Salvare la tonnara di Favignana: Regione all’attacco per il 2020

I primi tonni sono entrati nella “camera della morte”. Fra poco inizierà la mattanza. C’è chi la paragona alla corrida, ma è vera e propria pesca, secondo una tradizione che si perde nei secoli lontani. La cultura della tonnara era patrimonio comune fino alla passata generazione.

Grande tonnara di Favignana “tira e molla”. Data per certa e poi negata dalle “solite” norme restrittive che – oltre a sottovalutare la disponibilità dei tonni in Mediterraneo – finisce con il penalizzare la pesca siciliana, la tonnara di Favignana ha finito per non essere “calata” in mare. Il danno per l’economia locale, anche per i riflessi sul turismo, è enorme…

La regione siciliana, perciò, reagisce…

Su proposta dell’assessore per l’Agricoltura e per la Pesca mediterranea, Edy Bandiera, il Governo Musumeci, a tutela del settore siciliano della pesca e della storica ‘tonnara fissa’ di Favignana, ricorrerà, attraverso l’Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana, avverso i decreti di ripartizione delle quote di tonno rosso in Sicilia, recentemente emessi dal Ministero delle Politiche Agricole,  che di fatto hanno portato alla immediata chiusura della tonnara di Favignana.

Lo rende noto l’assessore per la Pesca mediterranea, Edy Bandiera, al termine della Giunta di Governo, tenutasi nella tarda serata di ieri.

“L’assegnazione delle quote di pesca – ha affermato l’assessore – pari ad appena 14 tonnellate, al massimo bastevoli per una barchetta con due pescatori, non sono certamente compatibili con un progetto serio, come quello della riapertura della tonnara di Favignana. Per questa storica realtà sono stati compiuti seri investimenti di centinaia di migliaia di euro”.

“Da mesi – prosegue Edy Bandiera – chiediamo al Governo un totale cambio di rotta sul tema del riparto nazionale delle quote per le tonnare circolanti e fisse e di non ignorare i principi fondamentali di equità, sostenibilità finanziaria ed equilibrio tra tutti gli operatori, previsti dal Regolamento comunitario vigente”.

“In assenza e nelle more di atti concreti da parte del Governo nazionale, che oggi mancano del tutto – conclude l’assessore alla pesca – con l’atto approvato ieri, chiediamo il pronunciamento del tribunale amministrativo competente”.

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Si tenga conto che i tonni, come altri pesci pelagici (alalunga, sgombro…), sono così numerosi nel Mediterraneo da rischiare di “saltare dentro i porti”. L’espressione è del compianto Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto pesca di Mazara, scomparso – purtroppo prematuramente da meno di due anni…

Tutti i pescatori lo sanno bene e la pesca “fuori legge” è all’ordine del giorno. Da anni i tonni si pescano di regola con le “tonnare volanti“, grossi “ciancioli“, reti a circuizione che si calano in alto mare, intercettando i tonni prima che giungano alle tonnare fisse. Questo ne ha decretato la chiusura, ma alcune – come quella favignanese –  sono talmente ben posizionate da poter rendere ancora un sufficiente “pescato”… E’ noto come Giapponesi e coreani vengano a prelevare i pregiati “tonni rossi” senza controllo alcuno in acque extraterritoriali. Lo stesso fanno i paesi extraeuropei del Mediterraneo Francia e Spagna hanno ottenuto quote maggiori dell’Italia. Nella penisola viene privilegiata la marineria di Salerno… Inoltre, Bruxelles e Roma ragionano rispondendo a principi “naturalistici”, ma chiaramente ideologici.

(Testo da comunicato commentato da Germano Scargiali)

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