I motivi di gap per il Sud Italia sono come gli esami per E. Defilippo: non finiscono mai. Se fosse solo di sopportare l’afa, che certo non giova al lavoro, sarebbe già grave. E lo è… Mentre in città si soffre il caldo sopperendo – chi può – con i condizionatori , nei boschi scoppiano gli incendi e molte famiglie devono anche lasciare le case che abitano…
Oggi è facile ‘incolpare’ il cosiddetto ‘surriscaldamento’: è di moda e ‘fa buono’. Ma sappiamo che è storia di sempre, un andazzo che segue puntualmente l’arrivo dello scirocco, oggi favorito dall’anticiclone africano. I piromani trovano sempre un motivo per dar fuoco ai boschi e sempre meno consistenza assume la favola dell’autocombustione.
Caldo e incendi vanno, dunque, tristemente a braccetto… Sono giorni in cui l’Italia brucia e fa fatica a uscire dalla morsa dei roghi e, purtroppo, dei morti. Complici il clima torrido e il vento, basta poco per vedere andare in fumo ettari di bosco e macchia mediterranea.
Sicilia, Calabria e Sardegna, vedi caso sedi tipiche di malavita di campagna, sono le Regioni più martoriate e registrano i maggiori danni.
Solo in 12 ore sono stati 528 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco impegnati a fronteggiare l’emergenza incendi: 230 in Sicilia, dove la situazione è dichiarata, comunque, ‘sotto controllo’, con 84 squadre al lavoro. Cento lo sono 100 in Calabria, con le ‘maggiori criticità’ registrate nel Reggino, nel Catanzarese e nel Cosentino.
Se in casa si provvede con i condizionatori o ‘scambiatori di calore’, nei boschi si supplisce grazie all’intervento dei Canadair. Nel sud ne volano in questi giorni cinque. Ce ne vorrebbero di più: un pronto efficace intervento scoraggerebbe, anche, qualche piromane.
Un’altra notte di fiamme, dunque, è trascorsa in Sicilia, nei comuni in provincia di Palermo, in particolare sulle Madonie, a Polizzi Generosa, Castellana Sicula e Geraci Siculo. Da stamane bruciano boschi e macchia verde anche a Petralia Sottana e Soprana.
Tra i comuni di Gangi, Geraci, San Mauro Castelverde e Castel San Lucio ci sono 400 aziende zootecniche che sono state colpite dalle fiamme.
Una prima stima dei danni degli incendi tra le Madonie e Nebrodi arriva da Francesco Migliazzo, sindaco di Gangi, che chiede insieme con gli altri primi cittadini lo stanziamento urgente di prime somme per dare ossigeno a una economia agricola distrutta. Tra le soluzioni ipotizzabili durante il tavolo tecnico di ieri, valutate in sede regionale e riprese dal ministro Patuanelli, spiega Migliazzo il giorno dopo u vertice con il titolare del dicastero delle Politiche agricole, c’è la rimodulazione della sottomisura 5.2 del Psr della Regione per il “ripristino dei terreni agricoli e del potenziale produttivo danneggiati da calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici”.
La sottomisura darebbe una garanzia di finanziamento del 100 per cento a chi ha subìto perdite a ricostituire il capitale sociale.
“L’augurio – conclude Migliazzo – è che le rassicurazioni avute in questi incontri con il governo regionale e nazionale possano portare ad interventi di ristori adeguati ai danni subito dalle nostre aziende agricole”.
Da ieri continuano a operare Vigili del fuoco, Guardia forestale e Protezione civile, intervenuti anche per proteggere abitazioni e aziende insidiate dalle fiamme, alimentate anche dalle alte temperature e dal forte vento, a tratti di scirocco. Per contrastare l’emergenza incendi che sta interessando il territorio metropolitano di Reggio Calabria, è da giorni attiva in Prefettura la Sala operativa di protezione civile. E’ quanto si legge in una nota.
Incendio, frattanto, nel Ragusano, dove i Vigili del fuoco hanno domato le fiamme nel bosco di Calaforno.
Un’altra notte di fiamme è trascorsa in Sicilia, nei comuni in provincia di Palermo, in particolare sulle Madonie, a Polizzi Generosa, Castellana Sicula e Geraci Siculo. Da stamattina bruciano boschi e macchia mediterranea anche a Petralia Sottana e Petralia Soprana.
Tra i comuni di Gangi, Geraci, San Mauro Castelverde e Castel San Lucio ci sono 400 aziende zootecniche che sono state colpite dalle fiamme.
Una prima stima dei danni degli incendi tra le Madonie e Nebrodi arriva da Francesco Migliazzo, sindaco di Gangi, che chiede insieme con gli altri primi cittadini lo stanziamento urgente di prime somme per dare ossigeno a una economia agricola distrutta. Tra le soluzioni ipotizzabili durante il tavolo tecnico di ieri, valutate in sede regionale e riprese dal ministro Patuanelli, spiega Migliazzo il giorno dopo u vertice con il titolare del dicastero delle Politiche agricole, c’è la rimodulazione della sottomisura 5.2 del Psr della Regione per il “ripristino dei terreni agricoli e del potenziale produttivo danneggiati da calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici”. La sottomisura darebbe una garanzia di finanziamento del 100 per cento a chi ha subìto perdite a ricostituire il capitale sociale.
“L’augurio – conclude Migliazzo – è che le rassicurazioni avute in questi incontri con il governo regionale e nazionale possano portare ad interventi di ristori adeguati ai danni subito dalle nostre aziende agricole”.
Continuano senza sosta ad operare i Vigili del fuoco, Guardia forestale e Protezione civile, anche per proteggere abitazioni e aziende insidiate dalle fiamme, alimentate anche dalle alte temperature e dal forte vento, a tratti di scirocco. Per contrastare l’emergenza incendi, che sta interessando il territorio metropolitano di Reggio Calabria – si legge in una nota – è da giorni attiva in Prefettura la Sala operativa di protezione civile. Incendio anche nel Ragusano, dove i Vigili del fuoco hanno domato le fiamme nel bosco di Calaforno
In Calabria è stato richiesto persino l’intervento dell’Esercito e disposta dal prefetto l’attivazione del Centro coordinamento soccorsi (CCS), al quale hanno preso parte i vertici delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, nonché i rappresentanti della città metropolitana, del comune di Reggio Calabria, della Protezione civile della Regione Calabria, dell’Azienda Calabria Verde e il presidente dell’Ente Parco d’Aspromonte. Costante collegamento è stato assicurato con la Protezione Civile Nazionale.
Nel comune di Cardeto …alcune famiglie sono state allontanate dalle proprie abitazioni, mentre 3 nuclei familiari sono stati tratti in salvo nella frazione Iriti dai Vigili del Fuoco, ancora presenti sul posto con tre squadre e volontari della protezione civile.
In Sardegna, domate le fiamme del pericoloso incendio sul Monte Arci, nell’Oristanese, che ieri ha riportato la paura nell’Oristanese, due settimane dopo il grande rogo nel Montiferru e nelle Planargia. Secondo una prima stima, sono più di cento gli ettari di bosco interessati dal nuovo rogo, uno dei più pericolosi dei 44 focolai che ieri si sono registrati in Sardegna. Nell’avanzare delle fiamme una casa di campagna è andata distrutta, ma non si registrano danni alle persone.
Notte di paura e fiamme nel territorio di Mandas, nel sud Sardegna. In supporto ai vigili del fuoco locali sono arrivate squadre da Sanluri e Cagliari, per bloccare l’incendio che da ore sta divorando vegetazione e macchia mediterranea. Le fiamme si sono propagate su più fronti, mandando in fumo la vegetazione su due colline. Un fronte si è spinto a ridosso di alcune strutture abitative sparse dove due squadre si sono schierate a protezione delle stesse. Coinvolto anche un fienile, tempestivamente raggiunto da una squadra che ha spento le fiamme che hanno attaccato la struttura, rotoballe e alcuni mezzi agricoli, gli operatori hanno predisposto l’immediata evacuazione di alcuni animali messi in salvo.
Le fiamme sono state spente. Nessuna persona risulta coinvolta. Alle prime luci dell’alba i vigili del fuoco hanno avviato le operazioni di bonifica dai focolai residui.








