I 18 milioni di italiani in movimento – praticamente in vacanza – parlano ancora una volta chiaro su questa “strana crisi“, che ha aspetti sui generis: una crisi spesso “da ricchi“, dove non manca tanta gente che “se la passa vene ” e può spendere…
Il fenomeno turistico rispetta, anche le complesso, le tradizioni e cresce a tutto favore dell’Italia, meta di pregio, se è vero che si presentano “ospiti” da nuove provenienza: oltre che dal solito Giappone, dalla Cina e dal Far East, ma anche dal Centro America,mentre fanno capolino i primi turisti …dall’Africa. Ben riconoscibili dai soliti extracomunitari…
Questo sintomo evidente si può commentare in vari modi anche disegno opposto. Anzitutto contraddice i profeti di sventura che si fanno presaghi e messaggeri di imminenti e future sventure economiche. Per converso, anche questo atteggiamento può essere inquadrato, per la sfiducia che “semina” soprattutto nelle nuove generazioni, in una lunga serie di tentativi di danneggiamento nei confronti della realtà sociale e civile…
I cosiddetti “giovani“, che troppo vengono distinti dai cosiddetti “vecchi”, andrebbero – invece – incoraggiati (è ovvio), anche con l’evidenza dei grandi passi che l’umanità compie in campo scientifico, tecnologico e – per di più – sul terreno della collaborazione internazionale (medicina, tentativi costanti di pacificazione, nonostante certe apparenze). Invece, c’è chi – con l’aria di sapere tutto, con toni profetici a buon mercato – lancia previsioni di guerra e di fame, depauperazione delle risorse… Tutti argomenti che – di fronte a tanta vera scienza in movimento – hanno la sola scientificità della fantasia dei pessimisti, in buona o in cattiva fede, che sono considerati da sempre in campo culturale …dei veri “nomadi del pensiero“. Così dai “buoni pensatori” e dai “veri scienziati” che sono la maggioranza, pur se a volte meno ascoltata…
Non sempre – anzi è il contrario – amplificare la voce di chi vede meno problemi e ne fornisce la soluzione costituisce un vantaggio, per la speculazione. Spesso, proprio i problemi rendono proprio “perché esistono”.
Leggevamo una massima di Albert Camus, secondo la maggior disgrazia non è tanto non essere amati, quanto il non amare. Non c’è cosa peggiore – a questo unto – di non amare il futuro. Di fronte al progresso della storia recente, un cuore aperto non può dispiacersi più di quanto lo faccia per la brevità della vita che – in questo momento – non gli consentirà il semplice partecipare al progresso dei prossimi cento anni…
Ma ciò che vogliamo ribadire – come abbiamo spesso accennato – è che c’è qualcuno o qualcosa che si oppone visibilmente al progresso all’interno della realtà sociale e civile.
Questo “grande colpevole” che ipotizziamo si opponga alla crescita e allo sviluppo sin da quando tale “realtà” civile dimostrò di essere capace di creare il cosiddetto “boom“, fenomeno e termine che vide la luce – come sappiamo – nientemeno che in Italia e, poi, venne notato in tutto il mondo industriale… Chi si oppone alla crescita teme gli effetti del boom ben più di quanto non tema gli effetti di una crisi come quella del 1929 o di quella provocata dalle “bolle” più di recente…
Il grande nemico della crescita – che …le ha provate letteralmente “tutte”, circa dal 1970 ad oggi, ma anche prima, per impedirla o arrestarla continua oggi con nuove e più raffinate armi… Agisce anche dubitando pubblicamente di tutto ciò che – con palmare evidenza – era successo nel dopoguerra, cioè il passaggio dalla povertà diffusa al benessere diffuso, includendola cosiddetta “ricostruzione” seguita in Italia dalle Olimpiadi di Roma e poi dai veri e propri anni in cui si giunse alla …coscienza del boom in atto: il cosiddetto miracolo economico.
Letterali “mazzate” sono state inferte alla piccola iniziativa, all’artigianato, alla piccolissima industria, all’autoccupazione: una realtà complessiva che costituiva l’indiscusso humus di quello sviluppo, a valle del progresso tecnologico (enorme in pochi e attribuito falsamente alla stessa guerra).In realtà questo progresso era stato innescato negli anni 30 ed era giunto al 1940,anno che presentava già tutte le caratteristiche dell’epoca del “miracolo”.
Da allora i “provvedimenti in negativo” per frenare la crescita, iniziati sull’ala di una malintesa rivendicazione sociale (socialcomunismo) e dei madornali errori del marxismo, continuano. Si noti come i massimi rappresentanti della mondializzazione prediligano ancor oggi il cosiddetto “capital socialismo”, che favorisce i monopoli. Mentre una cappa di piombo sull’economia si forma ad opera del potere finanziario.
Uno degli effetti – o dei metodi – visibili è quello di attribuire grande valore al denaro in sé,quasi fosse oro, cercando di mantenerne con artificio fisso il valore nel corso del tempo. Ciò – riducendo a zero la svalutazione e mettendo il mondo di fronte al rischio della deflazione – risulta distruttivo per l’economia, la crescita e lo sviluppo e le iniziative imprenditoriali piccole e grandi…
Sorge il dubbio del perché la grande industria non reagisca. La risposta può essere nell’evidenza che la proprietà sia, a monte, la stessa di quella delle banche…
Ma tornando all’inizio dell’articolo, possiamo notare che l’operazione tesa all’impoverimento generale riesce solo relativamente. L’economia di mercato possiede una forza interna – insieme al sostanziale liberismo – tale da produrre sempre di più di quanto non preveda il “potere cattivo” . E non c’è dubbio che tutto ciò, dispiaccia a chi manovra nell’ombra, sostenuto anche da certi moralisti e da certe ideologie che paradossalmente si alleano con …il peggio che c’è.
Germano Scargiali
Rinnoviamo, infine, l’invito a pensare a Gesù nel Presepe e al Suo messaggio frugale. Solo nel senso di questo messaggio la frugalità e la modestia, assieme all’amore, devono presiedere al nostro comportamento. Non certo il pessimismo verso una natura maligna, a monte della quale l’Umanità ha – comunque – concepito un Dio che gli ha donato vita, conoscenza e ragione, non certo per farle fare una brutta fine ad opera di una Natura che non se ne accorgerebbe nemmeno… (G.S.)







