna trepidazione perché  si verifichino le condizioni meteo desiderate, la vela è uno sport difficile. Il peggio è – forse –  che non vuole neppure rendersi più facile e comprensibile. Così non è ben accetta, né al pubblico, né – tanto meno – alle reazioni sportive dei media.

Tornando agli yacht a vela della categoria Crociera – Regata, a sua volta divisa in classi in relazione alle dimensioni, essi utilizzano materiali sofisticati, sono molto alleggerite dispongono di vele grandi e potenti. C’è di più: chi volesse scorgere nelle rispettive caratteristiche, nelle linee d’acqua etc, il meglio dell’andar per male sotto vela, sarebbe fuori strada. Le scelte dei progettisti, infatti, sono mirate ad ottenere dei rating vantaggiosi rispetto alla formula. Tutto è mirato a far gareggiare insieme barche di dimensioni, lunghezza e superficie velica differenti: tutto ciò che giova viene penalizzato. Per questo i progettisti non esitano a peggiorare o “mascherare” un particolare positivo, magari a vantaggio di un altro. Queste barche – lo si voglia o no nascono per le competizioni molto più che per navigare al meglio. Quando vanno in gara vengono “svuotate” di ogni peso possibile. Hanno ben poco di turistico e crocieristico. Tanto meno gli equipaggi che includono dei professionisti ingaggiati per l’occasione…

Ripetiamo, mantenere la dizione “crociera” è uno dei tanti snobismi della vela, che si pagano in termini di comunicazione, d’immagine e …di sponsor. (G.S.)

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