Trump l’Iran e la prevedibile politica Usa

Trump e Melania. Grande presidente, grande moglie, grande amore per l’Italia. Trump mostra i muscoli ma non fa guerra. E’ uomodi pace e cerca di riscattare la sconfitta di Obama in Siria e nel Mediterraneo, dove l’america ha perso la guerra e l’onore…

Puntualmente la “valanga mediatica”, il “giornale unico” – così acutamente battezzato da Travaglio, che di solito lo legge, però, non ‘a dovere’, bensì’ al contrario –  si abbatte su Donald Trump. 

E’ addirittura infantile – ma si potrebbe dire astorico – considerare l’episodio e il comportamento di Trump e non “leggere l’accaduto“, inquadrandolo lungo la linea politica seguita dagli americani nel corso del tempo

Gli Stati Uniti, “tradendo” lo spirito del principio di Monroe “l’America agli Americani”, che aveva come una sorta di sottotitolo “non versiamo altrove il sangue degli americani” hanno accarezzato a lungo il sogno di divenire “i gendarmi del mondo” e hanno anche interpretato la parte in modo reale e, soprattutto, realistico e “credibile”, sin dalla prima guerra mondiale e fino ai primi decenni dell’ultimo dopoguerra. Successivamente – specie di recente – sono andati avanti, anzi indietro, con “il passo del gambero“, fino a divenire genericamente odiosi e perdere quasi del tutto quel ruolo da primattori che si erano cuciti addosso. Tale abito aveva assunto i colori variegati e “simpatici” dei “benefattori del mondo” al tempo del piano Marshall. Nel corso degli anni si era dimostrata, però la “malafede” originaria nel piano, teso a controllare le nazioni aiutate. Anche strettamente, tramite l’arma – che oggi è tanto attuale – della “finanza”.

Scriveva a tal proposito Luigi Barzini jr sull’Europeo – negli anni fra i ’50 e i ’60 fra i primissimi magazine  nazionali – che i soldati americani oltre oceano avevano visto le streghe quando erano apparse le prime scritte “Yankee go home“, …andate a casa!

Con molta modestia, chi scrive queste righe risponde a chi, abboccando alla corrente mediatica,. accusa Trump personalmente “pollice verso”: se in Europa “ci aspettiamo” che un qualunque presidente degli Stati Unita faccia quel che definiamo “i nostri interessi” prende una cantonata pazzesca. Anch’essa puerile…

E’ facile accusare Trump di tutti i “peccati” che continua a commettere l’Amerika, ma la realtà è quasi quella opposta. Donald Trump è il presidente che tende la mano a Putin (che lo difende pubblicamente dai suoi nemici americani),che la tende ai cinesi con i quali – però – non può non avere rapporti di concorrenza e gelosia. in questi “frangenti” The Donald se la cava egregiamente: in poco tempo, dopo le minacce daziarie,ha trovato un accordo equilibrato con la Cine e non è difficile accorgersi che il merito sia stato tutto suo suo. Anche perché Trump ha l’abitudine i far leva sulla stessa intelligenza dell’avversario politico che – del resto – essendo il grande skipper di barche da competizione come la Russia e la Cina, non può essere un cretino. Sembra facile eh? No, non lo è.

Donald Trump ha “fatto stringere la mano” fra Corea del Nord e Corea del Sud: un miracolo.

Il Taicun – soprannome attribuitogli per le doti dimostrate nei rapporti politico economico con l’intero Far East, dove si giocano le carte decisive in fatto di supremazia mondiale – ha risollevato l’economia americana, consegnatagli letteralmente “a pezzi” da Obama. Si ricordi che l’industria automobilistica americana e l’intera Detroit ara stata appena rivitalizzata – quasi salvata dal default totale – da un altro “gran’uomo” di nome Sergio Marchionne, che pur aveva in mano un’arma “spuntata” – considerata …mingherlina – costituita da una Fiat, a sua volta vessillifera della “Italietta“: la nazione invasa con la Jeep che adesso l’aveva acquistata e la costruiva…

Quella era “la Merica” che il “malvagio neo sovrano repubblikano” aveva preso in …dono.

Tornando alla Storia, gran maestra di vita, ce ne vuole stupidità per non comprendere che gli Yankee, tradendole raccomandazioni di Monroe, abbiano attraversato l’Oceano con armi e bagagli – ma soprattutto con le prime – per frenare la crescita dell’Europa.

Quale sarebbe stata la situazione nello scacchiere mondiale e nel nevralgico scacchiere mediterraneo, se l‘Europa di Leonardo, Galileo, Copernico, Marconi, Fermi ed Einstein, del Risorgimento, “dell’Illuminismo, di Hegel” e del loro contrario avesse continuato a fruire delle risorse dell’immensa Africa e del Medioriente, tutt’ora sfruttate “a mezzo servizio” e neppure?

No! L’ottocentesco presidente Monroe non aveva capito niente! Se ne stesse santificato nei libri di storia.”La Merica”, frattanto aveva sviluppato capacità industriali imprevedibili, inimmaginabili al di qua dell’Atlantico: la sua forza erano l’organizzazione della produzione, fino alle prime forme di produzione a catena. Su tale sviluppo tecnologico e industriale moderno aveva certamente influito la grande estensione del suolo “nazionale”, la moltiplicazione del mercato in quello di tanti stati con relative “capitali”. Il tutto senza problemi intermedi di dazi e assistito da risorse interne (petrolio) senza fine. Ce n’era e ce ne avanzava per dominare il mondo. Ma questo, al di qua dell’Oceano, non fu capito. Neppure dopo che,nella prima guerra mondiale, s’erano visti sbarcare tanti soldati,meglio vestiti e meglio nutriti dei “nostri”, armati con fucili a ripetizione che,rispetto a quelli europei, …spaccavano le montagne.

 

 

Ecco come “la raccontano” i media. In un raid americano all’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq, è stato ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani, figura chiave di molto di ciò che è successo in Medio Oriente nell’ultimo decennio. Trump rischia davvero di innescare un nuovo conflitto globale.

Quant’è cattivo questo Trump che …rischia la guerra mondiale per aver ucciso la figura chiave di molto di ciò che è successo in Medio Oriente nell’ultimo decennio…

Trump non ha fatto altro che, “deragliano” dai binari della propria vocazione politica, compiere un atto in perfetta linea con ciò che i massimi poteri finanziari Usa vorrebbero che lui sempre facesse. Ma è, del resto, normale che un americano faccia …la politica americana. Talvolta eh? Trump ha tentato e tenta, infatti, in tutti i modi di rimanere sui suoi binari preferiti – quelli della pacificazione e della trattativa, anche a braccio di ferro – ma non sempre ciò è possibile, non sempre è bastevole, sia in considerazione della realtà …casalinga, sia in relazione a ciò che fanno gli avversai in campo internazionale. Chiaro?

Il columnist musulmano considerato il maggior esperto di Medio Oriente Hassan Hassan ha definito l’omicidio di Soleimani “probabilmente il più significativo e importante dell’ultimo decennio”.

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