La fine di Raffaella Carrà non può non colpire il nostro animo. Più che mai e più di ‘altre morti’ rappresenta la fine di un’epoca. La Carrà era il brioso personaggio che intrattenne i nostri bambini e che nel momento della sua freschezza giovanile – finché durò – contribuì al nostro ottimismo…
“La vita è tanto bella ma…è meglio un capitombolo che non provarci mai!” Così recita, più o meno, una delle sue più note canzoni.
Tuttavia dire che Raffaella sia stata una delle più grandi soubrette (perché questo era soprattutto) del dopoguerra italiano ne corre.
Non vogliamo citare la ‘suprema’ Delia Scala, che ballava, cantava e recitava in ben altro modo e non ha mai avuto una ‘vera’ erede. Ma già molte delle grandi attrici italiane erano state anche soubrette o erano capaci di improvvisarsi tali. Basti citare le gandi Anna Magnani e Sofia Loren. La prima veniva dall’avanspettacolo ed era capace di ogni performance. Della Loren basta che resta fra i ‘pezzi’ più gettonati della storia il ballo di ‘Mambo italiano’ davanti ad un De Sica maresciallo perplesso quanto eterno grande attore. Sofia, del resto, figura anche ‘fra le maggiori cantanti italiane el dopoguerra’ anche se cantò poco…
Dire che la Carrà sia stata un grande personaggio dello spettacolo italiano è com dire che Fiorello sia un gran comico nell’Italia di Totò, Nino Taranto, Peppino De Filippo, W. Chiari, Sordi, Manfredi etc etc…
La Carrà è di quelle soubrette che sostanzialmente non sanno né cantare né ballare ‘sul serio’. Certamente è stata ‘sostenuta’. Se è vero che ha continuato a presenziare sul piccolo schermo per innumerevoli anni. Parliamo perché lo ha fatto a danno di tanti altri talenti…

Alcune soubrette del dopoguerra sono cadute nel dimenticatoio e non solo Stefania Rotolo, a causa della sua prematura morte.
La verità è che l’Italia è anche adesso piena di talenti che non vengono valorizzati: comici e cantanti di ambo i sessi…
Ma – senza passare da Monica Vitti e Mariangela Melato – bensì venendo ad oggi, basta correre a ricordare attrici a tutto tondo come Paola Cortellesi o anche Anna Foglietta. Si pensi al loro strip in ‘Come un gattop in tangenziale’.
Ma la storia nazionale è zeppa di vere artiste he erano attrici comiche, ballerine e sapevano stare in ogni maniera sul palcoscenico: si pensi ad Anna Maria Ferrero che spopolò a Parigi con Irma la douce. Oppure all’astro di Marisa del Frate, rivelatasi nella canzone napoletana e finita soubrette pura. Ricordate Lauretta Masiero? E antonella Steni in coppia con Elio Pandolfi? O dobbiamo ricordare Sandra Mondaini, un’altra regina.
No, sono troppi i grandi talenti del nostro spettacolo per dire che Fiorello sia un comico e…
Quanto alle ‘grandi’ relegate – comunque – in terza o quarta fila si pensi a Vanessa Scalera con la sua fugace apparizione in Tv come Imma Tataranni. Si pensi a cantanti a tutto tondo come la napoletana Francesca Schiavo.

Ma un caso eclatante è quello dell’altrra napoletan Maddalena Crippa che esordì proprio come soubrette. Sarebbe stata lei la degna erede di Delia Scala. E’passata poi al teatro classico raggikungendo il pieno successo con Lisistrata e l’ppellativo di ‘gran signoa del teatro’. Ma quanti la conoscono in giro? Siamo nell’Italia dell’ingiustizia e dell’ignoranza. Ogni tanto la Crippa ritorna allo spettacolo leggero – suo vecchio amore – come è avvnuto di recente con ‘La allgra vedova’, che non è transioato – tuttavia – dalle grandi città.
Non vogliamo infierire sulla povera Carrà che è stata cara anche a noi finché non stancava – diciamo la verità – riproposta sempre nello stesso personaggio ad una età non più consona.
Perdonaci – comunque – Raffaella! Riesco a criticarti – forse – proprio perché ti sento viva. Come accade con tutti i personaggi che sono stai tanto visti e tanto ‘registrati’ su memorie magnetiche che li rendono immortali.
Ci perdoni anche chi non la pensa come chi scrive e chi era tanto affezionato alla Carrà da non ammettere critiche nella triste occasione in cui ci ha lasciati.
Ristabilire – però – certe verità in questa Italia ‘strana, ma non troppo’ è d’uopo! Non tanto da non fare intendere che esistano accolite precise. Ben al di là della mafia, della ndrangheta e della sacra corona unita.
Con questo non puntiamo il dito diretto sulla Carrà ma su tutti quegli eccessi cui assistiamo quotidianamente. Quei successi poco o molto forzati che non mancano mai…
(Germano Scargiali)








