La Cina? ‘Una feroce dittatura’, parola dell’arcivescovo di Yangon!

Il Cardinale Charles Maung Bo, Arcivescovo di Yangon (Myanmar), è nato il 29 ottobre 1948, da una famiglia di agricoltori a Monhla, un piccolo villaggio del distretto di Shwebo, in arcidiocesi di Mandalay, nel cuore del Paese asiatico che si affaccia sul golfo del Bengala. È il più piccolo dei figli di U John e Julian Daw Aye Tin. Rimasto orfano di padre all’età di soli due anni, è stato affidato alla cura dei salesiani di Mandalay e alla luce del carisma di don Bosco ha compiuto tutta la propria formazione, in particolare gli studi svolti tra il 1962 e il 1976 nell’aspirantato salesiano Nazaret di Anikasan a Pyin Oo Lwin. Qui ha emesso la prima professione, il 24 maggio 1970, e quella perpetua, il 10 marzo 1976.

C’è chi colpevolizza decisamente la Cina per quanto sta accedendo in tempi di Covid 19. L’arcivescovo di Yangon Charles Bo esige che il Pcc chieda scusa al mondo e risarcisca i “danni per le distruzioni causate”.  Con sorprendente coraggio ha puntato il dito contro il regime cinese,  – secondo lui – responsabile delle peggiori nefandezze nella più assoluta mancanza di trasparenza…

“Il Pcc – ha affermato l’alto prelato – è una minaccia per il mondo intero”.

Il testo della dichiarazione è stato pubblicato sul sito della diocesi.

La verità vi farà liberi” è il titolo.

Yangon (da AsiaNews): “Il regime del Pcc, Partito comunista cinese, è il primo responsabile …della pandemia da coronavirus. …Sta producendo danni contro la vita in tutto il mondo e il popolo cinese è la prima vittima del virus, come è anche prima vittima di questo regime repressivo”.

Quella appena sintetizzata è l’accusa diretta e chiara che il card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon esprime in una dichiarazione appena resa pubblica alle 22.18 sul sito della diocesi. Per la prima volta, come cogliendo l’occasione dallo scoppiare dell’epidemia di coronavirus, originata a Wuhan (Hubei), una personalità ecclesiale si scaglia contro il regime cinese ritenendolo responsabile mondiale per i danni umani ed economici che la pandemia sta provocando e non solo

Accusando in modo diretto l’uomo forte Xi Jingping, il card. Bo ricorda il modo in cui le autorità hanno silenziato dottori, giornalisti e intellettuali che lanciavano l’allarme già in dicembre, attendendo fino al 23 gennaio per isolare Wuhan e l’Hubei.

Citando uno studio dell’università di Southampton, il Cardinale afferma che “…se la Cina avesse agito in modo responsabile una, due o tre settimane prima, il numero dei contagiati dal virus sarebbe stato minore rispettivamente del 66%, dell’86% e del 95%”.

Ancora Charles Bo. La presenza dell'apparato cattolico in Asia è la chiave di volta dell'evangelizzazione del mondo nell'imminente futuro, è la porta aperte verso la strada dell'ecumenismo come indicata da Gesù Cristo col tono di un mandato assegnato prima agli Apostoli e poi a tutti i Cristiani ed anche di una previsione...
Ancora Charles Bo. La presenza dell’apparato cattolico in Asia è la chiave di volta dell’ulteriore evangelizzazione del mondo nell’imminente futuro, è la porta aperte verso la strada dell’ecumenismo come indicata da Gesù Cristo col tono di un mandato assegnato prima agli Apostoli e poi a tutti i Cristiani ed anche di una previsione… Si rifletta che Bo, teologo di livello, era un bimbo povero nato nella sperduta provincia Birmana…

Chi pensasse che il governo cinese avesse mollatola presa del totalitarismo si ricreda: passando dalle accuse per aver provocato la pandemia alle richieste di “scuse e del pagamento dei danni per le distruzioni causate”, il porporato sottopone, poi, ad un esame la criminale negligenza e repressionedel regime comunista cinese, che opprime la libertà religiosa, ha distrutto migliaia di chiese, rinchiude in campi di lavoro forzato i musulmani, pratica espianto di organi dai prigionieri di coscienza, sopprime le libertà di avvocati, dissidenti e intellettuali.

Secondo il card. Bo, il Pcc “è una minaccia per il mondo intero”.

All’inizio il Cardinale ha richiamato il gesto di papa Francesco dello scorso 27 marzo, il cui il pontefice ha sottolineato che “siamo tutti sulla stessa barca”.

“In nome della nostra comune umanità – chiede Charles Bo  – non dobbiamo aver paura di rendere responsabile questo regime. I cristiani credono, con le parole dell’apostolo, Paolo (in realtà è l’apostolo Giovanni 8,32 -ndr), ‘la verità vi farà liberi’. Verità e libertà sono i due pilastri su cui tutte le nostre nazioni devono costruire dei fondamenti più sicuri e più forti”.

(Le notizie provengono dall’intervista rilasciata dal Card. Bo ad Asianews)

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