La bellezza e i problemi di Sferracavallo sono stati i protagonisti di un pomeriggio di riflessione in comune all’Hotel Bellevue. Il tempo è trascorso appassionandosi a nuovi programmi, non meno che al ricordo di fascinose e misteriose storie di mare, di pesca, ma anche di agricoltura. Titolo del convegno: Accendi un faro su Sferracavallo, Un ponte per lo sviluppo. Sottotitolo: Dalla Belle Epoque al degrado.
Si sono succeduti al “saluto” due assessori comunali, Giusto Catania e Leopoldo Piampiano, assieme a Lina Bellanca, Soprintendente ai BB.CC. AA. di Palermo, Giuseppe Fiore, presidente della VII Circoscrizione Lions e Vincenzo Piombo Presidente della Circoscrizione Mondello Sferracavallo.
Il convegno è stato voluto dal Lions club Palermo Normanna, presieduto da Erminia Bentivegna, coordinatore del servizio Vito Giunchiglia.

Al microfono si sono succeduti per tutto il pomeriggio numerosi esperti della realtà di Sferracavallo, che hanno lamentato l’inerzia storica delle amministrazioni, accennando all’assurdo di un borgo marinaro così trascurato, pur al centro di due splendide riserve naturali, da Capo Gallo a Isola delle Femmine. In esse si trovano vaste formazioni ad estensione delle scogliere in “trottoir a vermeti“: ricordano i marciapiedi (trottoir in francese) e sono una piattaforma carbonatica litoranea che si espande verso il mare, formata in seguito ad un processo di cementificazione di gusci di alcune specie di molluschi (Vermetidi). Tale concrezione, che ricorda la barriera corallina, è di notevole rarità.
I due assessori presenti (Sferracavallo ricade nel territorio comunale di Palermo) si sono impegnati a profondere il proprio impegno personale e quello della giunta comunale (in rappresentanza del Sindaco) per colmare il visibile ritardo in cui versa tutta la realtà sferracavallese. La borgata turistica, ricca di bellezza e tradizione, nota in tutto il mondo, è stata tenuta finora alla stregua di una qualunque periferia urbana. Tutto ciò nonostante la presenza di rinomati ristoranti del pesce e le indiscusse attrattive paesaggistiche…
E’ stato considerato un successo riunire in un unico convegno i rappresentanti delle numerose associazioni e dei comitati che si occupano della “valorizzazione” di Sferracavallo, i cui rappresentanti sono stati chiamati a parlare.
Si è additato come un “ecomostro” il mercatino del pesce, mai utilizzato, realizzato in muratura sul mare. Di esso, ha detto Giusto Catania, si attende la distruzione, provvedimento discutibile in alternativa ad un riutilizzo con differente destinazione…
Si è parlato della passerella a mare che dev’essere rifatta e di cui esiste un progetto in pietra al Comune.

E’ stato chiarito che alcuni problemi urbanistici troverebbero teorica soluzione nel PRG (Piano regolatore generale), ma questo strumento finisce per incombere sui singoli e gravi problemi, divenendo esso stesso un ostacolo burocratico.
Si è accennato al rilievo che potrebbe assumere la Villa Arezzo, residenza nobiliare e, al contempo, sede di una delle antiche tonnare del palermitano…
Solo di striscio si è parlato dell’antico stabilimento balneare che – secondo chi scrive – potrebbe essere la maggior attrattiva di Sferracavallo, perché trattasi di una autentico monumento tuttora frequentabile e destinato all’uso originale. Si tratta di un insediamento sul mare con cabine in muratura rimasto esattamente com’era ai primi del ‘900. E’ un lido “pre mondellano” dei palermitani di cui si parla poco, distratti dalla demagogia sulla altrettanto antica funzione di Romagnolo, di cui – però – non resta nulla.
Non poteva mancare un colorito accenno all’utilizzo, da anni improprio e inadeguato, della “Baia del Corallo“, altra “perla”, ma soltanto potenziale della realtà sferracavallese…
Ultimo protagonista in ordine di tempo, ma non d’importanza, il Circolo Velico Sferracavallo, nato da appena tre anni, ma già in grado di ospitare due grandi regate di cui una internazionale: un modo atteso da tempo per “sdoganare” la realtà attuale – in tempi moderni – da un quadro troppo antico, pur non offendendo la lunga tradizione peschereccia del luogo…
Il Circolo velico è stato fondato da Giuseppe Giunchiglia e vanta come prime campionesse le giovani azzurre Sofia e Marta Giunchiglia, in equipaggio di coppia sull’acrobatico “skiff” 29er.
I pescatori che fondarono Sferracavallo vi si recavano originariamente dal mare, quasi fosse un’isola, in carenza di strade, richiamati dall’abbondanza di pesce, in alternativa al golfo di Palermo. Successivamente, pare abbiano “fondato” Balestrate e San Vito Lo Capo.
Oggi San Vito, nonostante il suo isolamento o, forse, grazie anche ad esso, ha avuto uno sviluppo turistico cui Sferracavallo guarda come esempio.
Una partecipazione tanto numerosa e corale all’importante convegno, che si è detto sarà ripetuto nel 2020, non può che fare sperare in una possibile soluzione dei tanti problemi agitati nel corso del pomeriggio in cui un magico tramonto non ha mancato di salutare gli ospiti dal terrazzo del Bellevue. Ma teniamo presente quanto interesse abbiano anche Palermo e i palermitani a veder finalmente valorizzata in modo adeguato la loro bella e storica borgata sul mare.
Qualcuno ha auspicato la possibilità di sovvertire quanto contenuto nel sottotitolo del convegno. Cioè iniziare un percorso “dal degrado alla Belle Epoque”.
Germano Scargiali
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E adesso 2 Filmati
Una nota leggenda – peraltro disattesa da indagini storiche specifiche – afferma che su quello che è poco più che uno scoglio (Isola delle Femmine) sorgesse un tempo un carcere per sole donne. Al contrario si può osservare come oggi sia di certo un luogo, non solo simbolico, di rinascita della vita per gli animali, in particolare uccelli e pesci. Sul nome si avanzano, invece, altre ipotesi tutte legendarie…
L’isola è teoricamente di proprietà privata, ma per legge ne è escluso ogni utilizzo, nonostante i tentativi di realizzarvi un Hotel. L’isola si può osservare soltanto da terra e circumnavigare, non altro. Le barche da diporto possono ormeggiarsi a un campo boe e, se trovano modo, i passeggeri possono godersi una nuotata. Le acque hanno fama di essere attraversate da correnti anche pericolose per i non provetti nuotatori. Ma le leggende fioccano: forse lo è anche la notizia che in un angolo non rivelato dei fondali viva una piccola colonia di autentico corallo rosso… Rappresenta una curiosità per i turisti e gli ospiti che vanno e vengono dall’aeroporto di Punta Raisi.
Ecco, infine, un Modello 3D della Riserva Naturale Orientata di Capo Gallo con i sentieri della riserva da noi proposti e la Torre Semaforo sulla cima del monte.








