Buoni sì, ma fessi no! Si sa bene quel che si dice dei tre volti buoni. L’Italia è il paese “più civile del mondo”, tre volte civile, fino alla stupidità. Tanto più che la qualità della vita, fosse per l’organizzazione dello stato, è decisamente carente… E dire che c’è ancora chi accusa l’Italia di poco senso dell’ospitalità verso i fatidici “migranti”, eufemisticamente definiti “richiedenti asilo”. Sia chiaro che provare compassione per queste persone e studiare possibili rimedi ai loro problemi non equivale ad osservare l’assurdità di quanto avviene oggi nell’Italia “umana troppo umana” di oggi.
Forse val la pena di ricordare certi problemi che affliggono pesantemente l’Italia di oggi. Se ne parla ossessivamente – anche ‘grazie’ alle paternali dell’UE – ogni giorno che passa: il debito pubblico, la spending review, le ristrettezze della finanziaria, che comporta risparmia ciò che è indispensabile, come la salute pubblica e l’istruzione scolastica, gli aiuti alle madri italiane, il reddito di cittadinanza ai giovani “parcheggiati” senza occupazione…
Ciò che accade supera il limite del paradosso e persino dell’immaginazione…
Nel solo 2018, 60.000 migranti si sono opposti alle autorità che negavano loro lo status di rifugiati. Ebbene, ad oltre 21.000 tra questi è stato concesso il patrocinio gratuito: fino a 1.200 euro per causa, a carico dei contribuenti.
In ambito civile, nel 2018 sono state 4618 le istanze di patrocinio dello Stato valutate in via preliminare dal consiglio dell’organo di rappresentanza dei legali presentate da richiedenti asilo sulla cui ammissione poi il giudice ha la parola definitiva. Circa il 50% delle richieste totali nel civile con una liquidazione media per ciascun legale di 800 – 900 euro a procedimento (il dato non è ufficiale, ma riferito da fonti qualificate).
E’ un numero che continua a crescere. Ogni anno, lo Stato italiano mette a disposizione un grosso budget per ciascun Tribunale (ben 15 milioni di euro circa solo per Milano), che pure include varie spese per l’amministrazione della giustizia, ma queste rientra pesantemente anche una voce da destinare all’istituto – di per sé frutto di grande opportunità ed evoluzione civile – del gratuito patrocinio…
Allorché il capitolato di spesa si esaurisce, le note vengono comunque liquidate dai giudici agli avvocati che però non vengono pagati perché mancano le risorse. Come Ordine – spiegano in tribunale – il problema è quello delle disponibilità finanziarie per liquidare le note…
E’, quindi, evidente che le somma stanziate dallo Stato non sono sufficienti, anche alla luce dell’incremento delle domande degli immigrati, il cui diritto all’avvocato finisce già per rendere difficoltoso quello prestato ai nulla tenenti italiani.
Clamorosa e gravissima è adesso la denuncia avversa a questi ‘avvocati avvoltoi’ che di notte vanno a caccia di richiedenti asilo a Stazione Termini per offrire la propria assistenza in ricorsi fantasma a spese dei contribuenti italiani…
Fra le novità dell’ormai imminente decreto sull’immigrazione, che la rivista online Vox ha battezzato ‘decreto Pamela’ – perché vi sono previste norme che avrebbero cacciato Oseghale ‘prima che facesse la ragazza a pezzi’, è prevista anche la lotta ai ricorsi dei richiedenti asilo che si sono visti respingere la richiesta.
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Secondo Matteo Salvini, questa realtà intasa i tribunali pesando sui contribuenti e arricchendo gli avvocati delle Ong e delle Coop.
Ecco perché, nel suo decreto quando era ministro, ha inserito l’eliminazione della reiterazione delle impugnazioni.
Il patrocinio gratuito garantito in questi casi ai migranti, arricchisce “la lobby degli avvocati d’ufficio”. Oltre – come già detto – ad intasare le aule dei Tribunali e pesare sui contribuenti.
E’ chiaro che il gratuito patrocinio, di casi spesso perfettamente analoghi, non comporti una gran fatica per i legali che vi si “impegnano”…
I gratuiti patrocini non si limitano ai richiedenti asili pakistani, nigeriani e bengalesi, per conto dei quali si fa ricorso a spese degli italiani, facendoli rimanere in Italia per anni, nelle more del processo. Lavorano a tutto tondo contro gli italiani:
Quantomeno si affermi questo principio: Niente reddito di cittadinanza per gli immigrati. E’ una delle battaglie della Lega di Salvini. Il fatidico contributo, quel “presalario”definito redito di cittadinanza, dello stato sarebbe sospeso fino a data da destinarsi. L’Inps ha emesso la circolare con cui ha congelato le domande presentate da aprile in poi dagli immigrati per accedere al sussidio: il sistema previsto per le domande di protezione è, però, gravato da un contenzioso che vede la previsione di ricorsi reiterati da parte dei migranti: che di fatto, in attesa di sentenza rimangono anni in Italia.
Per Matteo Salvini, al fine di scoraggiare il fenomeno dei ricorsi e diminuire i costi per i contribuenti, occorre eliminare la possibilità di reiterare l’impugnazione del provvedimento, nel momento in cui il migrante ha completato il percorso per la prima volta. Quindi nel decreto migranti sarà incluso l’addio all’assistenza legale gratuita per loro: è certo che se li devono pagare, smetteranno di fare ricorsi.
L’art 14 del decreto – nello specifico – prevede, al pari di quanto avviene già nel processo penale, che se l’impugnazione, anche incidentale, viene dichiarata improcedibile o inammissibile, nessun compenso deve essere liquidato al difensore.
Ancora, il secondo comma prevede che non possano essere liquidate neppure le spese relative alle consulenze tecniche di parte, se al momento del conferimento dell’incarico risultavano superflue o irrilevanti ai fini probatori.
Insomma, gli avvocati delle Ong non avranno più motivi – almeno pecuniari – per offrire il proprio patrocinio ai clandestini. E’ facile dubitare che, almeno di regola, continuino a farlo…
(Testo da varie fonti riordinato e commentato in reazione)
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Non c’è dubbio che, in Italia “teorica culla del diritto”,giustizia vuole che “tutti abbiano diritto alla difesa in giudizio, ” indipendentemente dalle condizioni economiche. Ciò vale in Italia sia per il penale,sia per il civile. La parità fra le due parti in causa venne introdotta per la prima volta nella storia paradossalmente dai tribunali della Santa inquisizione, di cui tanto male si dice. Da quel principio discese come conseguenza l’uso del “gratuito patrocinio“.
Si può negare tale diritto agli stranieri? La risposta è no, certamente in campo penale. Ma, insomma, quanto ci costano questi immigrati? Di fatto si accorda l’avvocato grati anche a chi faccia, praticamente, causa “all’Italia stessa” come tale. Siamo di fronte ad una causa che richiama molto il diritto amministrativo i cui contenziosi – per i cittadini italiani – hanno luogo davanti ad un tribunale che porta lo stesso nome. Il caso degli immigrati richiedenti asilo, non dovrebbe esulare dai normali contenziosi ed attraversare una prassi del tutto nuova?






