Più noto nel mondo che non nella “distratta” Italia, è morto il filosofo e accademico Remo Bodei, professore di Filosofia all’
Pochi capiscono o sanno che nel pensare comune la filosofia è presente, che i filosofi hanno sempre da una parte interpretato e d dall’altra costruito pensieri ed opinioni… E’ sperabile che in un momento come questi in cui viene meno “un grande filosofo italiano” che quasi nessuno”in giro” conosce,ci faccia riflettere…
Carneade chi era costui? Si chiede Don Abbondio rendendo famoso un piccolo filosofo dell’antichità.
Appunto: Bodei, chi era costui?
Da filosofo Bodei si interessò di amore e felicità, approfondì Sant’Agostino abbracciando quindi una visione della realtà legata all’idealismo filosofico, ma senza condividerne gli “sbandamenti materialistici” che seguirono in parte l’idealismo di Hegel (sinistra hegeliana).
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Si potrebbe osservare che qualunque filosofo dev’essere “laico“. Attorno a questo aggettivo – però – la “neolingua” o “non lingua” attribuisce significati peregrini: anti clericale per esempio… Ma abbiamo spiegato altre volte che il laicismo è solo una posizione anche momentanea del pensiero ed è caratteristica di ogni scienza, inclusa certamente la filosofia, definita nei classici “scienza delle scienze. Perciò dovrebbe ricordarsi che non può esistere conflitto fra scienza e religione che sono due cose diverse, la prima basata sulla ragione, la seconda sulla fede.Ciò non toglie che uno scienziato possa essere credente e che nella religione il ragionamento (teologia) possa avere una logica…
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E’ Remo Bodei stesso a confermare (scopriamo solo adesso la citazione) quanto chi scrive affermava all’inizio…
“Malgrado i ripetuti annunci – dichiarò Bodei un giorno al Corriere – è certo che la filosofia, al pari dell’arte, non è affatto ‘morta’. Essa rivive anzi a ogni stagione perché corrisponde a bisogni di senso che vengono continuamente – e spesso inconsapevolmente – riformulati. A tali domande, mute o esplicite, la filosofia cerca risposte, misurando ed esplorando la deriva, la conformazione e le faglie di quei continenti simbolici su cui poggia il nostro comune pensare e sentire”.
Bodei, laico per definizione, ha studiato a fondo – però – il pensiero di Sant’Agostino condividendone una buona parte. E’ significativo quanto lui, indicato sommariamente ma certo non a caso come “di sinistra”, si interessi a Sant’Agostino, cioè al filone centrale del pensiero platonico che – come qui scriviamo spesso – finisce con apparente paradosso a stabilire le fondamenta (errate) del materialismo storico (Marx) e prima ancora della rivoluzione francese (illuminismo).
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Per i lettori più interessati e curiosi vediamo che cosa dice del pensiero di Bodei Wikipedia (con qualche leggera nota modifica a chiarimento)…
Potrà notarsi come il suo interesse per Sant’Agostino (soltanto “Agostino” in filosofia) in una prospettiva biblica, oltre che legata -purtroppo – all’idealismo platonico dimostra i limiti della sua laicità. Ripeteremo fino alla noia che sia Platone, sia Agostino capirono alla fine della vita l’errore di quell’aspetto fondamentale del loro pensiero (un Dio perfetto non può aver creato che un mondo perfetto, il che riduce ad uno il cosmo e la storia, dal suo inizio alla fine) che tanto danno ha provocato al pensiero umano incluso quello corrente.
Bodei, infatti, si interessò a fondo della filosofia classica tedesca e dell’Idealismo, esordendo con la fondamentale monografia Sistema ed epoca in Hegel, dopo aver già tradotto in italiano l’importante Hegels Leben (Vita di Hegel) di Johann Karl Friedrich Rosenkranz. Appassionato cultore della poesia hölderliniana, all’autore dell’Hyperion dedicò saggi di notevole interesse.
Con il volume Geometria delle passioni estese la sua meditazione anche a protagonisti della filosofia moderna come Cartesio, Hobbes e soprattutto Spinoza. Studioso del pensiero utopistico del Novecento, in particolare del marxismo eterodosso di Ernst Bloch e di autori ‘francofortesi’ come Theodor Adorno e Walter Benjamin, intervenne nella discussione sulla filosofia politica italiana, confrontandosi e dialogando in particolare con Norberto Bobbio, Michelangelo Bovero, Salvatore Veca e Nicola Badaloni.
Nei suoi studi sull’ estetica curò l’edizione dell’Estetica del brutto di Johann Karl Friedrich Rosenkranz e analizzò in particolare concetti centrali come le categorie del bello e del tragico. Costante la sua attenzione per Sigmund Freud e gli sviluppi della psicoanalisi, per le logiche del delirio e per fenomeni in apparenza quotidiani ma sconvolgenti come l’esperienza del déjà vu. Filosofo di una ragione laica, sulla scia di Ernst Bloch, autore di Ateismo nel cristianesimo, cercò di distillare anche nel teorico del compelle intrare, Agostino d’Ippona, le possibili linee di un “ordo amoris” capace di assicurarci quell’identità in cui, come vuole il Padre della Chiesa, saremmo noi stessi pienamente: dies septimus, nos ipsi erimus (“il settimo giorno saremo noi stessi”).
Nel 1992 vinse il Premio Nazionale Letterario Pisa Sezione Saggistica.
Bodei inoltre curò la traduzione e l’edizione italiana di testi di Hegel, Karl Rosenkranz, Franz Rosenzweig, Ernst Bloch, Theodor Adorno, Siegfried Kracauer, Michel Foucault.
Molti suoi lavori hanno per oggetto lo spessore e la storia delle domande che riguardano la ricerca della felicità da parte del singolo, le indeterminate attese collettive di una vita migliore, i limiti che imprigionano l’esistenza e il sapere entro vincoli politici, domestici e ideali. Già in Scomposizioni (1987), affrontò alcuni temi della genealogia dell’uomo contemporaneo e propose la metafora della geometria variabile per indagare le strutture concettuali ed espositive che, contraendosi o espandendosi sino a noi, orientano la percezione e la formulazione di problemi. La sua analisi dell’interazione di queste configurazioni mobili proseguì in Geometria delle passioni (1991) e in Destini personali (2002) che hanno avuto rilevante successo di pubblico.
I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue. Alla divulgazione dell’amore per la filosofia dedicò alcune conferenze e un libro (Una scintilla di fuoco, 2005).
Negli ultimi tempi stava lavorando sulla storia e sulle teorie della memoria.
(Ricostruzione di Germano Scargiali da varie fonti con commenti originali)







