Lo sfondo è quello del 25 aprile a relative celebrazioni. Il Ministero della Difesa, guidato da Elisabetta Trenta (5Stelle) ha aperto un’istruttoria nei confronti del generale di brigata dell’Esercito Paolo Riccò, che a Viterbo nel giorno della Liberazione ha abbandonato la cerimonia in seguito agli “attacchi” del presidente locale dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani) Roberto Mezzetti, giudicandoli “insulti all’esercito”.
La verità sottostante è ovvia: Continuano a far discutere le celebrazioni istituzionali per il 25 aprile…
Per quel che si sa, la richiesta d’indagine è partita dallo stesso gabinetto del ministro della Difesa. I suoi collaboratori più stretti avrebbero suggerito di far partire l’iter per verificare se il generale dell’Aviazione dell’Esercito, Aves, sia stato manchevole o meno nella sua condotta. Qualora si dovesse stabilire che abbia agito in maniera non consona, rischierebbe un provvedimento disciplinare.
Non vogliamo dire qui che fra i doveri di chi rappresenta l’Esercito, dal soldato al generale, c’è quello di reagire di fronte di chi insulta la Forze armate. Né che l’intera atmosfera del 25 aprile è un insulto ai morti di El Alamein, della Russia e di tutti i fronti, che combatterono e morirono indossando l’uniforme con le stellette. A noi certe parole, certe frasi, certe allusioni, sembrano assurde. Anche perché la stessa Italia repubblicana ha insignito di medaglie d’oro e d’argento chi, in quella veste, si distinse per eroismo.
L’esercito regolare italiano fu eroico, indipendentemente da tutto ciò che avvenne poi e in contemporanea nel nord Italia. Fu sorprendentemente eroico per lo stesso giudizio dei tedeschi e degli inglesi che – meglio armati e con l’aiuto delle forze dell’intero Commonwealh – subirono perdite enormi prima di giungere alla prevedibile, anzi inevitabile, vittoria nel deserto…
Egregiamente si comportarono gli italiani anche in Russia fino a varcare il Dnieper, prima che a sconfiggerli fosse l’inverno e le armi e gli aiuti forniti al nemico dagli americani.
Non è chiaro, a questo punto, perché l’area pentastellata del governo continui a scagliarsi contro le Forze armate, anziché difendere quelle divise che oggi contribuiscono certamente al buon nome dei militari e dell’Italia intera.
Il Generale Riccò aveva incassato gli elogi di moltissimi italiani. Mezzetti (Anpi) aveva lanciato, invece, accuse pesanti – aggiornate all’oggi – nei confronti dei soldati italiani, anche per aver ucciso civili in Afghanistan, fatto non confortato da alcuna prova.
Anni fa era avvenuto che l’ex comandante del Coi, Generale Marco Bertolini, si comportò in modo analogo a Riccò in un convegno sui caduti dell’Afghanistan, quando qualcuno lanciò illazioni contro i “suoi” militari. Non fu aperta alcuna istruttoria…
Molte critiche piovono adesso sul Ministro Trenta… Osservano, gli esponenti delle forze armate che dovrebbe pensare più a difendere i suoi uomini e le sue donne che mostrare “…quel lato pacifista che non piace a nessuno e offende le divise”.
Il maresciallo Marco Cicala, rappresentante del Cocer Interforze, chiarisce frattanto a tal proposito: “…Il generale Riccò, in base ai fatti, non ha violato né regolamenti né etica militare. Al contrario, il suo stile umile e di difesa delle forze armate è in piena coerenza con un giuramento prestato decine di anni fa (è il dovere di difendere la dignità dell’Esercito contro chi lo ingiuria cui ci riferivamo sopra). “Non solo – conclude il maresciallo – tutta la carriera di Riccò e questi stessi esempi giovano, sia alla coesione interna alla Difesa, sia al popolo italiano”.
Insomma, sarebbe ora che gli italiani recuperassero quel rispetto per le istituzioni odierne, che tengono alto il prestigio dello Stato e della Nazione, come le Forze armate, senza cedere a stereotipi, atteggiamenti e tanto meno a scelte di campo che appartengono senza alcun dubbio al passato.
Sergio Natoli
________________________
- Co.Ce.R. (Consiglio Centrale di Rappresentanza): organo centrale, a carattere nazionale ed interforze, articolato in sezioni di Forza Armata o di Corpo Armato rappresenta unitariamente il personale dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera (da Wikipedia).








