Non so se ci sono o ci fanno tutti i media governativi (Rai, mediaset e La 7) quando si chiedono cosa farà e dirà il 9 maggio il presidente Putin a proposito del conflitto ucraino. Secondo noi la risposta è da tempo nota. A nostro parere, infatti, ripeterà semplicemente ciò che aveva ripetutamente chiesto alla Ucraina prima dell’invasione parlando a nuora perché suocera intendesse NATO: esclusione posizione estremiste delle frange militari, tipo Azof, dalla politica Ucraina, Ucraina neutrale e non organica alla NATO, autodeterminazione aree russofone del Donbas, autonomia Crimea. Purtroppo, a seguito del conflitto, la realizzazione di questo programma, noto da tempo a chi ha fatto orecchie da mercante (Ultimamente al G7) ha portato grande distruzione e tanti morti. Per quanto riguarda la celebrazione di domani sappiamo che il 9 maggio si celebra la resa incondizionata della Germania alla URSS ed agli alleati. Ricordiamo comunque che i comunisti di Stalin ottennero il consenso e la partecipazione unanime del popolo poiché veniva invocata la resistenza della madre Russia e non del comunismo. Dopo la parata militare, come accade da diversi anni, si terrà anche la celebrazione chiamata del “Reggimento immortale” in cui migliaia di cittadini, in particolare giovani, sono invitati a sfilare con in mano i ritratti dei nonni che combatterono durante la guerra e che oggi non sono più in vita. Nata come iniziativa dal basso, si è diffusa rapidamente anche tra le comunità di russi all’estero e, nel 2015 a Mosca, vi ha partecipato anche Putin, che ha sfilato con il ritratto del padre. La lentochka, non a caso, è celebrata, fin dal 2014, anche dai separatisti filo-russi in Ucraina dell’Est, che nella comunicazione ufficiale di Mosca da sempre combattono contro “gli oppressori di Kiev”. Il presidente Putin, anche comandante in capo dell’esercito, dopo l’apertura ufficiale della cerimonia guidata dal ministro della Difesa, Serghei Shoigu, terrà il tradizionale discorso dalla tribuna allestita vicino al mausoleo di Lenin tra veterani di guerra. La ricorrenza verrà celebrata in altri 25 paesi tra cui l’Abcasia, l’Ossezia del Sud, la repubblica popolare di Doneck, la repubblica popolare di Lugask e la Transnistria. Il 10 maggio purtroppo il conflitto riprenderà e soltanto un sincero impegno sui punti sopra detti, potrà mettere fine a questa triste condizione la cui evoluzione, continuando a giocare ad un rilancio mediatico e sul campo di battaglia, potrebbe portare ad effetti disastrosi ed imprevedibili per tutto il mondo.
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