Usa ed Europa tra rivalità e piani Marshall

Europa: si veda come la Russia – in rosso cupo – ne faccia parte. C’è molta Parigi a San Pietroburgo e molto di questa a Parigi (Cultura, filosofia, arte…)

I rapporti fra gli Stati Uniti e l’Europa sconfitta (vedi  le due guerre mondiali) non sono storicamente idilliaci. Gli americani (e certamente Trump), fra l’altro, prendono atto delle attuali potenzialità di crescita del Mediterraneo. L’UE, per inciso, non comprende, invece, l’interesse che avrebbe allo sviluppo di quest’area, di cui i paesi rivieraschi sono certamente i più avvantaggiati (ma partono da situazioni pregresse di svantaggio). Tale sviluppo è comunque in atto, ma andrebbe accelerato, perché costituirebbe una ‘promtion’ inestimabile perl’intero continente.Questo è certamente il più piccolo ma resta un ‘faro’ di civiltà ed anche di scienza, oltre che di livello culturale (diffuso). Ecco la prova evidente: tutto il mondo  che cresce  dall’ovest all’est – vuole ‘sembrare europeo’ e come tale si atteggia quando può…

Gli Stati Uniti, come anche l’Inghilterra, temono – non a torto – di perdere, invece, qualcosa dalla cresciota del Mediterraneo. Anzi molto. Perché può bemn trattarsi di un exploit…

Il Mediterraneo, in conseguenza dell’impercorribilità di Panama da parte del gigantismo navale e la presenza ‘doppia corsia di Suez, vedrà crescere in modo esponenziale i suoi traffici che – a dispetto della sua ristrettezza (l’1% delle superfici acquee del mondo) – sono già il 40% di quelli mondiali. Inoltre l’inevitabile crescita dell’Africa e el Medioriente faranno il resto.

Come scriviamo spesso ciò sposta le lancette dell’orologio a prima del 1492: l’asse dell’economia mondiale torna in Mediterraneo.

La nuova economia in Mediterraneo sarà probabilmente egemonizzata dalla Russia, mentre – com’è noto – la Cina lavora per l’egemonia in Africa.

L’Europa avrebbe un ruolo solo se veramente unita. Se, cioè, si cementasse come un’unica nazione. Non lo sta facendo. Trump dovrebbe – comunque –  cambiare l’atteggiamento storico degli Usa nei confronti dell’Europa ed offrire vera alleanza. Sembra che lo abbia capito e che stia lavorando in questo senso. Altrimenti la supremazia della parte orientale del mondo (il contrario dell’Occidente) sarà presto nei fatti… L’Europa comunque, anche se non crescerà come Unione, diverrà in ogni caso più potete attraverso i singoli stati.

A tutto danno della storica politica di potenza degli americani

Un’ultima puntualizzazione. Difficilmente, a livello di piano Marshall, qualcuno fa ‘niente per niente’. Il piano Marshall vero e proprio, quello del dopoguerra, era mirato anche a consentire alla finanza Usa di tenere in pugno quella europea e del mondo. Da questo punto di vista il piano deluse gli americani. Tale supremazia fu realizzata solo in parte. Al contrario, gli aiuti del piano risollevarono veramente paesi come Germania e Italia, i grandi sconfitti della guerra…

Adesso è l’UE, con il suo servilismo nei  confronti della finanza Usa, a riaprire le porte a questa ‘potenza nella potenza’: l’alta finanza di Wall Street e dei potenziali monopolisti che lavorano alla mondializzazione a loro uso e consumo. Ma l’alta finanza non rappresenta ‘tutti’ gli americani. E’, invece, una sorta di nemico anche in ‘casa loro’. Come abbiamo già scritto, la vera guerra in atto nel ‘mondo libero’ è quella fra la finanza e l’economia. E come una guerra civile combattuta senza il rombo dei cannoni…

E’ molto chiaro, infatti, come Donald Trump guardi con molta ostilità ai finanzieri (i suoi nemici in patria), poiché rivendica il ruolo più alto della politica e dell’economia imprenditoriale. E’ quella che si indica comunemente come economia reale. Ma tale definizione è,in realtà, limitativa: esiste una sola economia, quella vera. E dovrebbe esistere una sola politica: quella che, in rappresentanza della sovranità popolare, rivendica la supremazia assoluta del potere politico su ogni altro… (Vedi l’ultimo capoverso).

L’Italia paese privileggiato

E Trump non scherza: dichiara amore per l’Italia (sua moglie siconsidera uin po’ italiana) e lomette in pratica. Invia aiuti molto consistenti in tempi dicoronavirus. Gli Stati Uniti invieranno in Italia materiale sanitario per 100 milioni di dollari: lo ha appena dichiarato il presidente americano Donald Trump spiegando anche che gli Usa stanno già fornendo respiratori all’Italia così come alla Spagna e alla Francia. “Giuseppe – ha aggiunto Trump riferendosi al presidente del consiglio Conte – era molto contento!” E’evidente lalungimmiranzadi Trump e la fortuna che abbiano avuto gli Stati Uniti a trovare questo presidente.Trump combatte con l’unica arma rimastagli,la diplomaziaelamano tesa una guerra altrimenti impossibile,m che vedeGli Stati Uniti di fronte ad una sconfitta che nion ipende da meriti da una parte ecolpe dall’altra: è una sconfuitta decisa dalla storia e dalla geografia.

Si noti da quest’articolo come tutto premi l’atteggiamento deisovranisti‘ che non a caso riscuotono (vox populi) un crescente successo elettorale in tutto il mondo.

Germano Scargiali

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