Trump e Meloni

Dietro gli scontri, quale verità?

Se Luigi Pirandello fosse ancora in vita, come potrebbe commentare i violenti attacchi di Trump alla Meloni e le risposte di quest’ultima?

Certamente – pensiamo noi – l’autore di “Uno, nessuno e centomila” ben saprebbe spiegare che cosa si nasconde dietro le parole sarcastiche del presidente americano perché, spesso, la verità non è semplice da decifrare e le ipotesi che si possono avanzare sono più di una.

L’ipotesi più probabile, quella che sembra ammettere lo stesso Trump, il quale, per abitudine, non le manda certo a dire, indubbiamente, suona come un avvertimento: “Chi non mi asseconda nelle decisioni, prima o poi, la paga.” Questo sembra, infatti, essere il suo mantra, rivolto a tutti gli interlocutori, alleati o avversari che siano. Le elezioni nazionali italiane si avvicinano e un attacco di tale portata potrebbe indebolire la premier (soprattutto sul fronte economico), tanto più che, in questi giorni, sono in calendario importanti incontri economici bilaterali tra Italia e Usa, che rischiano di saltare.

Il 2025, per gli esportatori italiani nel paese a stelle e strisce, nonostante i dazi, è stato un anno d’oro, ma ora c’è da pensare al futuro e l’Italia non può permettersi di perdere una fetta di mercato così importante come quella americana.

E la colpa della Meloni, in questo caso, quale mai sarebbe? Forse l’avere rifiutato l’uso delle basi militari italiane agli Usa nella guerra contro l’Iran o c’è anche dell’altro?

Chiuso o, provvisoriamente chiuso, il conflitto con l’Iran, Trump ha dichiarato di voler chiudere, al più presto, anche quello russo-ucraino.  La UE, però, avendo imboccato con decisione la strada del riarmo e dell’industrializzazione bellica, vi si oppone. Forse, il Tycoon, usando delle invettive esplicite, sta, così, mandando anche un segnale ai governi europei? Questi, d’altronde, nel complesso, risultano ben più deboli di quello italiano che, finora, non ha mostrato crepe: Starmer, il primo ministro inglese, si è appena dimesso, Macron, ormai appeso a un filo, l’anno prossimo dovrà vedersela con le urne, il tedesco Merz non gode di un consistente appoggio popolare, Sanchez, poi, naviga tra gli scandali e ha le elezioni alle porte. In definitiva, Trump sa bene che, tra un anno, il quadro politico europeo potrebbe essere molto mutato rispetto a quello attuale e che, forse, non è il caso di dare troppa retta a dei leader dimezzati.

E la risposta della Meloni? Non si è fatta attendere: rimandando al mittente le insinuazioni del presidente americano circa la sua richiesta di visibilità, tramite foto opportunity con Trump stesso, ha precisato che il suo unico interesse è difendere la dignità dello Stato italiano, controbattendo con queste parole: “Dispiace che (Trump) non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’occidente.”

In conclusione: se le parole del presidente americano ci sembrano indubbiamente volgari e inaccettabili, è pur vero che la tradizionale politica italiana “dei due forni” con Trump risulta impraticabile. Delle due l’una: “o l’Italia continua a sostenere, come ha fatto finora, dei partner europei troppo spesso ostili agli interessi italiani o si adatta a sopportare gli sbalzi di umore dell’alleato americano.”

Del resto, educazione a parte, non si può certo dire che le scelte politiche del predecessore, Biden, con il suo appoggio alla guerra in Ucraina, contro la Russia, siano state vantaggiose per l’economia italiana.

Tertium non datur, purtroppo!       

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