Fondatore e direttore di Palermoparla
25 Settembre 2024
Tre anni, sono già tre anni dalla tua scomparsa, caro compagno di una vita. Il tempo è volato via veloce portando con sé speranze, progetti, momenti felici.
Vorrei, come una volta, parlarti, raccontarti tante cose: le novità, le gioie, le tristezze della mia giornata, ma non so se puoi ascoltarmi come facevi prima.
Forse, però, le mie sono solo impressioni malinconiche, solo impressioni. Tu hai lasciato tante cose a parlare per te: i tuoi meravigliosi figli, i cari nipotini, le persone che ti hanno voluto bene e ancora te ne vogliono: “lasciamo pure che il tempo distrugga ciò che è caduco purché rimanga ciò che è eterno: il bene, l’amicizia, l’amore, tutto quello che ci rende migliori e dà un senso alla nostra esistenza”.
Tra tutti, però, forse il più bel dono che ci hai lasciato sono i tuoi scritti, il tuo pensiero, le tue considerazioni sulla vita.
Hai vissuto sempre con slancio, con generosità, a volte anche sbagliando, ma senza mai viltà o egoismi, hai saputo essere sincero senza ipocrisie, senza il timore di essere perciò rifiutato.
Amavi tanto la vita, i viaggi, la conoscenza, tutto ciò che ci rende vivi e felici di esserlo, hai conosciuto, però, anche l’abbattimento, la sensazione di quel “vuoto” che ci prende quando ci sentiamo immersi nel nulla, in quel nulla della nostra esistenza che ne è parte sostanziale, anche se non vorremmo.
Sapevi, però, superarli questi momenti per tornare all’ottimismo, alla creatività e all’azione.
Palermoparla, la rivista che hai creato, non è mai stata solo un modo per dire la tua, per “realizzarti” come si dice ora, ma voleva anche essere un tributo verso una bella città, una terra difficile, amata e capita nonostante tutto, una città che meriterebbe di più da se stessa, ma anche dagli altri, da quelli che sanno solo criticare senza impegnarsi in alcunché.
Da qui un invito: “Riprendiamo il nostro cammino, un sentiero in salita, disagiato, senza comodi spiazzi, perché questa è, nonostante tutto, la nostra via, la via da seguire”.
Lydia Gaziano Scargiali








