Federalismo europeo (continua) – Piccoli passi indietro!

Ormai mezzo mondo se n’è accorto dell’importanza economica svolta dalla Federazione Russa in ambito internazionale, tutti tranne la Commissione UE che sembrerebbe appena, appena percepirlo!

Sono mesi che l’Amministrazione UE sbaglia i conti e segue pedissequamente una politica di autodistruzione.
Prima di ingaggiare il supporto dei nazisti ucraini (che rimangono sempre nazisti e conduttori di una feroce pulizia etnica contro gli ucraini di lingua russa, con circa 14.000 ammazzati su 8 milioni di residenti) avrebbero dovuto fare SUBITO i conti sulla dipendenza energetica dalla Russia e avrebbero SCOPERTO che non c’è alternativa a tale rifornimento, a meno che accettare questa lunga regressione che sta riportando la UE ai problemi energetici degli anni 2003 – 2005 nei quali la Guerra del Golfo e la successiva contro la Libia produssero una (falsa) crisi petrolifera tale da danneggiare gran parte della UE e a stravolgerne l’assetto economico.

A parte il sostegno ai nazisti dell’Ucraina, prima legittimati dal Governo di Kiev come polizia locale poi ingaggiati nell’esercito regolare, cosa che non ci sembra affatto trascurabile e che la Commissione UE avrebbe dovuto prendere in esame prima di trascinarsi in un’avventura perdente fin dall’inizio, la sostituzione dell’economico e comodissimo rifornimento di gas russo tramite il North Stream per la Germania e il South Stream per la UE meridionale, non ha nulla a che vedere con il trasferimento marittimo di gas ultra compresso e poi espanso sulle coste continentali per la così detta “rigassificazione” e innestarlo nelle reti di distribuzione intra-europee.

Questa scelta comporta un costo passivo inaccettabile e non garantisce la quantità necessaria per mantenere i livelli attuali di consumo che si aggirano sui circa 60 miliardi di metri cubi/anno!
Tant’è vero che ABBANDONATE TUTTE LE BUONE FANTASIE “GREEN TRANSITION”, è stato nuovamente liberalizzato l’uso del petrolio e del carbone da bruciare! Come dire “cari cittadini c’eravamo sbagliati e l’inquinamento da combustibili fossili non esiste!” (NdR ed è vero!).
Ma ciò non basta perché in questo ultimo decennio si è favorita la conversione GPL di quasi tutto perché il gas naturale nelle sue varie aggregazioni, si è dimostrato molto meno inquinante di quanto si crede! In effetti – ad esempio – il metano bruciando  in aria libera genera vapore acque e anidride carbonica (CH4 + 2O2 à CO2 + 2H2O) .

Dai libri di scuola elementare sappiamo che di giorno la sintesi clorofilliana delle piante trasforma l’anidride carbonica CO2 in ossigeno e nel carbonio necessario per la loro crescita e in una sostanza zuccherina chiamata linfa (CO2 + H2O = (CH2O)n + O2). 
Quindi e visto che tutto sommato bonificare da CO2 si può fare elegantemente piantando alberi (e non deforestando l’Amazzonia come vorrebbero taluni industriali del cereale OGM), si può affermare che l’uso del gas naturale è da favorire fino alla tanto attesa energia prodotta da fusione nucleare. Nel frattempo la Russia ha riserve per altri 300 anni!

Tornando agli errori fatti dalla Commissione UE, spero che il presente scritto li faccia demordere dal continuare a dare un supporto ingiusto e immorale alle truppe di Kiev; dovrebbe  costringere le parti a tornare almeno all’accordo del 2014, se non al Trattato di Minsk.
Purtroppo per loro la guerra non ha avuto gli sviluppi immaginati dalla coalizione NATO & UE, sogni anch’essi sbagliati fin dall’inizio (la NATO e la UE non potevano entrare armati in Ucraina senza una risposta nucleare da parte della Russia ma se ne sono accorti troppo tardi!) e adesso è impossibile impedire alla Russia di trattenersi il Donbass e la Crimea, aree a prevalenza di gente dai sentimenti russi, costoro avevano, infatti, già chiesto l’autonomia da Kiev tramite referendum pubblici con risposte favorevoli al 90%.

Secondo il principio di autodeterminazione dei popoli tanto decantato in sede ONU, stavolta sembrerebbe che un po’ tutti i paesi occidentali che si sono mossi contro la Russia sull’onda di una pressante e mai vista campagna mediatica estremamente bugiarda, dovranno trovare una scusa valida per retrocedere!

La domanda che ne consegue è: i danni prodotti nella quasi distrutta Ucraina e i guai economici causati nel resto del modo, chi li pagherà?

Io proverei a consultare lo Zio Sam…

Lorenzo Romano (da Roma)

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