Se agli italiani gli ‘aiuti’ per l’epidemia non arrivano, giungono invece alla FCA (Fiat) ed ai Benetton. Sono decenni, del resto, che ‘ovunque’ (succede anche all’estero) si premiano smaccatamente i ‘grandi’ dell’industria e del commercio, per non parlare di quelli della finanza, e si perseguitano – letteralmente – le piccole e piccolissime aziende, ma anche i lavoratori autonomi, le cosiddette ‘partite Iva’. E dire che solo lasciandole libere e diminuendo la pressione fiscale,queste innescherebbero lo sviluppo e condurrebbero la Nazione al benessere degli anni del ‘miracolo economico’. Ben presto la crescita ricompenserebbe ampiamente anche il fisco…
I Benetton, dunque, come Fca? La famiglia veneta, azionista di Atlantia, secondo i ‘rumors’, starebbe pensando di chiedere un prestito garantito dallo Stato, sulla scia di Fca. Tutte le società della galassia del gruppo di Ponzano Veneto, da Autogrill ad Adr, scrive il Sole 24 Ore, starebbero sondando la possibilità di chiedere un prestito garantito dalla Sace, fino a un miliardo di euro. La Sace è una società per azioni del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti specializzata nel settore assicurativo – finanziario (ndr).
Chissà se sul negoziato peseranno i poco idilliaci rapporti con il governo successivi alle vicende Alitalia e soprattutto Morandi. Intanto, nei giorni scorsi, Atlantia ha ufficializzato la sua proposta al governo per chiudere la partita delle concessioni che si è aperta proprio con il crollo del Morandi.
La holding ha reso noto a mercati chiusi di aver predisposto “un accantonamento” nel suo bilancio “di 1,5 miliardi di euro per Autostrade per l’Italia a fronte della disponibilità offerta al Governo italiano di farsi carico di nuovi impegni economici per sconti tariffari e contributi allo sviluppo infrastrutturale del Paese. Gli oneri complessivi delle misure proposte da Autostrade per l’Italia ammontano a 2,9 miliardi di euro…”
La mentalità corrente, dopo anni di sindacalismo sfrenato e tentazioni marxiste, ha demonizzato l’utile d’azienda, ma solo quello del micro mondo del business. Il macro business ha, in relazione, letteralmente ‘carta bianca’. Al punto che – paradossalmente – i ‘grandi magnati’ preferiscono governi formalmente socialisti (di sinistra) e statalisti, che ricorrono a soluzioni ‘concordate’ ed anche di tipo’misto’. Con ciò i grandi capitalisti dispongono spesso sostanzialmente anche dei capitali dello Stato… Diverso sarebbe operare in una realtà pluralista con tanti soggetti in concorrenza o, comunque, da tener presenti, con cui trattare, prevalere o …dover cedere. Tali speculatori hanno anche interesse a che le piccole e medie imprese non crescano, né di statura, né di numero.
Scaramacai








